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venerdì 1 settembre 2017

L'Abbazia che mostra i luoghi della clausura tramite la realtà virtuale

Nel cuore di Roma è sita l'Abbazia delle Tre Fontane, un monastero contemplativo frequentato da romani e turisti, italiani e non.

La leggenda vuole che qui sia stato decapitato San Paolo, la cui testa, cadendo a terra, avrebbe fatto 3 rimbalzi, da ognuno dei quali sarebbe scaturita una fonte. Qui venne poi eretta la magnifica Abbazia delle Tre Fontane, un luogo cruciale per la sua importanza storico-artistica e per trovare ristoro in una vera e propria oasi di pace, circondata da secolari alberi di eucalipto.

L'Abbazia, attualmente è il fortino dei padri troppisti che si mantengono producendo autarchicamente, da soli, prodotti agricoli, olio, miele, cioccolata e perfino la birra. Questi monaci vivono in condizione di clausura, quindi non tutte le zone del monastero sono accessibili al pubblico. Agli innumerevoli visitatori era concesso accedere e vedere solo le tre chiese presenti e due luoghi del chiostro, il giardino che ha porte visitabili della chiesa abbaziale.

Invece, di recente, l'Abbazia è protagonista di una straordinaria iniziativa, unica nel suo genere. Questo diventerà il primo luogo sacro al mondo ad offrire ai suoi visitatori un'installazione di realtà virtuale. Grazie ad una startup tutta italiana, la Sfera Productions, è stato realizzato un virtual tour. Attraverso un'installazione HTC Vive permanente, allestita all'interno dell'area museale dell'Abbazia, i turisti potranno "visitare completamente" per la prima volta, la Chiesa Abbaziale, uno dei monumenti più rappresentativi dell'architettura medievale romana di transizione, che attualmente è accessibile solo fino a una certa altezza della navata centrale, il Chiostro, il luogo in cui i monaci Cistercensi si riuniscono nella preghiera e nella meditazione fin dal XII secolo.

Ogni ambiente è stato fedelmente riprodotto in computer grafica e dopo implementati in una mostra grafica per la fruizione in tempo reale. Nel corso delle due esperienze virtuali, le voci dei monaci e i loro canti, insieme ai rintocchi della natura del giardino del Chiostro, concorrono a simulare una sensazione di reale presenza nel luogo.

La Chiesa è sempre aperta a tutti e al mondo. A volte, forse pure a costo di violare, un po' il suo statuto, come nel caso della clausura. Però che grande lezione di modernità è quella di aprire al virtuale questo monastero, i suoi ritmi, la sua vita, le sue bellezze. Che bella lezione connettersi e aprirsi a tanti visitatori.

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