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mercoledì 28 febbraio 2018

Il Louvre Abu Dhabi espone sull'autostrada

Le opere sono rappresentate su dei cartelloni lungo la strada che va da Dubai ad Abu Dhabi. Si tratta di una Galleria d'Arte Autostradale Radioguidata.

L'iniziativa è stata pensata per celebrare il UAE Innovation Month (il mese dell'innovazione degli Emirati Arabi Uniti). Quindi il Louvre Abu Dhabi ha creato una Galleria d'Arte Autostradale Radioguidata.

Lungo la E/11 Sheikh Zayed road, su dei cartelloni verranno esposte in bella mostra dieci magnifiche opere d'arte e manufatti della collezione del museo.

È un'esperienza audio-visiva unica nel suo genere la cui riuscita è affidata a The Lux Diary, in cui le Radio 1Fm (100.5 Fm), Classic Fm (91.6 Fm) e Emerat Fm (95.8 Fm), riproducono automaticamente una storia di 30 secondi su ogni brano man mano che i viaggiatori si avvicinano al display, distanziati a intervalli di sei miglia.

Le opere scelte per essere rappresentate sono tra le più significative della cultura araba. Infatti, tra i capolavori esposti nella Galleria Autostradale, si possono ammirare: il Maricha Lion, un'importante opera islamica proveniente dalla regione mediterranea, l'eccezionale Sarcofago egizio della principessa Hentuttawy, una moneta ispirata ad Alessandro Magno ma scoperta negli Emirati Arabi e una statua a due teste di 8 mila anni prestata dal Dipartimento di Antichità dalla Giordania. I dipinti invece provengono da varie epoche. Si spazia dal Rinascimento alla modernità.

Verranno esposti: il ritratto di donna di Leonardo da Vinci, La Bella Ferronniere, in prestito dal Musee di Louvre, Autoritratto del 1887 di Van Gogh in prestito dal Museo d'Orsay e The Fife Player di Edward Manet, in prestito dal Musee d'Orsay.

E poi ancora, Young Emir Studying di Osman Hamdi Bey, il ritratto di Gilbert Stuart di George Washington e l'iconica composizione di Piet Mondrian con blu rosso, giallo e nero.

Il progetto è stato patrocinato dal Dipartimento di Cultura e Turismo ed è nato per "rafforzare il ruolo dell'arte nell'elevare la vita quotidiana in qualcosa di bello e memorabile". Accompagnato anche da un ampio programma pubblico che offre ai residenti e visitatori diverse esperienze culturali in dialogo con la collezione, la narrazione e l'architettura del Paese.

D'altronde il Louvre Abu Dhabi è il primo Museo Universale nel mondo arabo e offre una nuova prospettiva sulla storia dell'arte nel mondo.

Una prospettiva diversa, nuova, che si è concretizzata con l'innovativa proposta della Highway Gallery. Ora gli automobilisti mentre viaggiano, possono osservare le opere d'arte offerte dalla natura e quelle realizzate dall'uomo e riportate su un cartellone.

I bambini che crescono circondati dal verde sviluppano meglio il cervello

Uno studio rivela che crescere accanto a spazi verde comporta degli effetti benefici sulle funzioni cognitive.

Spesso si sottovaluta quanto possa essere salutare portare i bambini nel verde, farli ricongiungere con la natura o fargli conoscere i ritmi e le atmosfere di luoghi salubri come sono gli spazi aperti non limitati da nessun tipo d'inquinamento odierno. Effetti benefici sottolineati in un recente studio condotto dal Barcelona Institute for Global Health ( IS Global), in collaborazione con l'Hospital Del Mar e la Ucla Fielding School of Public Health, pubblicato su Environmental Health Perspectives. 

La ricerca evidenzia come i piccoli che sono cresciuti vicino a spazi verdi hanno un volume maggiore di materia bianca e grigia in alcune aree del cervelloe queste differenze anatomiche rispetto ai coetanei hanno effetti benefici sulle funzioni cognitive. Il progetto denominato BREATHE ha coinvolto 253 scolari di cui è stata osservata l'esposizione permanente allo spazio verde residenziale utilizzando informazioni satellitari sugli indirizzi dei bambini, mentre l'anatomia del cervello è stata studiata usando immagini di risonanza magnetica 3D ad alta risoluzione.

I dati ottenuti hanno dimostrato che l'esposizione a lungo termine al verde era positivamente associata al volume di materia grigia e bianca in alcune parti del cervello che si sovrapponeva parzialmente a quelle associate a punteggi più alti nei test cognitivi.

Il maggior volume di materia bianca e grigia nelle regioni connesse all'esposizione al verde hanno predetto una migliore memoria di lavoro, per intenderci, quella relativa al mantenimento temporaneo delle informazioni e alla loro elaborazione e una minore disattenzione.

Secondo gli studiosi gli spazi verdi fornirebbero ai bambini opportunità di rigenerazione psicologica e promuoverebbero importanti esercizi di scoperta, creatività e assunzioni di rischi. E le stesse aree presentano spesso livelli inferiori di inquinamento atmosferico e rumore.

E se il segreto per essere più felici o per far essere più felici i bambini e secondo quanto riportato dallo studio, anche più intelligenti, fosse quello di ricongiungerci con la Natura?

martedì 27 febbraio 2018

Fotografano cane abbandonato sulla vetta, Carabinieri corrono a salvarlo

Surreale! Dei turisti fotografano un cane solo, abbandonato sulla neve e postano la foto sui social. I Carabinieri colgono il dramma e salgono a salvare l'animaletto.

Palcoscenico della vicenda è l'Abruzzo, in particolare la vetta è quella dei Monti della Laga, a 2400 metri d'altezza e la storia è stata resa nota con un comunicato dall'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso.

Un escursionista, il 4 Febbraio scorso, stava salendo al Pizzo Moscio, 2411 metri di altezza, nel comune di Valle Castellana in provincia di Teramo. Arrivato sulla cima innevata, ha scorto vicino alla croce di ferro un cagnolino solo, abbandonato e senza collare. Circondato solo dal freddo e dal vuoto. Il turista ha immortalato la scena surreale in una foto e l'ha poi postata sulla pagina Facebook del Parco Nazionale.

La foto del cagnolino solitario sperduto tra la neve è diventata virale. Migliaia di condivisioni e commenti, così la scena è arrivata agli occhi dei Carabinieri del paese sotto la montagna.
 I Carabinieri della stazione di Rocca Santa Maria sono partiti immediatamente a cercare l'animale. Successivamente è stato lanciato anche un altro appello sui social quello per rintracciare il padrone del cane.

Nel frattempo,  ci sono stati diversi tentativi rivelatesi infruttuosi, fino a quando, il giorno 20, le forze dell'ordine  sono finalmente riusciti a trovare l'animale. Si tratta di un cagnolino, maschio, di razza Laganotto Romagolo. L'animaletto era molto debilitato, spaventato e privo di microchip.

Ora il cane, è stato rifocillato, visitato dal veterinario e portato al canile di Castelbasso di Castellato (Teramo). Non avendo microchip, è considerato "cane vagante" e può essere adottato.

Speriamo che questa strana vicenda abbia un buon esito, nel senso che questo animaletto in barba a chi lo ha abbandonato in primis, in barba poi a chi l'ha semplicemente fotografato e non gli ha prestato soccorso, riesca a trovare una famiglia che lo adotti, gli dia tanto calore umano e gli faccia dimenticare la triste vicenda di cui è stato protagonista.

Sostanze illegali in una palestra su sei

Un'indagine rivela che in Italia c'è un allarmante presenza di sostanze illegali nelle palestre. Le strutture di body building sono quelle più a rischio doping.

A dare l'allarme è l'associazione Fibbn, la Fitness Italia Body Building Natural. L'organizzazione nata 13 anni fa per difendere l'allenamento pulito. La situazione nelle palestre è così grave che si è dovuto sottolineare la discordanza dal resto, perfino con l'aggettivo "Nature".

Sì, perché è cosa nota che il doping gira parecchio tra chi fa sport e soprattutto nelle palestre; strutture assunte più come a templi dell'esibizione che luoghi dove allenare e fortificare fisico e mente. Non essendoci gare, non ci sono controlli ed ormoni anabolizzanti o quant'altro la fanno da padroni.

Di recente, Sandro Donati, l'allenatore paladino della lotta alle manipolazioni ha realizzato con la criminologa Letizia Paoli un rapporto che resta la stima più veritiera sulle dimensioni del fenomeno. 

I numeri sono impressionanti: in una palestra su sei (il 16,25%) con strutture da body building circolano sostanze dopanti e ne fanno uso 68.700 body-builder, praticamente uno su tre. Un malaffare che comporta un indotto di oltre 500 milioni di euro dell'anno, dovuti soprattutto all'uso degli steroidi, che rimangono i prodotti preferiti per chi vuole gonfiare i muscoli in poco tempo.

Un mondo sommerso quello che riguarda il giro delle sostanze illegali nelle palestre in cui è difficile pure indagare poiché dai test a sorpresa risulta che amatori e tesserati al Coni. Per ora la vigilanza su chi ricorre a scorciatoie pericolose è affidata soprattutto alle indagini delle Forze di Polizia, in particolare i Nas, il reparto dei Carabinieri per la tutela della salute.

Un fenomeno che viene purtroppo troppo spesso sottovalutato, anche perché chi frequenta le palestre e pensa che assumere qualche sostanza per "aumentare un po' le prestazioni" non faccia male, sbaglia di grosso. Dopandosi si rischia tantissimo. Queste sostanze possono avere delle conseguenze imprevedibili sul corpo e chi le acquista commette reati, come la ricettazione, essendo quasi sempre prodotti di provenienza illecita.

Una specie di task-force costituita da 170 marescialli, ispettori anti-doping, svolgono una vera e propria attività di intelligence, spesso iscrivendosi nelle palestre sotto copertura proprio per intercettare i traffici clandestini. Purtroppo, spesso è difficile far luce su queste "usanze" proprio a causa della massiccia approvazione e omertà in merito che vige nelle palestre.

Le palestre, quando nacquero nell'antica Grecia, avevano il compito di essere dei luoghi dove forgiare spirito e corpo tramite il sacrificio e il duro allenamento. Invece oggi, se c'è qualcuno che vi propone di pompare i muscoli facilmente e subito e voi accondiscendete, non siete delle persone fighe, ma tristi!

lunedì 26 febbraio 2018

Arrivano le prime etichette intelligenti: sono commestibili

Dal grafene arrivano le scritte sul cibo che non solo danno informazioni sulla sua origine e scadenza, ma si possono anche mangiare.

I ricercatori della Rice University hanno progettato le prime etichette intelligenti commestibili, sono "scritte" direttamente sul cibo. Ugualmente contengono le informazioni su provenienza e conservazione e sono dotate di sensori che possono rilevare anche la presenza di batteri.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Acs Nano Science Dayly e in essa, uno degli autori del lavoro, James Tour dichiara: "Non è inchiostro. Quello che facciamo è convertire il materiale stesso in grafene". L'idea di base è che qualsiasi materiale, con la giusta quantità di carbonio, può essere trasformato in grafene (diventando quello che i ricercatori definiscono grafene indotto del laser o lig), ed essere usato ad esempio come sistema di identificazione a radiofrequenza (R fid) o sensore biologico.

Il grafene indotto può essere "scritto" anche su carta, cartone e stoffa, ma l'innovazione è quella di riportarlo sul cibo, poiché addirittura i ricercatori ipotizzano in un futuro in cui tutti i cibi possono avere un codice a barre Rfid con informazioni sul luogo di provenienza, tempo di conservazione e scadenza. Poiché "Le etichette di grafene lig potrebbero anche rilevare batteri come l'E. Coli o illuminarsi e mandare segnali quando non mangiare il cibo".

La ricerca ha portato ottimi risultati anche quando il processo è stato testato con successo o su stoffa, carta, patate, noci di cocco, sughero e pane tostato. Tutti gli alimenti erano accomunati dalla cospicua presenza di legnina, elemento precursore del carbonio, che rende più facile la conversione in grafene.

Secondo questo processo, l'etichetta elettronica viene scritta sul materiale attraverso il laser, che trasforma prima la superficie dell'elemento o materiale in carbonio, e poi in grafene indotto. E al più presto le etichette potrebbero arrivare anche sul mercato.

Insomma saranno pure etichette intelligenti, ma invece di spendere tutta questa "scienza" per convertire del carbonio sul cibo per dire se è scaduto o meno, non sarebbe meglio affidarsi ai vecchi metodi naturali e guardare soprattutto con occhio lo stato di "salute" dell'alimento?

Una scuola polacca censura Garibaldi: "era antisemita"

Naturalmente non è vero! Ma uma direttrice di scuola elementare di Varsavia vorrebbe cancellare il nome dell'eroe a cui è dedicata proprio la struttura dove insegna.

Sembra assurdo da noi Garibaldi, l'Eroe dei Due Mondi, è il nostro eroe nazionale, amatissimo per il suo carattere sanguigno e passionale e per aver riunito l'Italia. Eppure qualcuno ha avuto da ridire qualcosa sulla sua figura.

In Polonia, durante una trasmissione radiofonica locale una direttrice di una scuola elementare ha annunciato di voler cambiare il nome dell'istituto intitolato nel 1963 proprio a Giuseppe Garibaldi. La motivazione secondo la direttrice è che il protagonista del Risorgimento italiano "era un avventuriero non estraneo alla pirateria e all'antisemitismo".

Invece, secondo lei, sarebbe più giusto intitolare la scuola a Jan  Bytnor (1921-1943), eroe della Resistenza antinazista a Varsavia.

Immediata, quindi, è arrivata la protesta dell'Ambasciata italiana in Polonia che tramite una lettera risponde: " Si tratta di parole che offendono inutilmente gli  italiani". Vicino alla posizione degli italiani, si schiera anche il primo cittadino di Varsavia che dichiara: "Siamo in.polemica con Israele e gli Stati Uniti, e ora rischiamo di offendere gli italiani".

Ora, ognuno in casa propria ha diritto di cambiare nome alla propria scuola, ma la Polonia sta "regalando" al mondo "perle"  davvero inquietanti. Per esempio il loro primo ministro Mateusz Morawiecki è quello che ha affermato che "Gli ebrei hanno responsabilità nell'Olocausto" e il Parlamento di Varsavia è quello che ha varato una legge che vieta di parlare di "campi di sterminio polacchi".
Invece, il nostro Garibaldi era un eroe. Un condottiero celebre per le sue battaglie in favore della libertà dei popoli e la verità storica vuole che egli abbia mandato in Polonia, nel 1863, un suo luogotenente, Francesco Nullo per sostenere l'insurrezione polacca contro la dominazione russa. Inoltre, lo stesso colonnello Nullo, morì lì in Polonia il 5 Maggio dello stesso anno, durante una battaglia e per questo è diventato simbolo della fraternità italo-polacca.

Quindi, una cosa è la propaganda politica e una cosa è la verità storica. Non esiste un solo documento da cui si possano evincere le accuse ingiustamente rivolte al nostro eroe! Che, appunto, per buona pace dei polacchi, rimane tale.

venerdì 23 febbraio 2018

Amanda Knox chiede 9 mila dollari per raccontare la "sua" Meredith

A tanto ammonta la tariffa chiesta da Amanda Knox, in giro per i college statunitensi, per raccontare la "sua" verità circa la morte della studentessa inglese uccisa a Perugia il 1° Novembre del 2007. La famiglia di Meredith l'accusa di essere solo a caccia di "fama e soldi".

È inevitabile che la famiglia di Meredith, non approvi di buon grado l'ennesima trovata di Amanda Knox. Sì in Italia, la giovane è stata prosciolta dall'accusa dell'omicidio Kercher, ma rimane il fatto che continui a parlare di questa triste vicenda e il più delle volte ci guadagni sopra.

Ora la Knox è apparsa davanti agli studenti del Roanoke College in Virginia, per raccontare la sua storia in veste di vittima di una giustizia scorretta. Questa è la prima tappa di una tournée a pagamento fra le università americane organizzate dall'agenzia "All American Speakers", tramite la quale Amanda chiede un onorario in media di 9 mila dollari per ogni apparizione.

Davanti agli studenti di Roanoke ha esordito dicendo: "Sono stata dipinta come il diavolo. Tutto quello che è stato detto su di me non conta. Quello che conta è solo la verità. Ho sempre creduto che ci fosse una luce in fondo al tunnel perché è la verità che conta". Dopo di che ha ripercorso la vicenda, per cui in Italia ha scontato 4 anni di carcere.

Amanda vorrà pure raccontare la sua "verità" e proclamarsi innocente (d'altronde è stata definitivamente assolta), ma la famiglia di Meredith disapprova l'iniziativa e fa sapere tramite il proprio legale Francesco Maresca: "Spero capisca quanto sia inappropriato questo comportamento. Continuiamo a pensare che dovrebbe ringraziare la giustizia italiana per averla dichiarata assolta nonostante due precedenti condanne pesantissime e invece si impegna in iniziative commerciali offensive per la memoria di Meredith, certamente di cattivo gusto".

Amanda avrà pure la sua "verità" da raccontare, ma peccato che lo faccia a discapito della povera Meredith, brutalmente assassinata (e ancora non si sa precisamente da chi), della famiglia Kercher a cui ripetutamente fa rivivere la tragedia, e tutto questo lucrandoci abbondantemente sopra.

giovedì 22 febbraio 2018

"M'illumino di meno"

Torna il 23 Febbraio la grande campagna Radio2 Caterpillar sugli stili di vita sostenibili. Poiché: "Il decalogo per salvare la Terra comincia da noi".

Domani, 23 Febbraio, è la "Giornata del Risparmio Energetico". Una data simbolica, un giorno dedicato ad una tematica quanto mai coinvolgente che interessa tutti. L'iniziativa nel tempo è diventata popolare, condivisa e accettata da tutti poi il risparmio energetico, importante e utile, è da intendere non come sacrificio ma come orgoglio, dell'ottimizzazione intelligente e del rispetto del Pianeta.

Come di norma è previsto l'impegno per la riduzione dei consumi, si spegneranno per l'occasione fra gli altri, decine di monumenti, musei e siti archeologici, e istituzioni, dal Colosseo all'Arena di Verona, dal Convento di Assisi alla Galleria degli Uffizi, dal Senato alla Camera.

Il tema di quest'anno è la bellezza del camminare e dell'andare a piedi, "perché sotto i nostri piedi c'è la Terra e per salvarla bisogna cambiare passo".
Nello stesso ambito anche la 14esima edizione di "M'illumino di meno", promossa da Caterpillar la trasmissione pomeridiana di Radio2,  che ha come obiettivo una campagna di sensibilizzazione sui temi degli stili di vita sostenibili e per farlo si sono proposti di raggiungere grazie a migliaia di adesioni in Italia e dall'estero, compresi gli Usa, la Tailandia, il Messico e l'Australia, di cittadini, istituzioni, aziende,scuole,  555 milioni di passi necessari per arrivare simbolicamente dalla Terra alla Luna. L'importante è cominciare da noi stessi. 

Così è stato stilato anche il decalogo di "M'illumino di meno":
1) Spegnere le luci quando servono.
2) Spegnere e non lasciare in standby gli apparecchi elettronici.
3) Sbrinare frequentemente il frigorifero, tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l'aria.
4) Mettere il coperchio sulle pentole quando ribolle l'acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola.
5) Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre.
6) Ridurre gli spifferi degli infissi riempendoli di materiale che non lascia passare aria.
7) Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infisdi, le porte esterne.
8) Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni.
9) Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni.
10) Utilizzare l'automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città.

Buona Giornata del risparmio energetico, considerando che consumare meno fa bene a tutti.

A 93 anni parte come volontaria per il Kenya

Irma, una nonnina veneta ultranovantenne, decide di partire come volontaria per il Kenya: "Dovremmo conservare un pizzico di incoscienza per vivere'.

Pertini soleva affermare che: "I giovani per imparare non hanno bisogno di sermoni ma di esempi". Così ha fatto la signora Irma, 93 anni, che l'altra notte è partita per il Kenya. La destinazione? Non il solito villaggio turistico dove sarebbe stata giustamente servita e riverita, ma la meta è un villaggio di bambini, in orfanotrofio". Ci va come volontaria per aiutare.

Una grande lezione di vita! Un esempio da seguire per tutte quelle persone che si sentono sempre un po' spente, che magari durante la giornata non sanno cosa fare e passano le ore tediate dall'ozio, o magari buttate su un lettino a "smanettare" con lo smartphone. Anche molti giovani di oggi.

L'impresa è stata rivelata sui social dalla nipote della signora, Elisa Caltro, che ha postato una foto della nonna all'aeroporto, in procinto di partire, accompagnandola sotto con questa didascalia: "Questa è la mia nonna Irma, una giovanotta di 93 anni, che stanotte è partita per il Kenya. Non in un villaggio turistico, ma per andare in un villaggio di bambini. Ve la mostro perché credo che tutti noi dovremmo conservare un pizzico d'incoscienza per vivvere e non per sopravvivere. Guardatela...ma chk la ferma? Io la amo".

Il post in poche ore ha ottenuto migliaia di condivisioni, d'altronde la signora Irma, ha conquistato tutti, l'amiamo anche noi!

E come non affezionarsi all'immagine di questa nonnina di Noventana Vicentina, rimasta vedova a 26 anni e con tre figli a cui badare, sebbene uno dopo l'abbia pure perso. Nonostante questo, la nipote aggiunge: "Mia nonna ha sempre amato la vita e non s'è mai fermata davanti a niente. Ha dedicato la sua esistenza alla famiglia e ad aiutare chi le sta vicino. Per me è sempre stata un esempio".

D'altronde la signora Irma è un esempio vero, vivente, che da nonna sa parlare e farsi capire dai giovani. Senza troppe parole, quelle spesso possono risultare pesanti, ma agendo, muovendosi, mettendosi in viaggio ed in "gioco" anche a 93 anni, perché la vita è un continuo divenire, non ci si deve fermare mai e soprattutto non ci si deve mai fermare di rendersi utili agli altri.

mercoledì 21 febbraio 2018

"Slogan elettorali deprimenti, basta promettere miracoli"

Parola del cardinale Gualtiero Bassetti capo della Cei.

"C'è un' Italia rammendare, serve responsabilità. Ho paura dei rigurgiti xenofobi e di chi soffia sul fuoco della rabbia sociale, le scintille della fiamma possono propagarsi ovunque". Così si esprime il Cardinale Gualtiero Bassetti, dallo scorso Maggio Presidente dei Vescovi, in merito al dibattito politico e la campagna elettorale.

Il suo è lo sguardo pure della Chiesa Italiana che più che pensare alla campagna elettorale, ricorda ai politici che "C'è un'Italia da rilanciare con coraggio, carità e responsabilità". In un marasma di politici arroccati sulle poltrone dei palazzi e forse troppo lontani dalle reali esigenze delle persone, di quella temuta parola  che è "popolo"; le parrocchie, invece, rappresentano ancora un filo diretto che unisce i vari cittadini della società.

Le chiese, quelle piccole locali di quartiere, fungono anche da termometro sociale, tastano il polso delle vere richieste delle persone. Si evince che le priorità per il nostro Paese sono: il lavoro, la famiglia e i giovani. Tre temi, tre assunti di base, che vanno a confluire nella prima grande priorità: l'Italia stessa.

A poco più di dieci giorni dalle elezioni politiche, ci continuano a bombardare, con promesse miracolistiche, soluzioni tampone o bonus. Tutte proposte potenzialmente valide ma che appaiono più come delle tappe d'applicare per farsi votare.

Invece bisognerebbe "ricucire l'intero vestito", l'Italia, secondo Bassetti, "un Paese da riconciliare con coraggio, carità e responsabilità. Bisogna ritornare a riflettere secondo un orizzonte di comunità di popolo, l'Italia intera. Altrimenti è solo la strasentita propaganda politica che incatena il nostro Paese a una condizione di precarietà.

Chi, come la Cei, parte da una posizione di vicinanza con il popolo (parola quanto mai bella), sa che c'è un Mezzogiorno d'aiutare, sa di milioni di giovani che vivono una precarietà drammatica e con loro milioni di famiglie che per arrivare a fine mese compiono degli atti di eroismo quotidiano paragonabili alla scalata in libera del Cervino".

Per questo si deve partire dal basso, dall'ascolto degli umori e delle richieste delle persone, e non fare a gara "a chi le spara più grosse" per farsi eleggere. D'altronde è solo "Uno" quello che fa i miracoli... il resto, i politici (soprattutto, e in questo dato periodo storico) devono pensare a fare il loro mestiere, che è anche quello di pensare al popolo, alla nazione Italia.

martedì 20 febbraio 2018

Bere poco vino aiuta a ripulire il cervello

Ne bastano due bicchieri al giorno, tanto serve per far smaltire al cervello le tossine.

Bere vino fa buon sangue e ora uno studio rivela anche "buon cervello". Ma ne bastano due bicchieri al giorno. L'alcool sarebbe utile non solo per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e tumori, ma si rivela un importante "aiuto per ripulire la mente", praticamente aiuta il cervello ad eliminare le tossine, anche quelle associate alla malattia di Alzheimer.

Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Rochester Medical Center (URMC), che in passato aveva descritto il funzionamento del sistema glinfatico, il processo di pulizia del cervello, attraverso il quale il liquido cerebro-spinale viene pompato nel tessuto cerebrale e permette di eliminare tossine, comprese le proteine beta amiloide e tau, associate con l'Alzheimer. Successivamente, i ricercatori erano arrivati a dimostrare che il sistema glinfatico è più attivo mentre dormiamo, che può essere danneggiato da ictus e traumi e migliora con l'esercizio. Con il nuovo studio, invece si dimostra come una moderata assunzione di alcool è associata a un minor rischio di declino cognitivo, mentre bere pesantemente lo aiuta.

La ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Report è stata condotta registrando l'azione dell'effetto dell'alcool sui topi. Studiando il cervello di animali esposti ad alti livelli di alcool per un lungo periodo di tempo, i ricercatori hanno osservato che negli ostrauti, cellule chiave nella regolazione del sistema glinfatico, presentavano alti livelli di un marcatore molecolare per l'infiammazione. E questo era collegato a ridotte capacità cognitive e motorie. Invece, nei topi a cui venivano somministrati bassi dosaggi di vino, circa due bicchieri al giorno, il sistema glinfatico era più efficiente nel rimuovere i rifiuti rispetto agli animali non esposti. E risultavano inferiori anche i livelli d'infiammazione cerebrale.

Altro che mela! "Per togliere il dottore di torno" ci vuole un bicchiere (massimo due) di vino al giorno.

Concreta minaccia jihadista in Italia

Le forze d'intelligence avvertono di una concreta minaccia terroristica. C'è una propaganda ostile Isis e sono presenti soggetti radicalizzati.

Gli 007 italiani segnalano che la minaccia del terrorismo jihadista nel nostro Paese è "concreta ed attuale". L'Italia è infatti "oggetto dell'attività propagandistica ostile di Daesh e continuano ad essere presenti nel territorio soggetti radicalizzati o comunque esposti a processi di radicalizzazione". Il pericolo più importante è rappresentato dagli "estremisti homegrown, mossi da motivazioni e spinte autonome o pilotati da registi del terrore".

Questo è quanto viene sottolineato dalla relazione annuale dell'intelligence consegnata poche ore fa. Nel rapporto si parla inoltre della presenza di radicalizzati sul territorio, e di quanto da sempre l'Italia sia un obiettivo per i jihadisti ed in merito vengono citati due casi emblematici della forza persuasiva della propaganda capace di distorcere alla violenza persone apparentemente integrate ma in realtà preda di instabilità emotiva e dissociazione identitaria o religiosa.

Nel rapporto vengono citati i casi dell'italo-marocchino membro del commando responsabile degli attacchi di Londra del 3 Giugno e quello dell'italo-tunisino che il 19 Maggio a Milano ha aggredito un poliziotto nella stazione centrale.

Da non sottovalutare sono poi i foreign fighters, sono circa 129 quelli che hanno avuto a che fare con l'Italia di cui parecchi nel 2017 sono partiti dal territorio nazionale verso le zone di guerra.

Altro pericolo viene rappresentato dal Daesh che pubblica messaggi ostili spesso in italiano che parlano di "pressione di natura istigatoria" e che ha continuato a coniugarsi con l'attivismo di islamonauti italofoni e di italiani radicalizzati impegnati a livelli diversi. Processi di radicalizzazione che si scopre spesso avvengano in circuiti familiari di difficile penetrazione, in centri di aggregazione e nelle carceri, fertile terreno di coltura per il virus jihadista, diffuso da estremisti in stato di detenzione.

Minacce che possono accrescere con campagne d'influenza sotto elezioni poiché prendono avvio con la diffusione online di informazioni trafugate mediante attacchi cyber e puntano a condizionare l'orientamento e le opinioni pubbliche.

Questo è quanto fa sapere la relazione annuale dell'intelligence, presentata proprio oggi. Le Forze dell'Ordine, i politici e cittadini, sono stati informati. Con un occhio più aperto toccherà continuare in sinergia contro la minaccia reale del terrorismo.

lunedì 19 febbraio 2018

"1930 Minnie The Moocher" apre in Italia il primo secret club anni '20

Si entra solo con la parola d'ordine. Apre a Cagliari il primo legalissimo speakeasy secret club.

Per gli appassionati del genere è una vera chicca. In Sardegna è stato aperto il primo speakeasy secret club. Il locale è ubicato in un palazzo storico nel quartiere Castello, a Cagliari, l'indirizzo è top secret, si arriva col passaparola e all'esterno non c'è insegna.

Eppure, "1930 Minnie The Moocher" è già un cult! Un locale dove ci si può immergere nelle atmosfere dei ruggenti anni '20. Lo stile è quello degli anni del Proibizionismo in America, della Chicago dei gangster e dei "bulli e pupe".

Un club raffinato ideato da Massimo Angotri che ha pensato ad un arredamento "Thirties" sul modello dei vecchi club dove si sorseggiava clandestinamente whiskey e si giocava a poker o alla roulette e in sottofondo naturalmente c'è l'orchestra che suona swing.

Nel locale si può entrare solo dopo aver pronunciato dallo spioncino la parola d'ordine che viene cambiata di settimana in settimana. Ad accogliere i "soci" campeggiano alle pareti le istantanee di famosi musicisti jazz come Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Cab Calloway e Duke Ellington. Non mancano poi le foto di Al Capone, Lucky Luciano e Bugsy Siegel, rimasti nella storia come temutissimi gangster.

Chi è ammesso ad entrare nel club deve avere rigorosamente un look elegante: abito scuro per gli uomini e abito da sera per le donne. Il locale dispone di cinque diversi spazi, ognuno dedicato ai personaggi dell'epoca.

Mentre i cocktail anni '30 sono serviti in vassoi d'argento e bicchieri di cristallo. I distillati vengono invece offerti in antiche tazzine da tè con i bordi in oro zecchino. Raffinata anche la "Scarface room" dove s'impone un tavolo da roulette in mogano diretta da un croupier in gilet e papillon.

È per pochi, praticamente i soli soci o qualcuno a loro vicini a cui hanno rivelato la parola d'ordine, ma il "1930" offre la possibilità di tornare indietro nel tempo e rivivere le sofisticate atmosfere degli anni ruggenti.

Lo sconnessiday: il 22 Febbraio senza wi-fi

È stata fissata per il 22 Febbraio la prima Giornata Mondiale per sensibilizzare su Dipendenza da Internet. L'input dal film "Sconnessi".

La dipendenza da smartphone, soprattutto tra i giovani, è un fenomeno allarmante ed in continua escalation. Per questo, è stato proposto uno #sconnessiday, un esperimento sociale che prevede per il giorno 22 Febbraio l'astinenza dal connettersi per sensibilizzare le nuove generazioni e non solo all'uso corretto delle nuove tecnologie.

Tanti gli studi che si sono occupati della nomofobia, la paura di rimanere sconnessi dallo smartphone, i più recenti indicano però che la paura di non poter usare il telefono è più forte nelle prime ore, ma poi tale "sconnessione" porta benefici, tra cui il riappropriarsi dei rapporti e delle relazioni fino che a fine giornata si tramutano in sensazioni di piacere.

Quella dela dipendenza da telefono è una realtà che accomuna molti giovani e che ben è stats fotografata dal film, opera prima di Christian Mazzaniti, "Sconnessi". Proprio in occasione dell'uscita nelle sale della pellicola, è stata proposta l'idea di uno #sconnessiday per il 22 Febbraio. All'iniziativa hanno aderito anche molti degli attori del cast, tra cui Fabrizio Bentivoglio, Carolina Crescentini, Ricky Memphis, poi l'invito è stato rivolto anche alle famiglie, ai presidi ed agli insegnanti delle scuole italiane, l'obiettivo è quello di partecipare all'esperimento di disconnessione per tutte le classi ed istituti.

Sono stati proprio i protagonisti del film in accordo con Massimo Tortorella, presidente del Gruppo Consulcesi e ceo di Falcon Production, a proporre la Prima Giornata Mondiale della Disconnessione, proprio per affrontare la tematica trattata dal film, cioè il serio problema della dipendenza da internet e smartphone.

L'hastag dell'iniziativa è #sconnessiday, promosso in collaborazione con Consulcesi Club (network a tutela della formazione dei medici italiani), al Ministero della Sute che presiederà anche un corso di formazione per il personale sanitario dal titolo "Internet e adolescenti: I.A.D (Internet Addiction Disorder) e cyberbullismo", ed infine con la collaborazione del Centro Pediatrico Interdipartimentale Psicopatologia da web presso la Fondazione "Policlinico Gemelli di Roma".

Siamo tutti un po' dipendenti da internet e attaccati a quella scatolina a cui quasi attribuiamo poteri magici, invece il messaggio è: "Disconnettiamoci dai device e riconettiamoci tra di noi".

venerdì 16 febbraio 2018

Le nuove scarpe: smontabili, biodegradabili e rigorosamente con tacco 7

Presentate al Micam alla Fiera di Milano le ultime tendenze in fatto di scarpe. Devono essere smontabili e biodegradabili per essere smaltite con l'umido e montarle sulla suola con la zip.

Per essere alla moda, il diktat è ispirarsi agli anni '20. Le scarpe devono essere come quelle delle sale da ballo dove ci si muoveva a ritmo di swing per arrivare poi all' R&B. I prodotti poi, devono essere naturali, biodegradabili e ognuno potrà cambiare le tomaie sulla suola.

Queste sono le calzature di tendenza presentate al Micam alla Fiera di Milano. La scarpa è pitturata a mano, può esssere personalizzata con un nome o una data. Il pellame Naturella, 100% bio, tanto che una volta usata, la scarpa potrà essere smaltita tranquillamente nell'umido.
Durante il Micam, Loriblu, lo storico marchio dell'ascolano, ha festeggiato i primi 40 anni del sandalo Mignon, il suo cavallo di battaglia di cui ha riproposto una nuova edizione, l'Anniversary Edition. Dal design futurista e rigorosamente con il tacco di 7 centimetri. Vera tendenza del mercato.

Altra novità è stata presentata dall'azienda milanese ACBC, che produce in Cina e che presenta delle scarpe che utilizzano 5 basi per montarci 80 tomaie diverse. 

La ditta si è avvalsa della tecnologia modulare: a una suola si monta con una pratica zip una tomaia che spazia da una sneakers a uno stivaletto. Nell'intento degli ideatori, ci deve essere sicuramente la voglia di assecondare tutti quei patiti del fashion che amano cambiare in continuazione colore o foggia. Scarpe che per il momento si potranno comprare solo online, poiché saranno vendibili nei negozi solo a partire da Luglio.

Quindi, per camminare sul filo della tendenza, l'imperativo è farlo su un tacco 7, in una scarpa che sia ecosostenibile e che non spaventi le persone ad ingegnarsi per creare il proprio modello preferito solo chiudendo una zip.

Sotheby's mette all'asta l'arte erotica

La famosa Casa d'aste di Londra propone la collezione Erotic: Passion & Desire e già si parla di milioni di euro.

Si rinnova in questo Febbraio, la scommessa lanciata l'anno scorso dalla famosa Casa d'aste londinese Sotheby's  che propone un excursus storico artistico attraverso i mille volti della sensualità.

L'arte erotica è il tema dell'asta Erotic: Passion & Desire, filone riproposto dopo il clamoroso successo dell'anno scorso, quando superando abbondantemente la stima iniziale di 3,1 milioni, ne sono stati incassati ben 5,3 milioni di sterline. Sotheby's per l'occasione aveva chiesto a Dita Von Tees, la regina del Burlesque di presentare alcuni lotti in asta. L'edizione di quest'anno invece non prevede testimoni d'eccezione, poiché il catalogo delle opere è già molto fornito. Verranno messe all'asta 90 opere stimate 3,8 milioni di sterline. L'erotismo verrà narrato attraverso opere che partono dalla scultura antica fino alle carte di Picasso, passando dai maestri della fotografia ai marmi del XIX secolo.

Tra i top lot della collezione c'è anche un'opera dell'artista italiano Francesco Barzaghi. La sua "Frine" (una delle più famose cortigiane dell'antica Grecia) scolpita nel marmo a grandezza naturale è stata stimata tra le 400 e le 600 mila sterline. Altrettanto vale il dipinto delle "Bagnanti" di Francis Picabia. Altrettanto di valore, è l'opera di Jacopo Amigoni. La sua "Dea dell'amore" che con sensuale delicatezza trattiene il suo amante, il cui pendant raffigura Flora e Zefiro si trova al Metropolitan Museum of Art di New York dal 1985. Poi ancora opere di Picasso, Matisse, Klimt, e altri scatti di sensualità che pervengono dalla storia dell'arte. Come per esempio il numero del Dicembre 1953 della rivista Playboy che fu un'enorme successo soprattutto grazie all'inclusione di una foto di Marilyn Monroe nuda, pezzo valutato intorno alle 3-5 mila sterline.

L'erotismo, un po' come l'arte non ha un'unica forma. L'una è una componente importante dell'altra ed insieme sono componenti importanti dell'essere umano. Sotheby's offre con quest'asta un viaggio attraverso una delle più antiche e sofisticate forme d'arte.

giovedì 15 febbraio 2018

Dark web: il mercato oscuro della rete

L'altra medaglia del web, dove si possono comprare passaporti falsi, armi o altro. Chiunque può connettersi e comprare è sempre più facile. Ogni giorno si connettono 400 mila italiani. Il Belpaese è indietro in fatto di cybersicurezza ma è ai primi posti sull'illegalità nell'underground di internet.

La criminalità si tiene al passo coi tempi creando un mercato online dove comprare un passaporto o una pistola è facile quanto comprare un libro su Ebay o Amazon. Un fenomeno, purtroppo, in forte crescita. Si stima che ogni giorni 5 mila persone connesse c'è un utente che naviga nel Dark web. Per accedervi basta scaricare sistemi di navigazione come Tor, Toils, Whomix, Onion City o Vidalia, nati in principio per l'anonimato online. Dopo aver installato il software si aprono le porte dell'armeria di internet. Poi, ancora più facile è rifarsi l'identità con un passaporto o una patente falsa.

La fiera dell'illegalità porta il suffisso del dominio "onion" (in inglese cipolla), un termine che implicitamente spiega il funzionamento del web oscuro: un sistema in cui le diverse "sfoglie" della cipolla rappresentano i vari server di tutto il mondo su cui appoggiano per pochi secondi i siti di merce illegale.

Difficilmente irrintracciabili, poiché si saltella da un luogo virtuale all'altro all'insaputa degli stessi utenti che ospitano i byte illegali. Così, ci si può imbattere in EuroGuns, dove dopo essersi registrati con un account si può comprare una pistola. A partire dalla più economica, una calibro 7,65 al costo di 600 euro a salire. Si paga rigorosamente in bitcoin, oppure spesso viene accettata anche la prepagata. L'arma arriva in pezzi, ognuno spedito con corrieri diversi e ad una catena di persone che conosce solo il mittente precedente, per poi arrivare al compratore finale a cui non rimane che riassemblarla.

Il Dark web è un fenomeno purtroppo in continua ascesa e su cui è bene far luce. È un "mercato" molto frequente, soprattutto in Italia e di notte conta circa 3-4000 utenti, per lo più giovani tra i 15 e i 24 anni si connettono. La Dark net Italian Community è uno dei forum più attivi e più numerosi a livello mondiale. Il 90% dei domini "onion" sono illegali.

È bene saperlo, per cercare di evitare questi siti pericolosi e  farli debellare. Tutt'ora le Polizie di tutto il mondo, hanno come unico modo di intervenire quello di far infiltrare qualcuno nel web, cercando di acquistare la fiducia dei criminali e farli uscire allo scoperto. È una lotta dura, ma con le segnalazioni di tutti si potrà arginare il fenomeno.

Ospite all'Università il graffitaro processato come vandalo

Si tratta di Manu Invisible, il graffitaro che ha operato lungo le strade delle più grandi città, partendo dalla Sardegna, passando per Milano, Bologna, Firenze, Bristol, Venezia, Londra, Srebrenica, Bratislava e Berlino. Il rettore: "La sua arte finirà nei libri".

Manu Invisible, giovane graffitaro. È uno dei più famosi writer del panorama europeo. Nessuno lo ha mai visto in faccia, porta una maschera nera e lucida, non è molto alto, dal sorriso beffardo e dalla voce si può evincere che è sardo e verde negli anni. Di lui, si conoscono però i numerosi "murales", scritte e opere che lui ha lasciato per le più grandi vie del mondo.

Oltre ad essere noto agli appassionati dell'arte di strada, Manu Invisible è anche molto conosciuto dalle Forze dell'Ordine. Ha subito cinque processi da cui è sempre stato assolto poiché i giudici hanno riconosciuto il valore artistico dei suoi lavori e che essi non possono "essere scambiati con i soliti raid vandalici".

Quindi, la sua è arte e passerà pure alla storia per essere stata celebrata anche dal mondo sacro della cultura. Infatti l'Università di Cagliari ha deciso che un'opera di Manu Invisible farà bella mostra di sé tra biblioteche e sale antiche. Maria Del Zampo, rettore dell'Università chuarisce: "Lo ospiteremo nell'aula magna della Facoltà di Studi Umanistici. Quella di Manu Invisible è un'arte "povera" ma con un altissimo tasso di creatività: questo, d'altronde, è elemento cardine di insegnamento e della ricerca universitaria".

Un bel riconoscimento per il graffitaro mascherato i cui giganteschi murales da anni colorano i grandi cavalcavia delle principali strade sarde, ma anche dell'Autostrada del Sole, vicino al bosco verticale a Milano, poi a Bologna, Venezia, Firenze, Londra, Bristol, Srebrenica, Bratislava e Berlino. Sebbene lo stesso artista, invitato all'Università per l'occasione, non nasconde il desiderio che un giorno le sue opere possano finire in un libro di storia dell'arte.

D'altronde tanti altri artisti, agli esordi, "non sono stati capiti", magari qualcuno è stato giudicato immorale, qualcuno troppo precursore, altri vandali. Manu Invisible, aspetta da 15 anni che le sue più di 300 opere sparse per il mondo, oltre al favore di pubblico, vengano riconosciute a livello ufficiale.

mercoledì 14 febbraio 2018

Perché si festeggia San Valentino?

Si celebra oggi il giorno dedicato a tutti gli innamorati nel mondo.

San Valentino, "il Santo dell'amore" nacque a Terni intorno al 175 d.C., li esercita come vescovo nel 197 d.C. per l'investitura di Papa Feliciano e sempre a Terni muore il 14 Febbraio 273 d.C.

A San Valentino sono attribuiti numerosi miracoli, ma si guadagna l'appellativo di Santo Protettore degli innamorati quando celebra il matrimonio fra il legionario romano Sabino ed una giovane cristiana di nome Serapia.

Proprio per aver "benedetto" queste nozze viene perseguitato dal prefetto romano Placido Furio. Morì il 14 Febbraio quando i pagani festeggiavano la festa della fertilità, i Lupercola, consacrata al dio Luperus.

Il suo operato, i suoi insegnamenti e la nobiltà del suo martirio non furono dimenticati dagli abitanti della città, così nel 1644 a furor di popolo fu proclamato patrono di Terni.

Mentre la notorietà internazionale di San Valentino, affonda le radici in leggende anglosassoni, secondo la quale egli fosse solito donare ai giovani suoi visitatori un fiore del suo giardino. Tra due di questi giovani nacque un amore che portò ad un'unione tanto felice che molte altre coppie seguirono il loro esempio, a tal punto da indurre il Santo a dedicare un giorno all'anno ad una benedizione nuziale generale.

Oggi nella Festa della Promessa giungono a Terni i fidanzati di mezzo mondo per scambiarsi un voto d'amore come pure gli sposi che hanno raggiunto il venticinquesimo o cinquantesimo anno di matrimonio per rinnovare l'impegno del loro legame.

E ogni anno la città rende omaggio al suo patrono, San Valentino, con una carrellata di appuntamenti culturali, riflessivi, di festa e liturgici, volti a tenere insieme la dimensione religiosa delle celebrazioni del Santo e quella civile delle iniziative alla forza evocativa del messaggio d'amore portato dal Santo.

Per, il resto, nel mondo ed in Italia il 14 Febbraio è diventato il giorno in cui le coppie si ricordano in modo particolare, spesso purtroppo quasi solo a livello commerciale, di essere innamorati.

 Ma ben venga pure questo se è l'occasione giusta per confessare un sentimento ad una persona e dichiararsi, anche con cuoricini rossi e cioccolatini.

martedì 13 febbraio 2018

Servito il tiramisù più lungo del mondo

È stato preparato e presentato in Friuli-Venezia Giulia il tiramisù più lungo del mondo. Grazie al lavoro di 30 pasticceri e la lunghezza di 266, 90 metri è record mondiale.

La patria del tiramisù ci tiene a ribadire il concetto: se nel 2015 a Gemona, in provincia di Udine era stato preparato il "più grande tiramisù del mondo", del peso di 3.015 chilogrammi, oggi, il nuovo record è stato ottenuto a Villese (Gorizia), dove è stato invece preparato il "tiramisù più lungo del mondo". 

Con 266,90 metri il tipico dolce freddo a base di caffè, savoiardi e crema al mascarpone, si aggiudica il nuovo primato, stabilendo un nuovo record. Il risultato è stato ufficializzato da Lorenzo Veltri, giudice del Guinness World Record da Londra, dopo che per tutta la giornata oltre 30 pasticceri e decine di volontari hanno lavorato preparando e assemblando vassoi con il succulento dolce tradizionale, lungo i corridoi del centro commerciale Tiare.

Per realizzare il dessert sono stati utilizzati 400 chili di mascarpone, 400 chili di panna, 48 mila savoiardi, 420 litri di caffè,200 chili di zucchero, 3 mila uova e 47 litri di marsala. Il tiramisù è stato realizzato in 4 strati perché il regolamento imponeva un'altezza minima di 8 cm e la larghezza di 15. Inoltre i pasticceri hanno perfezionato l'imponente opera con 40.100 savoiardi tagliati a mano per il record.

Insomma tanto impegno e tanta passione per il dolce tipico dell'Italia e del proprio padre naturale, il Friuli-Venezia Giulia, che con questo nuovo record vuole sottolineare il proprio attaccamento al tiramisù.

Dress for Success

Arriva anche in Italia la nota Associazione no profit che presta abiti alle donne senza lavoro per ricominciare.

La fiducia in sé, il sentirsi a posto con se stesse, per una donna passa anche dall'abito. In particolare, quando l'abito giusto serve per ricominciare. Da questo assunto parte anche l'Associazione internazionale no profit, Dress for Success che aiuta le donne in difficoltà economica e disoccupate da più di quattro mesi.

L'Associazione è composta da una rete di altre donne che oltre ad un abito nuovo, offrono il loro aiuto per far crescere le motivazioni, la fiducia in se stesse, aiutano a redarre un curriculum ben scritto e a misura di quel tipo d'impegno, supportano inoltre nel periodo di ricerca, nei colloqui e nell'avvio di una nuova professione, come financial planning, time management, assertività, presentazione di un ruolo professionale, possibilità di networking.

Dress for Success sprona le donne a ritrovare la fiducia in loro stesse e a ripartire soprattutto dal lavoro, poiché l'indipendenza economica è la prima chiave per arrivare alla serenità.

L'Associazione nacque nel 1996 a Manhattan, dall'intuizione di una studentessa universitaria, Nancy Lubin, che nonostante il suo benessere economico dovuto all'eredità lasciatagli dal nonno, ha capito l'importanza dell'indipendenza economica delle donne.

Così Nancy ha speso la propria eredità per aprire il suo primo magazzino di abiti usati per metterli a disposizione delle donne meno abbienti per trovare un nuovo impiego. Offrire gli abiti per il primo colloquio di lavoro. Con il tempo "ha perfezionato" l'Associazione e ha sviluppato un sistema di rete/supporto molto radicato localmente per fare formazione alle donne interessate, incrementare la fiducia in loro stesse e focalizzarsi su un nuovo obiettivo da raggiungere.

Oggi l'Associazione vanta 125 punti affiliati in 28 Paesi a cui si deve aggiungere la filiale italiana che verrà inaugurata l'8 Marzo a Roma, in via del Casaletto 400.

Ufficialmente Dress for Success ancora non ha "aperto" in Italia, ma ha già cominciato ad operare poiché al centro sono pervenuti i primi vestiti e le prime richieste da parte di donne che hanno perso il lavoro. Sono rumene, africane ed italiane di un' età media di 45 anni.

Il successo di una donna passa anche attraverso un abito, d'altronde, non c'è niente di più profondo di ciò che si vede in superficie.

lunedì 5 febbraio 2018

Addio ai punti di sutura, arriva la supercolla a base di proteine

Sperimentato un idrogel biocompatibile e altamente elastico, capace di rimarginare le ferite in pochi secondi senza bisogno di punti di sutura.

Un gruppo di scienziati delle Università di Harvard e Northeastern hanno messo a punto Metro, una nuova supercolla chirurgica, completamente biocompatibile, a base di proteine e attivabile con la luce, capace di richiudere con efficienza le ferite in meno di 60 secondi.

La supercolla si propone di sostituire le graffette, fili e aghi ricurvi usati solitamente dai chirurghi nelle sale operatorie per richiudere le ferite dopo gli interventi. La normale procedura standard però potrebbe celare qualche insidia nel caso di tessuti o organi interni, difficili da raggiungere, in continuo movimento e su cui c'è poco spazio per intervenire. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Translation Medicine.

Nella pratica clinica sono già in uso sostanze adesive biochimiche per richiudere le ferite, ma forse sono ancora perfettibili, e al riguardo, Nasim Annabi, uno degli autori della ricerca precisa: "Un buon sigillante chirurgico deve avere una combinazione di diverse caratteristiche. Deve essere elastico, adesivo, non tossico e biocompatibile. La maggior parte dei sigillanti attualmente sul mercato possiede un paio di queste caratteristiche ma non tutte. Nel nostro studio, invece, siamo riusciti per la prima volta a ingegnerizzare un nuovo materiale che ha tutte le proprietà necessarie".

Caratteristiche che ha invece Me tro (MEthacryloyl substituded TROpaelastin), una proteina derivante da fibre che compongono i tessuti umani, delle caratteristiche particolarmente interessanti: la sua elasticità, infatti, la rende ideale per richiudere ferite su tessuti in continuo movimento, come il cuore, polmoni e arterie, i cui lembi sono molto difficili da richiudere.

Metro si attiva con la luce. I suoi scopritori dichiarano: "Poi, Metro incolla i lembi delle ferite in meno di un minuto dopo essere state illuminate con raggi ultravioletti. Inoltre, abbiamo incorporato nel materiale un enzima la cui quantità può essere modificata per determinare la durata dell'azione del collante che può variare da ore a mesi, a seconda del tipo di tessuto e di ferite da trattare".

Chissà quali applicazioni potrà trovare Metro; considerando la sua "velocità" di azione, magari potrebbe essere utile nelle zone di guerra o nelle emergenze, insomma quando si deve intervenire più che prontamente su una ferita e portare il dolore al minimo.

La marmotta Phil esce dalla tana: sarà ancora freddo

Resa celebre dal film con Bill Murray, la marmotta Phil è il "metereologo" più seguito della Pennsylvania, negli Stati Uniti.

In Pennsylvania, è stato indetto proprio il "Punxsutawney Day", un giorno di festa nazionale per celebrare la marmotta Phil. L'animaletto anche quest'anno ha emesso il suo verdetto: ci aspettano ancora 6 settimane d'inverno.

Il giorno della Marmotta cade ogni anno il 2 Febbraio. La festa comincia a notte fonda e termina alle primi luci dell'alba con le previsioni di Phil e negli Stati Uniti è diventata una meta turistica imperdibile.

La "marmotta metereologica" che predice l'arrivo precoce o meno della primavera, è una tradizione che va avanti dal 1887. Ora è la volta di Phil, che sarebbe capace di fare previsioni metereologiche semplicemente uscendo dalla tana (un tronco cavo ben custodito durante tutto l'anno, e dove riposa per gran parte della sua vita). Quando si espone dalla tana fa capire se ha visto o meno la sua ombra. Se la vede, come quest'anno, ci attende un inverno ancora lungo, circa 6 settimane, se non la vede la primavera è alle porte.

Benché tradizione americana, il Giorno della Marmotta affonda le sue radici anche nella festa della Candelora, che per i cattolici si celebra proprio il 2 Febbraio, quando si benedicono le candele. Ma legati al 2 Febbraio ci sono tante altre credenze, riti e simbolismi più o meno religiosi come quello secondo cui si segnerebbe il passaggio dall'inverno alla primavera, poiché si trova a metà tra il solstizio d'inverno e l'equinozio di primavera.

La tradizione di seguire la marmotta, quest'anno il "Punxsutawney Phil" è stata resa celebre in tutto il mondo dal film "Ricomincio da capo" (Groundhog Day) del 1993, in cui il protagonista interpretato da Bill Murray, un giornalista televisivo, Phil, si trova lì per raccontare le imprese dell'animale metereologico; rivive sempre lo stesso giorno, il 2 Febbraio, svegliato dalla voce della radio che esorta campeggiatori, camperisti e campanari a svegliarsi.

Ora che Phil si è pronunciato non tocca che sperare che abbia ragione, nel senso che l'inverno duri ancora un po'. Poi toccherà chiedergli scusa per aver interrotto il suo beato riposo al calduccio, visto che lui già sapeva che con questo freddo, altro non avrebbe dovuto fare che dormire.

sabato 3 febbraio 2018

Le "stanze della flebo": l'ultima moda delle star

Tante le sostenitrici vip di questa nuova moda. "Pseudo terapie" che promettono di guarire dal jet-leg ai postumi della sbronza, ma possono essere pericolose.

E quando pensavamo di averle sentite tutte, ecco che dagli Usa arriva, la nuova, ultima bizzarra moda delle star. Tra le sue fan più accanite ci sono nomi come Rihanna e Cindy Crawford, in realtà è una "follia sanitaria", ma tra i vip spopola la moda delle "stanze delle flebo".

Si tratta di terapie a base di soluzione salina e integratori; gli esperti avvertono che sono sostanzialmente inutili, anche se possono provocare anche danni.

I trattamenti offerti nelle stanze che stanno spuntando in tutti gli Stati Uniti d'America contengono di solito vitamine, sali minerali, e farmaci da banco, come gli anti-nausea nel caso dell'hangover.

Il costo varia dagli 80 a 875 dollari a seduta, e la pratica non è regolata da autorità di controllo. Secondo Noah Rosen,  direttore dell'Headache Center del Northwell Healt's Neuroscience Institute, proprio il prezzo sarebbe la chiave di successo di questa metodica: "Più si spende migliore è il placebo. Per forza le persone dopo la flebo si sentono meglio, hanno appena speso 100 dollari per questo motivo".

In effetti le star ravvedono in "questa terapia" una panacea per guarire dal jet-leg, dai postumi della sbronza, perfino dall'influenza. Mentre gli esperti affermano che non ci sono prove che questi trattamenti funzionino, e non sono esenti da rischi.

Stanley Goldforb della University of Pennsylvania afferma: "Se fatte impropriamente le flebo possono provocare un'embolia, il liquido può andare nei tessuti. Inoltre, possono esporre le persone a infezioni, e se non si fa attenzione alla velocità di infusione si può distruggere il bilancio degli elettroliti, il che potenzialmente può causare rigonfiamenti del cervello, insufficienza cardiaca o danni ai reni".

Davvero una moda bizzarra questa delle " stanze della flebo"...e bizzarra che delle persone considerate VIP le affidino dei poteri curativi, soprattutto in mancanza di vere patologie.

I Marines si fanno pubblicità al Super Bowl

È la prima volta in 30 anni. "Per uomini e donne in cerca di sfide".

Il corpo dei Marines americani decide di farsi pubblicità. Non una semplice campagna fatta di manifesti, appelli radio e cortometraggi low cost; farà trasmettere uno spot durante il Super Bawl, un messaggio per rivolgersi ai giovani, esperti di tecnologie, e potenziali reclute che siano alla ricerca di una sfida.

È la prima volta in 30 anni. La pubblicità durerà 30 secondi e sarà trasmessa solo online. Il video mostra i Marines dispiegati su un mezzo anfibio, mentre sganciano bombe da aerei o lanciano a spalla un drone nell'aria. Concludendo con i militari che si lanciano dagli elicotteri per una battaglia finta e tutt'intorno si sentono alcune esplosioni.

La voce che commenta lo spot accompagna le immagini affermando: "Non sono solo le navi, l'armatura o gli aerei. È qualcosa di più. È la volontà di combattere e la determinazione alla vittoria dentro ognuno dei Marines che risponde alla chiamata della Nazione".

Inoltre, aggiunge il Generale Maggiore Paul Kennedy, a capo del Marine Corps Recruiting Command: "Lo scopo è quell di reclutare giovani uomini e donne che hanno affrontato e vinto sfide nella loro vita, e che hanno uno spirito combattivo".

Spirito combattivo che sta venendo sempre  meno nei giovani, considerando il fatto che il corpo dei Marines ha un ufficio di reclutamento e debba ora ricorrere anche a campagne pubblicitarie abbastanza importanti. Diciamo che le affascinanti immagini dello spot si sono scontrate con quelle reali e meno accattivanti che tramite internet arrivano dalle zone di guerra; senza escludere tutti gli strascichi e PTSD che "combattere" sul serio, può far insorgere. Sicuramente la pubblicità sarà colta solo da quelli realmente motivati e portati per questa determinata carriera.

venerdì 2 febbraio 2018

Renzo Piano regala una scuola ai bambini di Sora

Una scuola intorno ad un albero. È il regalo "dell'archistar" ai bimbi di Sora. Verrà inaugurata fra due anni e sarà aperta anche di sera e nei giorni di festa.


  1. Non la solita scuola. Quella progettata da Renzo Piano per la cittadina in provincia di Frosinone è più una sorta di centro polifunzionale. Infatti la scuola sarà aperta anche di sera, e oltre ai ragazzi che andranno lì a studiare, ci potranno esserci anche i loro genitori o chiunque voglia andarci per bere qualcosa, incontrare gli amici o fare shopping.


Una scuola dove i ragazzi imparano andando sulla terrazza a osservare il cielo e le stelle. Questo è il progetto che il famoso architetto e senatore Renzo Piano, regala alla comunità di Sora. 

Superati anche gli adempimenti burocratici, i lavori cominceranno tra un anno. Così, entro il 2020 potranno essere formate le prime classi. Pronti anche i fondi: 5,8 milioni del Miur e un milione di Casa Italia.

La struttura sorge in una zona sismica poiché l'edificio è stato progettato con vari obiettivi: la messa in sicurezza sismica e l'efficientamento energetico. La scuola sorgerà in un lotto da riqualificare di oltre 3 mila metri quadrati occupato dal mattatoio comunale e da una casa popolare pubblica di due piani abitata da due famiglie.

La scuola verrà costruita attorno ad un albero centrale, in un giardino che è il "centro del mondo". La struttura si svilupperà su due piani. Il piano terra è "di tutti", adibito con palestre, auditorium, la biblioteca-torre dei libri accessibile alla cittadinanza. Mentre al secondo piano ospiterà le aule e il "piano tetto", luogo dedicato allo svago e "all'esplorazione del mondo", una "Terrazza di Talete" il primo filosofo a misurare il pendolo e le stagioni.

L'edificio sarà economico e a bassissimo impatto ambientale e nell'atrio ospiterà dei contatori giganti che indicheranno il consumo quotidiano di luce, gas e acqua per rendere visibili sempre e a tutti il suo costo energetico.

Un bel regalo per i bimbi di Sora che studieranno in un piccolo centro al "centro del loro mondo".

giovedì 1 febbraio 2018

9 in pagella, i genitori ricorrono al Tar perché vogliono il 10

Ricorso dei genitori: "Prof. avari, meritava un 10". Ma i giudici: "Il voto è corretto". Respingono la richiesta.

La vicenda si è verificata nell'Istituto "Giovanni Verga" di Canicattì, nell'agrigentino, e risale all'anno 2014. Un ragazzino di terza media, supera l'esame con ottimo e 9 in pagella. 

Un'ottima valutazione eccetto che per i genitori del ragazzino, la cui bravura era indiscutibilmente da 10. Per loro doveva avere "Eccellente". Così quando hanno visto i risultati affissi in bacheca, invece di andare a chiedere conto ai prof, a loro avviso troppo avari di voti, si sono rivolti ad un avvocato e hanno depositato al Tar di Palermo un ricorso per l'annullamento del verbale dei giudizi. Sperando nel potere dei giudici di sovvertire l'infausto (per loro) voto finale.

Ma il Tar che si è espresso ieri ha detto no. Nove è il voto giusto e agli incontentabili genitori toccherà pure pagare i 1000 euro delle spese di giudizio.

Scrivono in sentenza, il Presidente Calogero Ferlisi e i consiglieri Aurora Lento e Roberto Valenti: "Come noto la scuola, nel valutare la preparazione degli alunni, non applica scienze esatte che conducono ad un risultato certo e univoco, come si verifica ad esempio nei casi di accertamento dell'altezza di un determinato candidato o del grado alcolico di una determinata sostanza, ma formula un giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità, per sconfessare il quale non è sufficiente evidenziare la mera non condivisibilità del giudizio, dovendosi piuttosto dimostrare la sua palese inattendibilità".

Proprio in questi giorni, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario-amministrativo è stata sottolineata la "difficoltà di accettare le decisioni dell'autorità che trova ulteriore espressione nei ricorsi con cui talvolta i genitori contestano la bocciatura dei propri figli a scuola".

Addirittura in questo caso, il dramma vissuto dai genitori del ragazzo riguarda addirittura il voto e, per arrivare alla sentenza, i giudici amministrativi hanno dovuto motivare con calcolatrice alla mano: "Lo studente era stato ammesso con il voto 9/10 e aveva conseguito i seguenti punteggi: 10/10 nella prova d'Italiani; 10/10 nella prova di Matematica; 8/10 nella prova di Francese; 8/10 nella prova di Inglese; 9/10 nel colloquio pluridisciplinare. Il voto finale di 9/10 si presenta pertanto, coerente con quelli di ammissione e con quelli conseguiti nelle prove d'esame, tanto più che il voto di 10/10 presuppone il raggiungimento dell'eccellenza in tutte le prove e quindi il 9 basta.  

La vera ingiustizia non è il mancato 10 non assegnato dai prof. al ragazzino, ma è il modo in cui i genitori hanno affrontato la situazione e quali "ambizioni" hanno riversato sul figlio. Innanzitutto si sono eretti a "giudici" migliori di un insegnante di professione e poi non è certamente un voto scritto o meno sulla carta che può dar idea del valore del proprio figlio.