martedì 3 marzo 2026

Punito a scuola perché in un tema ha scritto che Superman è suo zio, il giorno seguente Henry Cavill accompagna il nipote a lezione per confermare


 Efficenza zio, livello avanzato. Forse l' attore statunitense Henry Cavill, nella vita reale non sarà un supereroe, ma sicuramente si è dimostrato un super zio. A scuola il nipotino era stato punito perché aveva affermato che suo zio era Superman, il giorno seguente l'attore ha accompagnato a scuola lo stesso per confermare che il nipotino aveva detto, a modo suo, il vero.

Quando un bambino racconta qualcosa che sembra incredibile, spesso gli adulti tendono a dubitare. È ciò che è accaduto a Thomas, il nipotino di Henry Cavill. A scuola sosteneva che suo zio fosse Superman, e nonostante le ripetute affermazioni, inizialmente nessuno gli credette, anzi venne pure punito.

Secondo quanto riportato da Cavill, affermato attore statunitense( che ha interpretato proprio i panni del supereroe), Thomas arrivò a scuola indossando un costume da Superman per rendere più veritiera la sua storia. La maestra convinta che il bambino stesse inventando, gli spiegò che non si dovevano raccontare bugie a scuola. Tuttavia, il piccolo continuò a ribadire la verità, fino a quando la madre fu chiamata per chiarire la situazione: confermò che quanto detto da Thomas corrispondeva alla realtà.

La vicenda  inoltre assunse un risvolto ancora più sorprendente quando lo stesso Henry Cavill si presentò a scuola per accompagnare il nipote.

È una vicenda semplice, emblematica, che tante volte in forme diverse può essere capitata a moltissimi bambini, in tutto il mondo. Gli psicologi osservano che è normale dubitare di affermazioni che sembrano troppo straordinarie, specialmente quando provengono dai bambini. Questo meccanismo può fare sembrare false alcune situazioni che invece sono vere.

Un quarantenne australiano ha vissuto più di dieci giorni con un cuore artificiale in titanio


 Un uomo australiano ha fatto la storia poiché è vissuto più di cento giorni con un cuore artificiale in titanio prima di ricevere un trapianto da donatore.

Un cuore di titanio che batte per oltre 100 giorni. Non è fantascienza. È medicina che avanza. Nel 2024 un uomo australiano di circa 40 anni è diventato il primo paziente al mondo a lasciare l' ospedale con un cuore totalmente artificiale, il Bivacor Total Artificiale Hearth, vivendo per più di tre mesi grazie a questo dispositivo prima di ricevere un trapianto.

Il progetto è stato guidato dall' ingegnere biomedico Daniel Timmis e testato in ambito clinico come soluzione ponte per persone con insufficienza cardiaca grave. Non costituisce una soluzione definitiva, né può sostituire un trapianto. È un supporto temporale che permette al sangue di circolare mentre si attende un donatore compatibile.

Eppure quei 100 giorni raccontano qualcosa di potente. Raccontano che la tecnologia può guadagnare tempo. E spesso il tempo è vita. La scienza non promette miracoli, lavora per aumentare possibilità. Ogni passo avanti nasce da anni di ricerca, test, fallimento, miglioramenti. Non va pure dimenticato che dietro ogni innovazione c'è una persona reale, con una motivazione reale che mette a servizio del progresso medico.

lunedì 2 marzo 2026

Si fa male in smart working, le riconoscono l' infortunio sul lavoro


 A Padova, una lavoratrice sessantenne si è ferita a casa sua mentre svolgeva attività in smart working. Le spetta il relativo risarcimento per infortunio sul lavoro.

Una lavoratrice sessantenne di Padova, rimasta ferita nella propria abitazione mentre svolgeva attività in smart working, ha ottenuto il riconoscimento dell' infortunio sul lavoro con i relativi risarcimenti. La decisione è stata pronunciata dal tribunale di Padova l'8 maggio dell' anno scorso, ma la notizia è stata diffusa solo recentemente, come riportata dalla Fgc Gilda Umana.

Alla donna è stata riconosciuta un' invalidità del 9% concordato con l' IVA. Si era ferita ad aprile 2022 mentre abitava da casa per il dipartimento di aerea giuridica dell' Università di Padova, era caduta riportando una doppia frattura alla caviglia, che aveva reso necessario il ricovero ospedaliero e un intervento chirurgico.

Tutti gli agenti potranno portare armi private anche quando sono fuori servizio


 In Italia è entrata in vigore una nuova disposizione secondo cui gli agenti anche fuori servizio possono uscire armati.

È entrato in vigore in Italia una nuova disposizione che estende la possibilità per le forze dell' Ordine di portare armi proprie anche fuori dal servizio. La misura, prevista da una circolare del Ministero dell' Interno in attuazione dell' articolo 28 del Decreto Sicurezza, riguarda circa 397.000 appartenenti a tutti i corpi di polizia, inclusi i vigili urbani.

Finora solo alcune categorie potevano portare l'arma anche fuori orario, ora tutti gli agenti potranno detenere e portare un'arma personale senza richiedere una licenza specifica. Secondo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, l' obiettivo è rafforzare l'autotutela degli agenti anche quando non sono formalmente in servizio.

Restano però invariati i limiti di legge : l' uso dell' arma, anche privata, dovrà rispettare i principi di necessità e proporzionalità previsti dal codice penale e la responsabilità rimane personale.