In Puglia, tra il foggiano e la provincia di Barletta-Andri e Trani, il furto d'auto è strutturato come un azienda.
L' ultima inchiesta della Procura di Trani ha portato all' arresto di 15 persone, svelando un' organizzazione capace di gestire furti e smontaggio di veicoli con una precisione quasi industriale. A colpire è soprattutto il modello interno: stipendi fissi di circa 200 euro al giorno, settimana lavorativa di 5 giorni, riposo domenicale e persino ferie estive.
Ogni ruolo era definitivo: dai "cercatori", incaricati di individuare i luoghi sicuri, alle squadre operative in grado di rubare fino a 10 auto in una notte, fino ai "Terminator", meccanico specializzati nello smontare i veicoli in poche ore per rivenderne i pezzi sul mercato nero.
Un sistema efficiente, con ramificazioni internazionali. I motori e componenti venivano esportati verso Africa ed Emirati Arabi Uniti, dove venivano riassemblati, alimentando un traffico difficile da intercettare.
L'inchiesta conferma una realtà preoccupante per cittadini e settore automotive: quando il crimine assume una struttura così organizzata l' impatto su Sicurezza e costi( anche assicurativi) diventa enorme. Inoltre, come in ogni "azienda, non mancano le dinamiche di carriera, dalle intercettazioni emergono ambizioni di avanzamento e persino cambi di "datori di lavoro" tra bande rivali, in una sorta di mercato del lavoro parallelo.

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