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venerdì 17 aprile 2026

Isernia è la prima provincia italiana per gioco d'azzardo online. Giocati 6.853 euro procapite


 La provincia più povera d'Italia gioca online più di Milano o Roma. Con 6.853 euro giocati procapite all' anno a fronte dei 2730 euro della media nazionale, Isernia è al primo posto nella classifica del gioco d'azzardo online.

Da recenti analisi di mercato emerge che la provincia più povera d'Italia è Isernia, ma è anche la prima provincia per gioco d'azzardo online: 6.853 euro procapite giocati nel 2024 a fronte della media nazionale che è di 2730 euro. Questi dati sono certificati dall' Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e elaborati da CGIl e Ferdi consumatori nel libro nero del gioco d' azzardo 2024.

Isernia, città del Molise(87000 abitanti), presenta un Pil procapite tra i più bassi del Paese, uno spopolamento cronico e servizi ridotti all' osso. Nel 2024, ogni suo abitante ha giocato in media 6.853 euro online. Quasi settemila euro a testa, neonati inclusi. Quindi Isernia supera la media nazionale di ben 2,5 volte in più.

Per spiegare il fenomeno del fatto che la provincia italiana che più arranca guidi invece la classifica dell' azzardo digitale,  gli esperti indicano tre fattori. Il primo è la vulnerabilità economica: dove mancano prospettive, l'azzardo diventa un'alternativa percepita al reddito. Il secondo è la digitalizzazione del canale: il gioco online non ha orari, non ha tabaccheria, non ha barriere fisiche e al Sud ha superato il gioco fisico per volumi. Il terzo, quello che il report descrive come il più preoccupante, è il riciclaggio: la mappa delle province con numero di giocatori più alto, coincide in modo pericoloso con le zone d'influenza della criminalità organizzata. Le Mafie, da Puglia Campania e Lazio, usano conti intestati a residenti per movimentare denaro, e Isernia, Senza criminalità autoctona radicata è terreno fertile.


Passeggiare tra i quadri può ridurre i sintomi d'ansia e stress del 25%


 Uno studio ASBA dimostra che visitare i musei non solo è un accrescimento per la propria anima e cultura, ma sarebbe utile anche per contrastare i sintomi dei disturbi d'ansia.

Visitare i musei sarebbe utile anche per prenderci cura del nostro benessere mentale. Lo confermano diversi studi condotti negli ultimi anni. Passeggiare tra quadri e sculture può ridurre i livelli d'ansia e stress, migliorando l' umore e favorire la consapevolezza di sé.

Gli ultimi dati arrivano dallo studio ASBA, condotto in Italia, che ha dimostrato come attività artistiche strutturate, dalla mindfullness museale a all' arteterapia, possano abbassare l'ansia del 25%, con effetti visibili anche sull' attività cerebrale.

Ma non è l' unica ricerca in questa direzione: a livello internazionale cresce l' interesse per il ruolo dell' arte nella promozione della salute mentale. Sempre più ospedali e istituzioni culturali sperimentano programmi che integrano bellezza, stimoli visivi e relazioni umane come strumenti terapeutici.

giovedì 16 aprile 2026

La probabilità di incontrare il vero amore nel corso della vita è tra il 3 e il 5%


 Trovare il vero amore in vita è una grazia. Non lo dice solo l' osservazione obiettiva delle relazioni sentimentali odierne, ma la scienza.

Sentirsi, essere innamorati è bellissimo. Eppure le relazioni per essere durature non vivono solo di scintille iniziali. Il vero amore, per essere tale, deve perdurare anche nel tempo, quando l' entusiasmo si affievolisce. Ed è una cosa rara.

Si stima che nella vita abbiamo solo tra il 3 e il 5 % di probabilità di incontrare quello che potremmo definire "amore vero", quello destinato solo ed esclusivamente a te! Non è un dato per scoraggiarsi, ma per ridimensionare il mito del colpo di fulmine. Non basta incontrarsi, serve anche funzionare insieme.

La ricerca sulle relazioni è chiara e non esiste un ingrediente magico, forse un pizzico di fortuna e tanto impegno. La stabilità di coppia nasce da tanti fattori: valori compatibili, sicurezza nel legame, comunicazione efficace e capacità e predisposizione a crescere nella stessa direzione. Un altro elemento centrale è quello di sentirsi visti dall' altro. Compresi, accettato, presi sul serio. Quando questa percezione è alta, aumentano fiducia, soddisfazione e benessere nel tempo.

Conta anche il modo in cui ci leghiamo: un attaccamento sicuro è spesso associato a relazioni più stabili e appaganti, mentre gli stili insicuri possono creare distanza, instabilità o fragilità nel rapporto. Poi c'è un punto chiave: compatibilità non significa essere identici. Significa riuscire a coordinare aspettative, obiettivo e modi di affrontare i conflitti senza erodere il legame.

Per questo trovare il vero amore è si una questione di fortuna, ma poi bisogna consolidare i punti saldi con l' allineamento del pensiero, dei sentimenti e dei valori.

Rischio zafferano: il 90% arriva dall' Iran e le scorte bastano per 6 mesi


 La guerra in Iran sta mettendo in seria difficoltà il maggior produttore mondiale di zafferano.

Da Teheran arriva il 90% dei 300mila kg di produzione mondiale di zafferano. E ovviamente l'attuale guerra voluta dagli USA ai danni dell' Iran, ha delle fortissime ripercussioni. Gli effetti negativi si fanno sentire pure in Italia, che è nella rosa dei primi 5 importatori di questa pregiata spezia e che hanno confermato di avere scorte solo per 6-7 mesi.

Lo zafferano in realtà per quanto riguarda la quantità consumata, rimane all' ultimo posti nella classifica delle principali spezie per quantità acquistate, in quella per l' importo della spesa vola in pole position. Merito di un prezzo da gioielleria: 6.748 euri al kg che arriva a 50mila euro al kg per i prodotti locali di nicchia, valore dettato dalla complessità della produzione: per ricavare i kg di zafferano essiccato servono 150.000 fiori per un totale di 600 ore di lavoro.

Finora il prezzo elevato non ha frenato gli acquisti di zafferano da parte degli italiani e speriamo che si trovi anche una soluzione per quando ci sarà un ulteriore minor disponibilità di prodotto.

mercoledì 15 aprile 2026

Parlare da soli aumenterebbe la concentrazione


 Secondo uno studio parlare da soli non sarebbe indice di disagio mentale, ma un modo di fissare i concetti, concentrarsi.

Parlare da soli mentre si svolge un compito non è solo una "stranezza" o un' abitudine sociale: diversi studi in psicologia suggeriscono che può avere effetti reali sulle nostre capacità cognitive.

Quando verbalizziamo ad alta voce ciò che stiamo facendo, il cervello tende a mantenere più attiva l'attenzione, riducendo le distrazioni e migliorando la focalizzazione sul compito.

In pratica, dire a parole le proprie intenzioni d'azione, aiuta a "guidare il pensiero", ne finalizza l' esecuzione. Alcune ricerche hanno osservato che questo comportamento può essere utile soprattutto in attività che richiedono concentrazione visive o problema solving, perché rafforza il controllo esecutivo e la memoria di lavoro.

Non si tratta di parlare in modo continuo o senza senso, ma di una sorta di aiuto- istruzione mentale ad alta voce, che può aiutare a organizzare meglio le informazioni.

Cambio di rotta. Un quarto di chi cerca lavoro al Sud viene da Milano. Il flusso si sta invertendo


 Meno giovani meridionali scelgono università del Nord e più professionisti cercano come tornare a casa.

Un quarto di chi cerca lavoro al Sud proviene dalla Lombardia, in particolare Milano( secondo i dati della piattaforma dritara.tech). Non sono persone che non hanno trovato opportunità al nord: sono persone che le hanno trovate e adesso vogliono portarle a casa. Gli studenti meridionali che scelgono università del Nord sono scesi da 24.000 a 17.000 in tre anni. Il flusso si sta invertendo su entrambi i fronti.

Tre sono le motivazioni che stanno cambiando il trend: il lavoro da remoto che permette di lavorare per aziende del Nord fanno si che i giovani possano restare o tornare al Sud. La crescita dei distretti produttivi a Napoli, Bari e Catania. Ed infine le nuove politiche economiche adottate dal Mezzogiorno, come il Southworking siciliano oppure il reddito di merito calabrese approvato questa settimana.

Il rischio è che la finestra si richiuda: i maggiori analisti avvertono che senza nuove politiche dal 2027 il divario potrebbe tornare ad allargarsi. Il cambio di rotta è reale, ma non ancora irreversibile.

martedì 14 aprile 2026

Jeff Bezos, il terzo uomo più ricco al mondo guadagna solo 80mila dollari


 Sorpresa Jeff Bezos. È il terzo uomo più ricco del mondo ma guadagna circa 80mila dollari annui.

Il fondatore di Amazon guadagna meno di un medio manager. Per lui neanche un piccolo aumento da quasi 30 anni, percepisce infatti lo stesso stipendio dal 1998. Ma come fa quindi ad essere ritenuto così ricco?

Innanzitutto il suo stipendio non è mai stato il vero indice del suo valore nel business, il salario è una misura e quando sei proprietario non lavori per uno stipendio, ma lavori per fare crescere ciò che hai costruito. Inoltre, Bezos non ha creato solo Amazon, ha fondato l'azienda privata di esplorazione spaziale Blue Origin ed è proprietario del quotidiano statunitense Washington Post, e secondo le stime di Forbes ha ( al 2025) un patrimonio stimato di 215 miliardi di dollari, una ventina in più rispetto al 2024.

E questo nonostante nel 2019 abbia ceduto all' ex moglie McKenzie Scott come parte dell' accordo di divorzio, circa il 4% delle quote di Amazon: circa 19,7 milioni di azioni, per un valore di 36 miliardi. Poi nel 2021, Bezos ha lasciato il ruolo di amministratore delegato di Amazon, rimanendo presidente esecutivo, possiede oggi circa il 10% delle azioni della società ( quotata in Borsa dal 1997) ed è questa quota che rappresenta la fonte principale della sua ricchezza.

Così, è stato stimato stimato che le sue cifre di guadagno vasariano a seconda delle fluttuazioni del mercato delle azioni, altri fattori e comunque partono dai 321 milioni di dollari al giorno.