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mercoledì 25 febbraio 2026

Scavalca la recinzione di due metri e scappa dalla casa di riposo. Ha 92 anni


 A Shandong in Cina, un' anziana signora, in barba a chi la voleva rinchiusa in un' ospizio, ha tentato la fuga scavalcando un cancello alto due metri.

Quando il bisogno della libertà e l' età superano qualsiasi barriera, architettonica e fisica. È la lezione che arriva da Shandong in Cina, dove un' arzilla signora di 92 anni è stata ripresa mentre scavalcava una recinzione alta più di due metri per fuggire dalla casa di riposo dov'era ospite.

Ovviamente il video diventato subito virale sui social ha lasciato tutti a bocca aperta, oltre a simpatizzare la vecchina con bisogno di evasione, ha colpito l' agilità con cui, in pochi secondi, ha scavalcato la recezione, davvero molto alta ed è riuscita a trovarsi dall' altra parte, libera!

Purtroppo, dalla struttura fanno sapere che il personale ha ritrovato poco dopo la vecchietta vicino al centro città e nonostante affermino che soffre di Alzheimer avanzato, quando ha visto gli inservienti ha esclamato :" sono sana e salva!".

L' fuga quindi è durata poco, ma gli internauti hanno un nuovo mito. Non potevano credere agli anni ,92, portati così bene da questa nonnina, che ha ancora energia e mobilità da vendere. Le immagini del video, che hanno fatto il giro del web lasciano tutti sbigottiti su quanto fosse incredibile la forza e la determinazione di questa signora che ha mostrato al mondo come l'età non debba definire i nostri limiti.

La Corea del Sud vieta l'estrazione di bile d'orso


 Dopo 20 anni di lotta finalmente si mette fine alla crudeltà di un era. La Corea del Sud ha vietato l'estrazione di bile d'orso.

La prima, bella notizia positiva del 2026, arriva dalla Corea del Sud. Infatti, dall' inizio del nuovo anno, il Paese ha finalmente sigillato la parola fine all' industria di estrazione della bile d'orso. Sono vietati la detenzione, l'allevamento e il commercio di questi graziosi animali.

Un traguardo a dir poco storico che è il risultato di oltre 20 anni di sforzi e lotte, con cui si garantisce che non nasceranno più cuccioli condannati a soffrire in gabbie minuscole.

Eppure, bisogna andare cauti con l' entusiasmo poiché sebbene sia previsto un periodo di transizione di 6 mesi,  mancano santuari per ricollocare tutti gli esemplari, così, World Animali Protection sollecita le autorità a garantire la cura di quest' ultima generazione di orsi, per fare in modo che vivano la loro vita con dignità dopo anni di sfruttamento.

martedì 24 febbraio 2026

La camicia "bruciata" dal ferro da stiro venduta per 700 euro


 Un banale incidente domestico ha reso un classico capo d'abbigliamento in uno status symbol. Si tratta di una camicia bianca "bruciata".

Se avessi conservato tutti i capi che ho bruciato provando a stirare, sarei diventata milionaria. Invece, ci ha pensato Veramente, che ha realizzato una camicia con una stampa inconfondibile: la forma della bruciatura che lascia il ferro da stiro passato sul tessuto.

Sicuramente, almeno una volta nella vita, a chiunque abbia mai provato a stirare, è capitato di dimenticarsi del ferro da stiro poggiato sul tessuto rovinandolo irrimediabilmente. Invece, proprio di quell' effetto bruciato marroncino, tipico del ferro da stiro abbandonato sui tessuti si è "appropriato" la Maison Vetements, che ha messo in vendita proprio un modello di camicia bianca con la forma del bruciato, lasciata dal ferro da stiro.

Comunque, il capo ha avuto un successo incredibile. Ormai il capo è introvabile, a eccezione di alcuni siti di rivendita che la propongono a circa 700 euro, rispetto ai 1000 dollari iniziali. L' oggetto che prende spunto da un incidente domestico è diventato un oggetto di design a tutti gli effetti, uno status symbol da possedere a tutti i costi.

La rigorosa attenzione dei pranzi scolastici in Giappone. Ogni pasto è fresco, bilanciato e privo di cibi ultra processati


 In Giappone il pranzo scolastico non è una semplice pausa tra una lezione e l' altra, né un servizio accessorio pensato solo per "sfamare" gli studenti. È roba seria, parte integrante del sistema educativo ed è trattato come una vera politica di salute pubblica.

Nelle scuole non trovi fast food, merendine o pasti industriali serviti ogni giorno. Non perché il Paese segua una moda scolastica o perché i giapponesi "sono in fatti così", ma perché esiste un modello nazionale che considera l' alimentazione infantile una responsabilità collettiva.

I pasti vengono cucinati sul posto, quotidianamente, utilizzando ingredienti semplici. I menù sono pianificati da nutrizionisti e devono rispettare criteri nutrizionali stabiliti per legge, con l'obiettivo di coprire una parte significativa del fabbisogno giornaliero dei bambini.

La responsabilità resta in capo alle scuole, non a grandi fornitori esterni, o a logiche di puro risparmio. Questo sistema non comprende i cibi ultra processati. I dati lo mostrano chiaramente. Nei giorni in cui i bambini mangiano a scuola, la qualità della loro alimentazione è migliore, le differenze legate al reddito familiare si riducono, e nel lungo periodo, i tassi di sovrappeso e obesità risultano più bassi rispetto a Paesi in cui il pranzo scolastico è un compromesso di bilancio o un vero e proprio business.

Sicuramente un modello da seguire, poiché ciò che si dà da mangiare ai bambini oggi non riguarda solo il pranzo, m riguarda la salute della società di domani.


lunedì 23 febbraio 2026

Rubano pepite pensando siano oggetti preziosi, erano calcoli renali


 A Pordenone dei ladri hanno rubato una scatolina contenente due presunte "pepite", hanno poi scoperto che erano calcoli renali appena analizzati.

Sarebbero dovute essere delle pepite( d'oro) di grande valore quelle sottratte dai malviventi nell giornata del 16 febbraio, dopo aver messo a soqquadro un appartamento in via Istria a Pordenone. Peccato che quelle presunte "pepite" fossero in realtà semplici calcoli renali.

La vicenda dai contorni quasi surreali si è consumato proprio nell' abitazione di Giuseppe Ragogna, ex vicedirettore del Messaggero Veneto. Le modalità del furto non si discostano da quelle ormai tristemente consuete: i ladri si sono introdotti passando dal terrazzino, hanno rovistato in tutte le stanze, frugando negli armadi e svuotando i cassetti in tutta fretta, alla ricerca di contanti e oggetti preziosi. Il bottino, tuttavia, si è rivelato modesto, probabilmente non superiore ai centocinquanta euro tra monete e banconote di diverse valute. Forse, per questo, l'attenzione dei malviventi si è concentrata su una piccola scatola, custodita con cura, contenenti alcuni frammenti minerali, che hanno scambiato per qualcosa di raro e prezioso. 

L' hanno così portata via, ignari che si trattasse in realtà di calcoli renali conservati in attesa di analisi mediche. Comunque, al momento i responsabili dello strano furto non sono stati individuati.

Nasce l' Amatriciana Day: si festeggerà il 6 marzo


 È ufficiale è stata approvata l'iniziativa di dedicare un giorno a uno dei piatti più amati del Lazio: l' Amatriciana. La ricorrenza di questo piatto si festeggerà il 6 marzo.

Golosi di tutta Italia, preparatevi. Ogni 6 marzo si festeggerà uno dei piatti più famosi d'Italia, l'amatriciana. Un tributo più che dovuto a una delle ricette tradizionali italiane più conosciute ed amate al mondo. Si conta che tra Amatrice e Accumuli ( dove è nata), si producono circa 100 tonnellate di sugo all' anno e nel Lazio si mangiano oltre un milione di piatti. 

Dati che confermano quanto l'amatriciana sia apprezzata  da tutti, e forse, anche per questo, il 6 marzo 2020, l'amatriciana ha ottenuto il riconoscimento europeo di Specialità tradizionale Garantita e ora ci sarà pure una giornata dedicata a questa prelibatezza per celebrarne l'apprezzamento.

Inoltre, dal 6 all' 8 marzo 2026, ad Amatrice ci saranno anche 3 giorni di eventi. L' obiettivo è quello di usare questo piatto per fare tornare gente ad Amatrice e dare una mano l territorio dopo il disastroso terremoto che li ha colpiti.

venerdì 20 febbraio 2026

Leonardo Frigo: il Signore dei mappamondi. Per una sua opera sì spendono anche più di 190mila euro e ci vogliono tre anni di attesa


 In Italia c'è un giovane artista, 32 anni, unico e apprezzatissimo nella sua arte. Crea mappamondi e una sua opera arriva a costare anche 190mila euro e ci vogliono tre anni di attesa.

Il giovane Leonardo Frigo mentre studiava restauro a Venezia, scoprì l figura del frate Vincenzo Coronelli, cartografo e costruttore di mappamondi vissuto tra il 1650 e il 1718. Da lì si aprì uno scenario meraviglioso per Frigo, un po' ne rubò l'arte dimenticata ed è così diventato l' unico globo maker tradizionale al mondo.

In pochi anni la sua fama si espande anche fuori dal confine e per avere una sua creazione, un mappamondo, c'è chi è disposto a pagare dai 190mila euro in su e seguire una lista d'attesa di tre anni. Insomma, fra gli appassionati è un star.

Sabato sarà al Museo Poldi Pezzoli per tenere il secondo dei laboratori "A regola d'arte", in collaborazione con la Fondazione Calogi dei mestieri d'arte. Per anni i suoi viaggi hanno avuto come meta musei e biblioteche dove ammirare da vicino i capolavori commissionati da sovrani come Luigi XIV o Ranuccio il Farnese. Frigo aveva però bisogno di un manuale e  scaricò così da internet:" l' Epitome cosmografia", stampato nel 1693, in cui Coronelli spiega tecniche e segreti dai legni alle carte, ai pigmenti da usare. E siccome l' obiettivo è resuscitare esattamente l'antica arte veneziana, si mette anche sulle tracce di artigiani del gesso, della carta, del legno, che possono fornirgli materiali uguali a quelli antichi.