Lavorare non basta più per vivere con dignità. Bel Paese è emergenza per famiglie e giovani.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato l' attenzione sulla debolezza delle retribuzioni in Italia, collegando i salari insufficienti al precariato, alle difficoltà economiche delle famiglie e alla crescente fuga dei giovani verso l' estero.
Secondo Mattarella, le nuovi generazioni non avrebbero la sicurezza economica per costruire il proprio futuro. L' Italia investe nella loro formazione ma rischia poi di vederli partire alla ricerca di stipendi più dignitosi o adeguati alle loro competenze, contribuendo anche al problema del calo demografico.
Il capo dello Stato ha inoltre evidenziato il crescente divario all' interno delle aziende tra salari stagnanti dei lavoratori e aumenti di profitti e bonus dei dirigenti, aumentando i cosiddetti "super manager", con compensi che possono arrivare a essere centinaia o migliaia di volte superiori a quelli dei dipendenti.
Una situazione resa ancora più preoccupante dal rischio di povertà anche per le famiglie in cui almeno una persona lavora regolarmente. Mattarella ha inoltre scelto di ridurre la propria indennità presidenziale, rinunciando a circa 60000 euro l' anno e allineando il proprio trattamento economico alla pensione percepita come professore universitario, rinunciando anche all' adeguamento automatico all' inflazione previsto dalla legge.
Le sue parole riaccendono così il dibattito sulla necessità di aumentare i salari e recuperare il potere d'acquisto, mentre resta aperto lo scontro politico sul salario minimo legale.






