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mercoledì 21 ottobre 2026

Siamo ricchi di case ma poveri di abitare


 In Italia ci sono milioni di case inutilizzate, eppure è in crescita il disagio abitativo. Servono alleanza tra pubblico, privato e terzo settore per trasformare il patrimonio immobiliare in benessere sociale.

Il nostro Paese è stra fiorente di case e sempre più povero di opportunità abitatative. È questo il paradosso da cui dobbiamo partire per affrontare una delle questioni sociali più importanti del nostro tempo.

Secondo l' Istat abbiamo oltre 35,6 milioni di abitazioni, delle quali circa 9,5 milioni non risulterebbero occupate da residenti. Non significa che siano tutte vuote e disponibili. Resta però una contraddizione impressionante, soprattutto se pensiamo alle persone Senza dimora, ai giovani che rinunciano a studiare fuori sede, ai lavoratori che non riescono ad abitare nelle città dove trovano occupazione e agli anziani soli in appartamenti troppo grandi.

La casa è uno dei luoghi dove si manifesta con maggiore evidenza la distanza tra ricchezza e benessere ed il contrario. Nel 2024 il 22, 1% delle famiglie in affitto si trovava in povertà assoluta a fronte di un 4, 7 % di famiglie proprietarie. La vulnerabilità abitativa è dunque una componente decisiva della diseguaglianza.

Innanzitutto c' è il problema delle persone Senza fissa dimora, poi bisognerebbe costruire offerte abitative attraverso patrimonio pubblico e recuperato, locazioni private garantite e partnership con terzo settore. Perché come suggerisce la visione Housing First: una casa stabile come condizione per ricostruire autonomia, salute e relazioni.

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