In realtà erano amici, ma la Procura di Madrid ha chiesto 2 anni di prigione con l'accusa di appropriazione indebita per la famosa attrice e madre del cantante Miguel.
Al secolo si chiama Lucia Bertoni, sebbene i più la conoscono e si sono innamorati di lei come Lucia Bosè, famosissima ed apprezzata attrice internazionale. Ora è nei guai per un Picasso. È stata accusata di aver venduto all'asta un disegno di Pablo Picasso che in realtà apparteneva ad una sua domestica deceduta nel 1999.
Dalla vendita, l'attrice avrebbe ricavato 198.607 euro. Somma che, secondo l'accusa, non sarebbe mai stata consegnata ai nipoti della domestica e che ora la Procura vuole che venga restituita a quelli che ritiene i suoi eredi diretti. Per questo sono stati chiesti per lei 2 anni di reclusione con l'accusa di appropriazione indebita.
Dal suo canto, l'attrice ormai 86enne si difende sottolineando la sua nota amicizia con il pittore. La storia vuole che si conobbero nel 1958 quando Picasso strinse una forte amicizia con il torero Luis Miguel Dominquin, con cui la Bosè era sposata. Da lì, il terzetto ha condiviso e vissuto tra salotti e vacanze in Spagna e Francia. Una profonda amicizia cementata anche dalla scelta di avere il pittore come padrino della figlia Paula.
Quest'affetto decennale ha elargito anche una raccolta di dipinti, incisioni, disegni e collage che l'amico pittore aveva donato alla donna.
Una collezione privata che Bosè aveva venduto in parte il 25 Giugno 2008 con un'asta affidata alla nota casa Christie's di Londra.
Proprio in quell'anno furono 40 le opere vendute. Tra queste c'erano i disegni dedicati alla famiglia, realizzati dal pittore. Tra essi anche il dipinto al centro della diatriba: "La Chumbera", un quadro che riporta la dedica di Picasso a "Reme", diminuitivo del nome della domestica, e la data di realizzazione (12-2-1963).
Il quadro prima della vendita si trovava nella casa di Bosè a Madrid, dove per circa 50 anni, e fino al giorno della sua morte, ha vissuto la domestica con il compito di curare i beni dell'attrice.
I parenti della defunta hanno invece rivendicato la proprietà del disegno, o meglio il ricavato della vendita del medesimo. Quindi l'ufficio del Procuratore chiede il risarcimento del ricavato della vendita per darlo ai nipoti e si attende la data del processo.
A volte i rapporti realmente esistenti tra persone cambia in base alla vita o alla morte. Per esempio la Bosè e la domestica si volevano bene e non c'erano state mai questioni. Meno male, che a fermare gli attimi d'esistenza vera, c'è l'arte.
Notizie curiose, psicologia, cultura, arte ed attualità,articoli interessanti e mai pesanti.
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giovedì 16 novembre 2017
Arrivano i Black Friday
Sta per arrivare il giorno più atteso per fare shopping a prezzi scontatissimi. Tutti i Paesi, tra cui l'Italia, si stanno adeguando e fino alla data clou del 27 Novembre ci saranno molti sconti e promozioni sui negozi online.
Il Black Friday è nato negli Stati Uniti ed è il giorno in cui dopo la Festa del Ringraziamento, alla fine di Novembre, i negozi fisici fanno i saldi e da alcuni anni questa ricorrenza dello shopping è stata acquisita anche in altri Paesi: in Italia per ora, si parla in questo giorno soprattutto di shopping online.
Un tempo gli sconti erano disponibili solo nel giorno esatto del Black Friday, l'ultimo venerdì di Novembre che quest'anno cade il 24 Novembre, ma su moltissimi siti e-commerce ci sono già sconti e promozioni. Per non parlare del fatto, che il primo lunedì dopo il Black Friday, ad esempio, è il Cyber Monday: un'altra giornata di saldi riguardante esclusivamente i siti e-commerce.
I vari siti online, si sono adeguati alla spropositata richiesta del mercato, cominciando a proporre sconti da alcuni giorni. Per esempio, ePrice, negozio di elettrodomestici e prodotti tecnologici ha una promozione che si chiama "Black Hour", una specie di lettera che prevede che ogni giorno, per un'ora, un ristrettissimo numero di utenti selezionati di volta in volta possa acquistare 60 prodotti (anche televisori e console di gioco) a 0,99 centesimi ognuno.
Non di meno è il sito di Euronics che lo stesso propone offerte vantaggiosissime. Mentre, la parte da leone la fa Amazon, che per la "settimana del conto alla rovescia" propone prodotti scontati fino al 50%, le offerte cambiano ogni giorno, sono diverse e vengono aggiornate costantemente.
Anche il settore viaggi e vacanze viene rappresentato da Groupon che propone di farvi viaggiare a prezzi stracciatissimi. E sempre in linea con l'occhio di riguardo per l'occasione è Ikea che fino al 19 propone un sondaggio per far si che l'azienda di mobili e prodotti per la casa metta in sconto i prodotti che più interessano.
In Italia è pronto per un Black Friday da paura anche il sito MediaWorld, sia per i suoi negozi online che per quelli fisici e lo stesso farà il negozio di tecnologia ed elettrodomestici Comet.
Unieuro proporrà solo sconti online. Invece GameStop, negozio di videogiochi, proporrà sconti sia online che bei punti vendita fisici, dalle 10 del 24 Novembre alle 18 del 28.
Per le ragazze sempre attente alle ultime tendenze nel campo dell'abbigliamento, sia Zalando che Asos promuoveranno allettanti promozioni come pure Sephora nel campo dei cosmetici.
Insomma tantissime le offerte in cui perdersi, basta solo mettere mano al portafoglio, essere veloci nell'acquisto sia esso online che fisico e qualche desiderio materiale potrà realizzarsi e colorare un po' di più il Black Friday.
Il Black Friday è nato negli Stati Uniti ed è il giorno in cui dopo la Festa del Ringraziamento, alla fine di Novembre, i negozi fisici fanno i saldi e da alcuni anni questa ricorrenza dello shopping è stata acquisita anche in altri Paesi: in Italia per ora, si parla in questo giorno soprattutto di shopping online.
Un tempo gli sconti erano disponibili solo nel giorno esatto del Black Friday, l'ultimo venerdì di Novembre che quest'anno cade il 24 Novembre, ma su moltissimi siti e-commerce ci sono già sconti e promozioni. Per non parlare del fatto, che il primo lunedì dopo il Black Friday, ad esempio, è il Cyber Monday: un'altra giornata di saldi riguardante esclusivamente i siti e-commerce.
I vari siti online, si sono adeguati alla spropositata richiesta del mercato, cominciando a proporre sconti da alcuni giorni. Per esempio, ePrice, negozio di elettrodomestici e prodotti tecnologici ha una promozione che si chiama "Black Hour", una specie di lettera che prevede che ogni giorno, per un'ora, un ristrettissimo numero di utenti selezionati di volta in volta possa acquistare 60 prodotti (anche televisori e console di gioco) a 0,99 centesimi ognuno.
Non di meno è il sito di Euronics che lo stesso propone offerte vantaggiosissime. Mentre, la parte da leone la fa Amazon, che per la "settimana del conto alla rovescia" propone prodotti scontati fino al 50%, le offerte cambiano ogni giorno, sono diverse e vengono aggiornate costantemente.
Anche il settore viaggi e vacanze viene rappresentato da Groupon che propone di farvi viaggiare a prezzi stracciatissimi. E sempre in linea con l'occhio di riguardo per l'occasione è Ikea che fino al 19 propone un sondaggio per far si che l'azienda di mobili e prodotti per la casa metta in sconto i prodotti che più interessano.
In Italia è pronto per un Black Friday da paura anche il sito MediaWorld, sia per i suoi negozi online che per quelli fisici e lo stesso farà il negozio di tecnologia ed elettrodomestici Comet.
Unieuro proporrà solo sconti online. Invece GameStop, negozio di videogiochi, proporrà sconti sia online che bei punti vendita fisici, dalle 10 del 24 Novembre alle 18 del 28.
Per le ragazze sempre attente alle ultime tendenze nel campo dell'abbigliamento, sia Zalando che Asos promuoveranno allettanti promozioni come pure Sephora nel campo dei cosmetici.
Insomma tantissime le offerte in cui perdersi, basta solo mettere mano al portafoglio, essere veloci nell'acquisto sia esso online che fisico e qualche desiderio materiale potrà realizzarsi e colorare un po' di più il Black Friday.
mercoledì 15 novembre 2017
L'Ikea porta in scena la violenza domestica
Dal 13 al 25 Novembre due compagnie teatrali inscenano la violenza domestica negli store di tutta Italia per testimoniare esempi di vita reale e rompere il muro del silenzio.
Una delle esperienze più carine che si possono fare nel tempo libero è quella di passeggiare negli ambienti casalinghi ben allestiti negli spazi Ikea. Si immagina così un'ipotetica propria casa futura e scenari di vita domestica. Si vedono quindi persone sdraiarsi comodamente su un divano o godersi il meritato riposo su qualche poltrona dopo una dura giornata di lavoro, oppure ridere felici attorno ad un tavolo. Perché la casa è dolce "casa" o almeno così dovrebbe essere.
Invece, purtroppo, per molte donne la casa diventa il luogo dove si subiscono abusi, la casa diventa una prigione. Il teatro di violenza fisica, psicologica ed economica che molte donne sono costrette a subire tra le pareti domestiche.
Da queste riflessioni, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, l'Ikea, l'azienda che mette al centro "la vita in casa" e Telefono Donna, l'associazione che ogni giorno ascolta numerose storie di donne che subiscono aggressioni, hanno annunciato la loro campagna di sensibilizzazione sul tema, anticipata da uno spot, volutamente inquietante "La casa non è fatta per difendersi".
E così, dal 13 fino al 25 Novembre, i 21 store Ikea disseminati lungo tutto lo stivale saranno il palcoscenico dove attori professionisti del Teatro Filodrammatico di Milano e dello Stabile d'Abruzzo rappresenteranno scene di violenza tratte da storie reali.
Una campagna coraggiosa, sia per il tema, delicato, sia perché le pièce teatrali saranno inserite all'improvviso nelle room settings in giornate di shopping prenatalizio quando tantissime famiglie visiteranno i grandi magazzini.
Sara Del Fabbro, deputy ad Ikea Italia commenta: "L'intento non è creare disagio, ma raccontare loro storie e aprire un dibattito su un tema inaccettabile con il fine di riportare il concetto di casa bella e accogliente che ci appartiene. Vedere dal vivo alcune situazioni crea un impatto molto più forte che leggerle o ascoltarle".
Della medesima idea Maurizio Maresca e Stefania Bortoccetti rappresentanti di Telefono Donna che dichiarano: "Sebbene abbiamo ascoltato per anni storie di violenze sulle donne, vederle qui rappresentate è stato come un pugno nello stomaco. Si ha la vera dimensione e sensazione di quello che è un maltrattamento reale".
Praticamente è #PerunaGiustaCasa, il filo conduttore della campagna che vuole promuovere l'urgenza di attivare progetti che offrono a donne e bambini idonee garanzie e tutele. Altro messaggio importante lanciato dalla campagna è che si può uscire dall'incubo e ricominciare una nuova vita! Un piano inoltre, per far si che sempre più donne denuncino i maltrattamenti subiti, perché ancora oggi, 8 donne su 10 non lo fanno. Sebbene per legge, secondo l'articolo 572 del Codice Penale, chiunque maltratti una persona della famiglia, o comunque convivente, viene punito con la reclusione da 2 a 6 anni. La pena si inasprisce con l'aggravarsi del maltrattamento.
Speriamo allora che la campagna ideata dall'Ikea nei suoi ambienti domestici tanto accoglienti, possa ispirare a far diventare qualsiasi casa, dei veri e reali focolari domestici accoglienti.
Una delle esperienze più carine che si possono fare nel tempo libero è quella di passeggiare negli ambienti casalinghi ben allestiti negli spazi Ikea. Si immagina così un'ipotetica propria casa futura e scenari di vita domestica. Si vedono quindi persone sdraiarsi comodamente su un divano o godersi il meritato riposo su qualche poltrona dopo una dura giornata di lavoro, oppure ridere felici attorno ad un tavolo. Perché la casa è dolce "casa" o almeno così dovrebbe essere.
Invece, purtroppo, per molte donne la casa diventa il luogo dove si subiscono abusi, la casa diventa una prigione. Il teatro di violenza fisica, psicologica ed economica che molte donne sono costrette a subire tra le pareti domestiche.
Da queste riflessioni, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, l'Ikea, l'azienda che mette al centro "la vita in casa" e Telefono Donna, l'associazione che ogni giorno ascolta numerose storie di donne che subiscono aggressioni, hanno annunciato la loro campagna di sensibilizzazione sul tema, anticipata da uno spot, volutamente inquietante "La casa non è fatta per difendersi".
E così, dal 13 fino al 25 Novembre, i 21 store Ikea disseminati lungo tutto lo stivale saranno il palcoscenico dove attori professionisti del Teatro Filodrammatico di Milano e dello Stabile d'Abruzzo rappresenteranno scene di violenza tratte da storie reali.
Una campagna coraggiosa, sia per il tema, delicato, sia perché le pièce teatrali saranno inserite all'improvviso nelle room settings in giornate di shopping prenatalizio quando tantissime famiglie visiteranno i grandi magazzini.
Sara Del Fabbro, deputy ad Ikea Italia commenta: "L'intento non è creare disagio, ma raccontare loro storie e aprire un dibattito su un tema inaccettabile con il fine di riportare il concetto di casa bella e accogliente che ci appartiene. Vedere dal vivo alcune situazioni crea un impatto molto più forte che leggerle o ascoltarle".
Della medesima idea Maurizio Maresca e Stefania Bortoccetti rappresentanti di Telefono Donna che dichiarano: "Sebbene abbiamo ascoltato per anni storie di violenze sulle donne, vederle qui rappresentate è stato come un pugno nello stomaco. Si ha la vera dimensione e sensazione di quello che è un maltrattamento reale".
Praticamente è #PerunaGiustaCasa, il filo conduttore della campagna che vuole promuovere l'urgenza di attivare progetti che offrono a donne e bambini idonee garanzie e tutele. Altro messaggio importante lanciato dalla campagna è che si può uscire dall'incubo e ricominciare una nuova vita! Un piano inoltre, per far si che sempre più donne denuncino i maltrattamenti subiti, perché ancora oggi, 8 donne su 10 non lo fanno. Sebbene per legge, secondo l'articolo 572 del Codice Penale, chiunque maltratti una persona della famiglia, o comunque convivente, viene punito con la reclusione da 2 a 6 anni. La pena si inasprisce con l'aggravarsi del maltrattamento.
Speriamo allora che la campagna ideata dall'Ikea nei suoi ambienti domestici tanto accoglienti, possa ispirare a far diventare qualsiasi casa, dei veri e reali focolari domestici accoglienti.
Il Piemonte hi-tech più ingegnoso della Baviera
L'Aspen promuove auto e robotica made nel Nord Italia.
Sembra la favola della piccola provincia che batte i mostri sacri della tecnologia. Eppure è così. Il digitale trasforma l'industria e l'industria italiana sta vincendo la sua partita soprattutto nel Nord. Portabandiera di questa rinascita sono i distretti piemontesi e in particolare nel torinese.
Quindici anni fa si temeva l'incubo delocalizzazione, oggi solo il 13% della nostra attività manifatturiera è considerata delocalizzabile (contro il 25% di quello statunitense) perché tutto il resto è un esempio di alta tecnologia e qualità, che gli altri Paesi possono solo tentare di replicare.
I dati sono riportati da una ricerca prodotta dall'Aspen Insitute Italia in collaborazione con la Compagnia di San Paolo, un'analisi accurata della capacità di spostarsi verso l'industria avanzata mostrata negli ultimi anni ai distretti piemontesi.
Tutto questo mentre il declino dei consumi interni iniziato a metà degli anni Novanta travolgeva chi non era in grado di affermarsi anche sul mercato internazionale. Invece tutt'oggi nel Nord-ovest italiano si contano 1,6 milioni di lavoratori del manifatturiero, circa il 23% della forza lavoro totale, considerando anche il numero di brevetti registrati in Piemonte ed Emilia Romagna fanno meglio della Baviera.
Il merito va soprattutto al fatto che si spende in ricerca e sviluppo, che in Piemonte equivale al 2,2% del Pil regionale, quota più alta di quella registrata in Canada, Paesi Bassi e Regno Unito e simile a quelle delle due regioni tedesche che stanno in cima alla classifica, la Baviera e Baden-Wurttemberg.
Sempre in primo piano c'è l'auto, ma si fa spazio lo sviluppo tecnologico, e la robotica cresce dell' 1,6% in un anno raggiungendo il valore di 676 milioni di euro, i principali nomi correlati appartengono al Piemonte. Solo a Torino si contano almeno due società-attive nella produzione di componenti hi-tech per l'aerospaziale e l'energia.
Il punto di forza è la connessione macchina-persona: stampanti 3D accanto a chi è capace di intervenire a mano sulla puntura di un peso. Un'industria 4.0 caratterizzata da crescita esponenziale dei servizi che accompagnano i prodotti sul mercato globale. Certo ci si dovrà adeguare a nuovi concetti come quelli del car pooling via internet e alla progettazione dei software che guideranno le auto senza pilota.
Ma come sottolinea Silvio Angori, amministratore delegato di Pininfarina dichiara: "Il peggio è alle spalle. Abbiamo perso di lavoro tradizionali, dobbiamo essere capaci di conquistare quelli del futuro. Distretti come il nostro lavoreranno soprattutto ai servizi per il mercato di massa, ma la gamma alta resterà qui".
L'operoso Piemonte dimostra come non solo la creatività ma anche il saper fare e la voglia di fare siano sempre la chiave principale del successo. Anche nel campo dell'hi-tech e riuscendo a battere altri Paesi dove la tecnologia era invece di tradizione.
Sembra la favola della piccola provincia che batte i mostri sacri della tecnologia. Eppure è così. Il digitale trasforma l'industria e l'industria italiana sta vincendo la sua partita soprattutto nel Nord. Portabandiera di questa rinascita sono i distretti piemontesi e in particolare nel torinese.
Quindici anni fa si temeva l'incubo delocalizzazione, oggi solo il 13% della nostra attività manifatturiera è considerata delocalizzabile (contro il 25% di quello statunitense) perché tutto il resto è un esempio di alta tecnologia e qualità, che gli altri Paesi possono solo tentare di replicare.
I dati sono riportati da una ricerca prodotta dall'Aspen Insitute Italia in collaborazione con la Compagnia di San Paolo, un'analisi accurata della capacità di spostarsi verso l'industria avanzata mostrata negli ultimi anni ai distretti piemontesi.
Tutto questo mentre il declino dei consumi interni iniziato a metà degli anni Novanta travolgeva chi non era in grado di affermarsi anche sul mercato internazionale. Invece tutt'oggi nel Nord-ovest italiano si contano 1,6 milioni di lavoratori del manifatturiero, circa il 23% della forza lavoro totale, considerando anche il numero di brevetti registrati in Piemonte ed Emilia Romagna fanno meglio della Baviera.
Il merito va soprattutto al fatto che si spende in ricerca e sviluppo, che in Piemonte equivale al 2,2% del Pil regionale, quota più alta di quella registrata in Canada, Paesi Bassi e Regno Unito e simile a quelle delle due regioni tedesche che stanno in cima alla classifica, la Baviera e Baden-Wurttemberg.
Sempre in primo piano c'è l'auto, ma si fa spazio lo sviluppo tecnologico, e la robotica cresce dell' 1,6% in un anno raggiungendo il valore di 676 milioni di euro, i principali nomi correlati appartengono al Piemonte. Solo a Torino si contano almeno due società-attive nella produzione di componenti hi-tech per l'aerospaziale e l'energia.
Il punto di forza è la connessione macchina-persona: stampanti 3D accanto a chi è capace di intervenire a mano sulla puntura di un peso. Un'industria 4.0 caratterizzata da crescita esponenziale dei servizi che accompagnano i prodotti sul mercato globale. Certo ci si dovrà adeguare a nuovi concetti come quelli del car pooling via internet e alla progettazione dei software che guideranno le auto senza pilota.
Ma come sottolinea Silvio Angori, amministratore delegato di Pininfarina dichiara: "Il peggio è alle spalle. Abbiamo perso di lavoro tradizionali, dobbiamo essere capaci di conquistare quelli del futuro. Distretti come il nostro lavoreranno soprattutto ai servizi per il mercato di massa, ma la gamma alta resterà qui".
L'operoso Piemonte dimostra come non solo la creatività ma anche il saper fare e la voglia di fare siano sempre la chiave principale del successo. Anche nel campo dell'hi-tech e riuscendo a battere altri Paesi dove la tecnologia era invece di tradizione.
martedì 14 novembre 2017
Sos dolci, mancano 100 mln di uova al mese
Natale a rischio? Forse no, ma Coldiretti avverte che c'è una produzione in calo del 10% per misure cautelative.
Perché la festa senza neve si può affrontare, ma senza dolci? Sarebbe davvero difficile e proprio per questo motivo sono state adottate misure cautelative atte a garantire la qualità e la sicurezza dopo i casi di aviaria e fipronil scoppiati in Europa, e che hanno ridotto del 10% la produzione nazionale.
Tale accorgimento sta causando una perdita di oltre 100 milioni di uova al mese, proprio durante quel periodo in cui invece, si assiste ad un forte aumento della domanda a livello industriale per la produzione dei tipici dolci di Natale.
Lo riporta un'analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che gli italiani consumano in media circa 215 uova a testa all'anno, di quei 140 quintali mentre le restanti, circa 1/3 sottoforma di pasta, dolci ed altre preparazioni alimentari.
La Coldiretti spiega: "La minore disponibilità sul mercato, dove si registrano anche casi di scaffali vuoti nei supermercati, sta avendo come risultato un aumento dei prezzi che alla produzione hanno fatto registrare a Novembre una crescita del 55,6% per un importo medio di 14,2 euro ogni cento pezzi, secondo le ultime rivelazioni Ismea".
Inoltre, la "crisi" della grande produzione ha fatto sì che cambiassero anche le modalità di acquisto. Nel senso che l'organizzazione agricola si è adeguata e si registra una netta tendenza a rivolgersi direttamente agli allevatori nelle aziende agricole o nei mercati contadini, innescando anche una maggiore preferenza per le produzioni biologiche o del pollame allevato a terra.
Sebbene non vada dimenticato che sulle uova in guscio è presente l'indicazione di origine ma è necessario comunque migliorare la visibilità e la leggibilità.
Insomma, con un po' più di trasparenza e di limitazione della produzione, ma le uova, buone, ci sono e i dolci natalizi sono salvi.
Perché la festa senza neve si può affrontare, ma senza dolci? Sarebbe davvero difficile e proprio per questo motivo sono state adottate misure cautelative atte a garantire la qualità e la sicurezza dopo i casi di aviaria e fipronil scoppiati in Europa, e che hanno ridotto del 10% la produzione nazionale.
Tale accorgimento sta causando una perdita di oltre 100 milioni di uova al mese, proprio durante quel periodo in cui invece, si assiste ad un forte aumento della domanda a livello industriale per la produzione dei tipici dolci di Natale.
Lo riporta un'analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che gli italiani consumano in media circa 215 uova a testa all'anno, di quei 140 quintali mentre le restanti, circa 1/3 sottoforma di pasta, dolci ed altre preparazioni alimentari.
La Coldiretti spiega: "La minore disponibilità sul mercato, dove si registrano anche casi di scaffali vuoti nei supermercati, sta avendo come risultato un aumento dei prezzi che alla produzione hanno fatto registrare a Novembre una crescita del 55,6% per un importo medio di 14,2 euro ogni cento pezzi, secondo le ultime rivelazioni Ismea".
Inoltre, la "crisi" della grande produzione ha fatto sì che cambiassero anche le modalità di acquisto. Nel senso che l'organizzazione agricola si è adeguata e si registra una netta tendenza a rivolgersi direttamente agli allevatori nelle aziende agricole o nei mercati contadini, innescando anche una maggiore preferenza per le produzioni biologiche o del pollame allevato a terra.
Sebbene non vada dimenticato che sulle uova in guscio è presente l'indicazione di origine ma è necessario comunque migliorare la visibilità e la leggibilità.
Insomma, con un po' più di trasparenza e di limitazione della produzione, ma le uova, buone, ci sono e i dolci natalizi sono salvi.
Vincere le delusioni
Pascale Chapaux-Morelli ed Eugenio Murrali stilano un vademecum per superare quei momenti di impasse che si possono verificare sul lavoro, in amore e in altre situazioni.
Avere sempre una vita semplice e perfetta è impensabile. Tutti, anche quelli che di primo acchito possono sembrare più baciati dalla fortuna, almeno una volta nel loro percorso di vita hanno sperimentato qualche delusione. Le delusioni non si possono evitare. Possono spiazzare o mettere a repentaglio il nostro equilibrio, ma si possono superare. Si possono addirittura trasformare in un trampolino verso nuove sfide e opportunità.
La chiave della buona riuscita sta nel conoscere bene se stessi, nel non coltivare aspettative spropositate e nel salvaguardare l'autostima. Poi, bisognerebbe anche "non chiudersi al desiderio", mantenendo la voglia di fare e andare avanti.
A caldo sembra difficile, ma non è impossibile. Inoltre, Pascale Chapaux-Morelli, psicologa e autrice di libri su temi di psicologia e sociologia ed Eugenio Murrali, giornalista e scrittore, ci vengono incontro con la loro ultima fatica letteraria "Vincere le delusioni" (Feltrinelli). Un vademecum per "superarle e non farsi avvelenare la vita".
Nel libro gli autori descrivono e analizzano la delusione, indagano le radici del malessere, guardano alle emozioni e alle conseguenze del disincanto, dedicando successivamente ampio spazio a come trasformare ogni delusione in un'opportunità, e a come "andare oltre", alla ricerca del lieto fine.
L'osservazione principale è che a ciascuno di noi è capitato e capita di rimanere delusi, e quando succede si frantumano le nostre aspettative e spesso noi con loro. In queste occasioni, la prima ad essere intaccata è proprio la nostra autostima. Ma possiamo sempre reagire e attraversare l'esperienza dolorosa con successo, per uscirne in positivo.
Per abbattere i meccanismi della delusione e il dolore che si porta dietro i consigli sono: smascherare l'inganno o autoinganno, non accettare mai la dipendenza affettiva, individuare in anticipo ciò che ci potrà deludere quasi certamente ed evitarlo. Quindi passo dopo passo il libro descrive le fasi della delusione e insegna a gestirle.
Ci suggerisce anche di avere a nostra volta il coraggio di deludere, uscire dal rischio delle delusioni a catena, e superare le frustrazioni. Per riconquistare lucidità ed equilibrio.
Quindi vincere le delusioni insegna che sebbene esse siano inevitabili non devono spaventare. Invece, questa consapevolezza deve aiutare a non considerare la delusione un nostro insuccesso personale, come se fossimo responsabili per nostra incapacità. Chiarendo che difendersi dalla delusione significa soprattutto non esporsi troppo al rischio, mantenendo sempre il contatto con la realtà, nutrendo aspettative realistiche, imparando a conoscersi bene. Perché la conoscenza di se stessi è alla base si un buon rapporto con la realtà. Essere coscienti dei nostri limiti come del nostro potenziale. Mentre difendersi significa saper reagire, innanzitutto alimentare la propria autostima, volendosi bene a sufficienza si superano tutte le delusioni. L'importante è non isolarsi, essere fiduciosi e capire che le delusioni sono solo un incidente di percorso e si possono superare.
Ci vorrà coraggio ma in qualsiasi viaggio ci vuole e la vita è il più bello e misterioso viaggio che si possa intraprendere.
Avere sempre una vita semplice e perfetta è impensabile. Tutti, anche quelli che di primo acchito possono sembrare più baciati dalla fortuna, almeno una volta nel loro percorso di vita hanno sperimentato qualche delusione. Le delusioni non si possono evitare. Possono spiazzare o mettere a repentaglio il nostro equilibrio, ma si possono superare. Si possono addirittura trasformare in un trampolino verso nuove sfide e opportunità.
La chiave della buona riuscita sta nel conoscere bene se stessi, nel non coltivare aspettative spropositate e nel salvaguardare l'autostima. Poi, bisognerebbe anche "non chiudersi al desiderio", mantenendo la voglia di fare e andare avanti.
A caldo sembra difficile, ma non è impossibile. Inoltre, Pascale Chapaux-Morelli, psicologa e autrice di libri su temi di psicologia e sociologia ed Eugenio Murrali, giornalista e scrittore, ci vengono incontro con la loro ultima fatica letteraria "Vincere le delusioni" (Feltrinelli). Un vademecum per "superarle e non farsi avvelenare la vita".
Nel libro gli autori descrivono e analizzano la delusione, indagano le radici del malessere, guardano alle emozioni e alle conseguenze del disincanto, dedicando successivamente ampio spazio a come trasformare ogni delusione in un'opportunità, e a come "andare oltre", alla ricerca del lieto fine.
L'osservazione principale è che a ciascuno di noi è capitato e capita di rimanere delusi, e quando succede si frantumano le nostre aspettative e spesso noi con loro. In queste occasioni, la prima ad essere intaccata è proprio la nostra autostima. Ma possiamo sempre reagire e attraversare l'esperienza dolorosa con successo, per uscirne in positivo.
Per abbattere i meccanismi della delusione e il dolore che si porta dietro i consigli sono: smascherare l'inganno o autoinganno, non accettare mai la dipendenza affettiva, individuare in anticipo ciò che ci potrà deludere quasi certamente ed evitarlo. Quindi passo dopo passo il libro descrive le fasi della delusione e insegna a gestirle.
Ci suggerisce anche di avere a nostra volta il coraggio di deludere, uscire dal rischio delle delusioni a catena, e superare le frustrazioni. Per riconquistare lucidità ed equilibrio.
Quindi vincere le delusioni insegna che sebbene esse siano inevitabili non devono spaventare. Invece, questa consapevolezza deve aiutare a non considerare la delusione un nostro insuccesso personale, come se fossimo responsabili per nostra incapacità. Chiarendo che difendersi dalla delusione significa soprattutto non esporsi troppo al rischio, mantenendo sempre il contatto con la realtà, nutrendo aspettative realistiche, imparando a conoscersi bene. Perché la conoscenza di se stessi è alla base si un buon rapporto con la realtà. Essere coscienti dei nostri limiti come del nostro potenziale. Mentre difendersi significa saper reagire, innanzitutto alimentare la propria autostima, volendosi bene a sufficienza si superano tutte le delusioni. L'importante è non isolarsi, essere fiduciosi e capire che le delusioni sono solo un incidente di percorso e si possono superare.
Ci vorrà coraggio ma in qualsiasi viaggio ci vuole e la vita è il più bello e misterioso viaggio che si possa intraprendere.
lunedì 13 novembre 2017
Da Tiffany ora si potrà fare davvero colazione
Come già da anni aveva preannunciato il titolo del fortunato film con Audrey Hepburn, nello store di gioielli sulla Fifth Avenue è stato aperto un cafè.
Da ora in poi ci sarà un motivo in più per fare una vacanza a New York. L'imperdibile occasione di farsi un selfie da postare sui social, sedute trionfanti al nuovo Blue Box Cafè, il locale sito al quarto piano della più famosa gioielleria della storia (almeno cinematografica) ubicata sulla Fifth Avenue a New York.
Ora si potrà fare "colazione da Tiffany". Perché nel negozio punta della campagna di gioielli a Manhattan, dove Holly (la protagonista del film) del 1961 andava per tirarsi su di morale mangiando in piedi il suo croissant all'esterno delle vetrine di Tiffany & Co., oggi ha aperto una speciale caffetteria, il cui nome richiama l'iconico azzurro Tiffany.
Tutte le ragazze che finora si sono ispirate al film, potranno andare oltre, non limitarsi a spelucchiare all'esterno, ma potranno accomodarsi nella sala con vista su quella strada simbolo dello shopping di New York, avvolte dal tipico light-blue che riveste pareti e poltroncine, e colora piatti e tovaglioli.
Su questo stile, dopo l'ampia ristrutturazione del quarto piano del negozio bandiera, Tiffany ha aperto anche il suo primo spazio per la vendita al dettaglio con una collezione Home & Accessories, che ha mandato in visibilio le fashion addicted.
Inoltre è stata lanciata anche una boutique per bambini, una selezione di libri vintage, curata da Assoline, e un laboratorio di profumi.
Il curatore artistico della campagna, Reed Krakoff dichiara che: "Sia la caffetteria che la riprogettazione dello spazio Home & Accessories riflettono un'esperienza di lusso moderna, uno spazio sperimentale ed esperenziale, una finestra sul nuovo Tiffany".
E non a caso la campagna si volge alla conquista dei millenials sottolineando come il blu Tiffany sia lo sfondo perfetto per i selfie. Anche il menù sarà flessibile, composto da piatti semplici che cambieranno seguendo le stagioni. Incentrati sui classici newyorkesi come la "Fifth Avenue Salad" con aragosta e avocado al C.L.T. sandwich che significa "Charles Lewis Tiffany" con pollo, lattuga e pomodoro.
Tutto sommato i prezzi sono molto contenuti. Si parte dai 29 dollari per la colazione ai 49 dollari per il tè. Un piccolo lusso che anche le novelle Holly potranno permettersi. D'altronde Audrey Hepburn insegna che solo atteggiamento e il portamento che contano: "Si può essere tres chic pur non essendo ricche". E come sottolinea una delle frasi cult del film: "Lascia che ti dica una cosa, tesoro: se io avessi i suoi quattrini, sarei più ricca di lei".
Quindi, se proprio si va alla ricerca del selfie che possa suscitare invidia, perché non farlo elegantemente sedute mentre si fa colazione da Tiffany?
Da ora in poi ci sarà un motivo in più per fare una vacanza a New York. L'imperdibile occasione di farsi un selfie da postare sui social, sedute trionfanti al nuovo Blue Box Cafè, il locale sito al quarto piano della più famosa gioielleria della storia (almeno cinematografica) ubicata sulla Fifth Avenue a New York.
Ora si potrà fare "colazione da Tiffany". Perché nel negozio punta della campagna di gioielli a Manhattan, dove Holly (la protagonista del film) del 1961 andava per tirarsi su di morale mangiando in piedi il suo croissant all'esterno delle vetrine di Tiffany & Co., oggi ha aperto una speciale caffetteria, il cui nome richiama l'iconico azzurro Tiffany.
Tutte le ragazze che finora si sono ispirate al film, potranno andare oltre, non limitarsi a spelucchiare all'esterno, ma potranno accomodarsi nella sala con vista su quella strada simbolo dello shopping di New York, avvolte dal tipico light-blue che riveste pareti e poltroncine, e colora piatti e tovaglioli.
Su questo stile, dopo l'ampia ristrutturazione del quarto piano del negozio bandiera, Tiffany ha aperto anche il suo primo spazio per la vendita al dettaglio con una collezione Home & Accessories, che ha mandato in visibilio le fashion addicted.
Inoltre è stata lanciata anche una boutique per bambini, una selezione di libri vintage, curata da Assoline, e un laboratorio di profumi.
Il curatore artistico della campagna, Reed Krakoff dichiara che: "Sia la caffetteria che la riprogettazione dello spazio Home & Accessories riflettono un'esperienza di lusso moderna, uno spazio sperimentale ed esperenziale, una finestra sul nuovo Tiffany".
E non a caso la campagna si volge alla conquista dei millenials sottolineando come il blu Tiffany sia lo sfondo perfetto per i selfie. Anche il menù sarà flessibile, composto da piatti semplici che cambieranno seguendo le stagioni. Incentrati sui classici newyorkesi come la "Fifth Avenue Salad" con aragosta e avocado al C.L.T. sandwich che significa "Charles Lewis Tiffany" con pollo, lattuga e pomodoro.
Tutto sommato i prezzi sono molto contenuti. Si parte dai 29 dollari per la colazione ai 49 dollari per il tè. Un piccolo lusso che anche le novelle Holly potranno permettersi. D'altronde Audrey Hepburn insegna che solo atteggiamento e il portamento che contano: "Si può essere tres chic pur non essendo ricche". E come sottolinea una delle frasi cult del film: "Lascia che ti dica una cosa, tesoro: se io avessi i suoi quattrini, sarei più ricca di lei".
Quindi, se proprio si va alla ricerca del selfie che possa suscitare invidia, perché non farlo elegantemente sedute mentre si fa colazione da Tiffany?
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