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martedì 27 novembre 2018

Tramontati i "Ti amo" prima di dormire e i baci della buonanotte

Una ricerca rivela che le coppie non si scambiano più tenerezze prima di dormire. Praticamente cancellati i baci della buonanotte e i "Ti amo" prima di dormire.

Amare una persona si vede da tante cose. Certo non esiste solo il tipo di amore romantico fatto soprattutto di attenzioni e tenerezze, ma un nuovo studio inglese mostra un'intimità moderna quasi sconcertante. 8 coppie su 10 non si scambia tenerezze prima di dormire. Il sondaggio è stato commissionato dalla catena di hotel "Taverlodge" mediamente l'intervista su 2000 coppie. Si è evinto che il 25% di esse non solo non si scambia un bacio prima di dormire, ma evita addirittura il totale contatto fisico durante il sonno.

Queste coppie è come se avessero l'usanza di dividere il letto con un estraneo. I risultati parlano di un ulteriore 54% delle coppie che hanno l'abitudine di dare le spalle al partner durante la notte, senza sfiorarsi minimamente (33%), o con un leggero apprezzamento del contatto 21%.

In netta minoranza gli stoici "teneroni": solo il 15% degli intervistati ha dichiarato di amare la posizione a "cucchiaio", ossia quella di abbracciare il partner alle spalle (più gli uomini e solo il 6% delle donne). Tra gli irriducibili, il 17% dei teneroni dorme uno di fronte all'altro con il 9% che intreccia le gambe, mentre solo l'1% degli uomini dorme con la propria donna appoggiata al proprio petto.

Come se già questi dati non fossero abbastanza sconfortanti, la notizia più triste è che, prima di dormire, più del 90% delle coppie  non si dice nemmeno "Ti amo". 

È  vero l'amore ha tante sfaccettature, ma se vengono a mancare le basi, le accortezze o meglio, piccole manifestazioni di sentimento che dovrebbero nascere spontanee, che rapporto è? Non è meglio farsi riscaldare il letto da uno scaldasonno?

In Romania il cimitero "allegro"

Colori stravaganti e lapidi umoristiche. In Romania i defunti riposano tra i colori.

Passeggiando tra le lapidi, si viene sopraffatti dalle centinaia di disegni e dipinti che riprendono scene di vita in chiave reale o ironica così  come le poesie divertenti che ricordano l'operato eseguito in vita.
In effetti, sembra più un museo, mentre è in realtà il Cimitrul Vesel, "il cimitero allegro" che si trova  nel paese di Sapanta, nel distretto di Maramuris, nella Romania Settentrionale. Lì è diventato proprio un'attrattiva, grazie alla sua originalità, esaltata da colori accesi delle tombe e da un generale senso di gaiezza. È  un luogo non comune, bizzarro forse, ma aiuta a rileggere eventi tragici, come può essere la dipartita di un caro, in modo alternativo, lieve, per rendere meno difficile il distacco.

Molto dipende dalla mentalità dei rumeni. Per essi la morte è un momento da celebrare in modo solenne e ricordare a lungo. Una tradizione che si perde nella notte dei tempi e ha origine nella cultura degli antichi Daci, nell'immortalità  e nel concetto di "gioia" legata all'ultimo respiro. La morte non è vista come la fine di tutto, ma potrebbe essere l'inizio di qualcosa di migliore e più duraturo.

Poi, è stato lo scultore locale Stan Ioan Patrus nel 1934, il primo a pensare ad una "sepoltura" originale, decorando così la sua tomba. Da lì, ha influenzato poi parecchi suoi connazionali. Addirittura le miniature in legno della tomba di Dumitru Holdis, vengono vendute come souvenir.

In effetti la morte è un passaggio e affrontarlo con allegria può aiutare a superarlo meglio.

lunedì 26 novembre 2018

Enzo Muscia:da operaio licenziato a nuovo titolare della stessa azienda

Due anni fa ha rilevato l'azienda che lo licenziò, ha assunto 35 ex colleghi. Ora apre un centro d'assistenza Samsung che stava per essere dismesso. Ispira una fiction con Beppe Fiorello e ha pubblicato anche un libro autobiografico:"Tutto per tutto".

Enzo Muscia non sta vivendo una vita, ma da quando nel 2016 perse il lavoro, di vite se ne è reinventate parecchie. Il suo è un esempio lampante di resilienza e vittoria. Il primo punto di svolta per lui è  arrivato due anni fa, quando dopo essere stato licenziato è tornato nella stessa azienda da padrone. L'aveva rilevata. Secondo step, ha riassunto e dato speranza a 35 operai in cassa integrazione, suoi ex colleghi. Dopo sono seguiti un titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica, un libro che racconta la sua vita e una fiction con Beppe Fiorello per la Rai.

Come se non bastasse, Muscia decide di fare il bis. Trasferisce un po' della sua storia di successo da Saronno a Torino. A centotrenta chilometri dall'A-Novo, la sua amata azienda, apre un centro d'assistenza Samsung  che stava per essere dismesso. Anche lì farà valere le sue motivazioni, i valori che lui stesso ammette gli hanno trasmesso i genitori, ossia: il lavoro, l'impegno, la buona squadra, la passione e i rapporti umani.

Lui afferma:"Lo faccio con entusiasmo non solo perché viene riconosciuta la nostra qualità aziendale, la soddisfazione più grande è poter dare una speranza a chi l'aveva persa. A Torino ho incontrato tecnici ed operai che avevano negli occhi le stesse paure e le stesse angosce dei miei ex colleghi. E ripeto a tutti che non c'è momento più bello per un imprenditore che poter dire ad una persona: ok, ti assumo".

A Torino, pare che gli assunti, per il momento, sono cinque, ma ad essi corrispondono altrettante famiglie di più persone a cui di questi tempi, con il lavoro, ha ridato il sorriso.

Vietate le letterine a Babbo Natale: "Violano la privacy dei bimbi"

Il sindaco di una città bavarese, in Germania, pone il divieto alle lettere natalizie dei bimbi in rispetto del Gdpr. Ma per la Ue: "Non è vietato".

Il Grinch di questo Natale è sicuramente il sindaco di Roth, in Germania, che vuole vietare le letterine di Babbo Natale. Secondo il primo cittadino,che mal si allinea alla gioiosa atmosfera di festa, compilare la lista dei regali che si desiderano sotto l'albero violerebbe la privacy dei bambini. 

Tale proposta è stata confermata anche dalla stessa giunta comunale della città di 24mila anime nel cuore della Baviera, così, tristemente, il quotidiano Die Wert riporta che il sindaco ha vietato ai minori di 16 anni di appendere buste con l'elenco dei desideri per il 25 Dicembre sul grande albero che ogni anno viene allestito nella piazza centrale della città.

C'è da dire che "l'insolita proposta" è nata da una soggettivissima ed errata reinterpretazione del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati, e Gdpr. Secondo cui per appendere le letterine servirebbe un'autorizzazione scritta e firmata dai genitori che diano espressamente il proprio nullaosta al trattamento dei dati dei figli. 

Comunque la Commissione Europea smentisce  che il nuovo regolamento sulla privacy, in vigore dallo scorso Maggio, possa applicarsi anche per le letterine di Babbo Natale.

Quindi per l'Europa si può pure cestinare lo scritto del sindaco che recita:"Babbo Natale ha bisogno dei dati delle famiglie per poter consegnare i regali elencati nella lista, una volta ottenuto il permesso dei genitori".

Non sappiamo se è una provocazione o la malsana idea di un uomo che un mattino si è alzato con il piede storto, di certo questa di vietare le letterine dei bimbi è  davvero un'enorme stupidata.

venerdì 23 novembre 2018

Donna massacrata dalla figlia perché le impedisce di postare video sexy su Youtube

 
Segnalata alla Procura la ragazza di 15 anni che ha pestato la madre perché le vietata di postare video osè.

Altro che segnalazione alla Procura, la quindicenne mantovana che domenica sera ha picchiato la propria madre, meritava davvero una punizione esemplare e un percorso rieducativo.
 Il silenzio di una normale e tranquilla, domenica di provincia é stato squarciato dalle urla  di due donne. Una signora ha vietato alla figlia di postare un video un po' spinto che la ritraeve mentre ballava e come risposta è stata picchiata. I vicini allertati dagli schiamazzi hanno chiamato la Polizia. Gli agenti hanno rilevato che la ragazzina ha aggredito violentemente la madre picchiandola alla testa e al viso, è stato necessario far intervenire anche il 118 per medicare la donna e trasportarla in ospedale.

Gesto orribile nato da una causa ancora peggiore. Il litigio è nato perché la ragazza voleva postare su Youtube un video che la riprendeva mentre ballava con "movenze un po' troppo sexy". La mamma, alla vista del filmato, ha proibito categoricamente alla figlia di postarlo, ritenendolo poco adatto e con pose troppo ammiccanti. Ma al divieto della madre, ne è  nato un diverbio che si è in poco tempo trasformato in uno scontro verbale e fisico. La minorenne si è avventata contro il genitore picchiandola, tanto da far arrivare la Polizia in soccorso della madre.
Si è  inoltre scoperto che la giovane non è nuova a manifestazioni violente e per questo motivo è stata segnalata alla Procura presso il Tribunale minorile. 
Mala tempora currunt per questa gioventù.

La Cina accusa Dolce & Gabbana di razzismo


I prodotti della griffe italiana sono spariti dalle piattaforme e-commerce cinesi. Annullata anche la sfilata prevista per mercoledì a Shangai. L'accusa è di sessismo e razzismo.

Forse a Pechino proprio non sono andati giù gli stereotipi sulla Cina proposti in chiave ironica dalla famosa casa di moda italiana. La vendetta è stata celere e spedita. Il boicottaggio è cominciato sui tre colossi del settore cinese Tmall, JD.com e Suning, proseguendo poi con crossborder NetEas e Koala e Ymatou, e compagnie del luxury e-commerce come Secoo  e Vip.com e Yhd.com.

Il grande equivoco è cominciato ad inizio settimana, quando sul profilo Instagram  di Dolce&Gabbana  sono state pubblicate  tre clip  per pubblicizzare l'evento della sfilata a Pechino di mercoledì prossimo.
 Al contrario, gli utenti cinesi non hanno apprezzato. Nei video, infatti, si vede una modella cinese che tenta con difficoltà di mangiare la pizza, spaghetti e un cannolo siciliano con le bacchette. Per i cinesi si tratta di uno stereotipo offensivo, tanto che molte celebrità, la cui presenza era annunciata alla sfilata, hanno ritirato la loro partecipazione.

L'inizio della fine. Al triste misunderstanding sono seguiti una serie di commenti espressi  dai followers su Instagram, a far precipitare la situazione sono poi state le risposte di Gabbana, che ha contrapposto emoticon "marroni" e frasi offensive. Alla fine, non è stata sufficiente la retromarcia della casa di moda che ha annunciato un hackeraggio del suo profilo così come quello di Gabbana:"Siamo desolati, abbiamo rispetto per la Cina e il popolo cinese".

Una prima soluzione è stata annullare la sfilata, ma la griffe  italiana continua a proseguire nella bufera. A volte per stupire è meglio affidarsi alla semplicità degli eventi e far parlare la qualità dei prodotti.

giovedì 22 novembre 2018

"Avete la nostra anima". L'isola di Pasqua chiede indietro il suo monolite

Lettera aperta al British Museum di restituire il monolite. La costruzioni in pietra dalle forme di volti umani sono venerati come sacri dalla tribù dell'isola perché conterrebbero le anime degli antenati.

"Rapa Nui" lancia il suo grido d'aiuto. Nelle vesti del governatore, l'Isola di Pasqua, famosa per i suoi monoliti dalle forme di volti umani ha formalmente richiesto al British Museum di Londra di restituire all'Isola uno dei monoliti.

Il governatore, Tarita Alarcan Rapu, ha formalmente incontrato in una visita il direttore del British Museum, al quale ha chiesto: "Mia nonna, che è morta a 90 anni, non ha mai potuto vedere i suoi antenati, la cui anima si trova dentro quel moai. Spero che i miei nipoti avranno la possibilità di vederlo, toccarlo e di imparare da esso. Non è solo una pietra, voi avete in mano la nostra anima".

A quanto pare, il museo inglese ha in mano quel moai chiamato  "Ha Hakanana", proprio quello considerato tra i più sacri e spiritualmente importanti dagli abitanti di Rapa Nui. Il monolite era stato recuperato dalla flotta inglese nel 1868 e donato alla regina Vittoria.

È credenza per gli abitanti di Rapa Nui pensare che le statue conservino al loro interno le anime degli antenati, con cui entrano in contatto grazie ai monumenti in pietra.

I responsabili del museo promettono di valutare la richiesta; sarebbe davvero un bel gesto se facessero tornare il "raccoglitore in pietra di anime" a casa sua, sull'isola di Pasqua.