È il rimo caso in Toscana. La fortunata casa di abbigliamento Piazza Italia è stata commissariata per aver agevolato l'attività di sfruttamento lavorativo.
La procura di Prato ha ottenuto il provvedimento di amministrazione giudiziaria per il marchio dell' abbigliamento Piazza Italia. La società, secondo la procura, ha " consapevolmente agevolato l'attività di sfruttamento lavorativo", esternalizza una arte significativa della produzione dei suoi capi di abbigliamento, per tre anni a partire dal 2022, a due imprese di Prato che si sono succedute nello stesso stabilimento, gestito da imprenditori della Cina indagati per i delitti di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.In questo modo potevano praticare "prezzi anti concorrenziali ed affermarsi sul mercato".
Il provvedimento è stato emesso perché tale sistema produttivo basato sulla massimizzazione del profitto, ha consentiti ampio margini di guadagno, quantificati in circa il 300% rispetto ai costi di produzione. I lavoratori secondo gli inquirenti toscani erano "costretti a subire i classici atteggiamenti di sfruttamento in termini di orario, retribuzione e condizioni di sicurezza e di alloggio degradanti".
Dal canto suo, l'azienda Piazza Italia Spa si difende dicendo:" non tolleriamo lo sfruttamento, massima collaborazione" e si impegna quindi a contrastare qualsiasi forma di sfruttamento del lavoro.

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