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martedì 6 ottobre 2020

Le donne intelligenti hanno più possibilità di rimanere single


 Trovata la causa del perché non riuscite a trovare l'uomo che fa per voi. La colpa è della vostra intelligenza. Uno studio rivela che gli uomini preferiscono una donna non in carriera e intellettualmente poco stimolante.

Sempre più spesso si vedono donne single che non riescono a trovare il partner perfetto ma che, al contrario, ottengono un incredibile successo dal punto di vista professionale.

A provocare un fenomeno simile sarebbero una serie di motivazioni sociologiche. La società occidentale, anche se all'apparenza è più liberale rispetto ad altre culture, continua a rimanere patriarcale, relegando la donna ad un ruolo subalterno.

E i maschi preferiscono le donne meno intelligenti e non in carriera, poiché non si sentono minacciati dalla propria partner. Lo dimostra uno studio pubblicato sul "Personality and Social Psychology Bullettin", secondo il quale le donne più intelligenti sono meno attraenti agli occhi dei maschi.

Questi ultimi vanno infatti alla ricerca di una compagna che sia disposta a sacrificare la carriera e il successo per loro; scelta magari inaccettabile per tante donne che hanno faticato duramente per raggiungere determinati risultati professionali.

Quindi il motivo per cui tante donne sono ancora single è che la loro intelligenza spaventa e fa scappare gli uomini.

lunedì 5 ottobre 2020

La Gulabi Gang, la banda di indiane che punisce gli uomini violenti con le proprie mogli


 In India è attiva una gang al femminile che punisce i mariti, fratelli e i padri  violenti, smascherandoli in pubblico e sferzandoli con il "lattis" . La banda è stata creata nel 2006 da Sampat Devi dell'Utyor Pradesh.

Nel 2006 Sampat Devi ha assistito ad una scena in cui un marito picchiava la moglie in pubblico,  senza pietà, e ha aiutato quest'ultima a vendicarsi insieme ad altre cinque donne.

Così è nata la Gulabi Gang, una banda al femminile che si propone di vendicare le donne vittime di violenza. Realtà, purtroppo, ben radicata in India. 

Gulabi vuol dire "rosa" e si riferisce al colore indossato da queste "guardie" quando assumono il loro ruolo di protettrici.

Il gruppo è nato nel 2006 nell'Uttar Pradesh, una delle zone più povere dell'India ad opera di Sampat Devi Pal, che ne è appunto diventata la leader. 

Ora sono diverse "sorelle" che si scagliano contro mariti violenti, violentatori, d anche poliziotti che abusano della propria posizione. Attualmente il gruppo superato i 20.000 membri e agisce come una potente voce di rivendicazione femminile.

Vittoria e Anna: gemelle, ma nate a otto giorni di distanza


 A Barcellona, nell'Hospital Clinic Seu Maternitat sono nate due gemelline, ma a distanza di 8 giorni l'una dall'altra. Si tratta di un esempio di sanità d'eccellenza.

Mamma Cristina e papà Alessandro (messinesi) hanno saputo di essere in dolce attesa durante il lockdown, in primavera. Una gravidanza che però si è rivelata subito complicata.

Alla 17esima settimana i futuri genitori hanno scoperto con l'esame del Dna fetale che i bebé sono due,  in due diverse sacche amniotiche. Fino ad allora però non c'era nessuna traccia della seconda.

La gestazione è proseguita quindi a Barcellona,  dove i genitori vivono per lavoro da qualche anno,  lui è ingegnere informatico in una multinazionale.

Ma al sesto mese, 22esima settimana, si rompe il sacco amniotico della bimba che poi nascerà per prima, Vittoria. Da allora la madre, sotto le cure dei medici catalani, resta a riposo assoluto per altre sei settimane.

Il 30 Agosto, arriva il momento di far venire alla luce Vittoria; Anna, invece, resta nel grembo fino al 7 Settembre. Le due gemelline sono diverse nell'aspetto, non identiche perché bicoriali.

Entrambe stanno bene e si trovano ancora nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell'ospedale. La clinica scelta dai genitori, Hospital  Clinic Seu Maternitat di Barcellona  è specializzata proprio in casi gemellari complessi, come lo è stato questo parto in differita.

venerdì 2 ottobre 2020

Dimentica lo zaino pieno di marijuana e pasticche sul treno e chiede alla Polizia di ritrovarlo


 Mossa azzardata di un 27enne che sceso dal treno, alla stazione Tiburtina, si è reso conto che aveva dimenticato lo zaino a bordo e si è quindi rivolto alla Polfer per ritrovarlo. Peccato che la Polizia, all'interno, vi abbia trovato droghe.

Un viaggiatore dimentica sul treno il proprio zaino e chiede alla Polizia Ferroviaria di recuperarglielo. Una scena che accade quotidianamente negli scali ferroviari romani, se non fosse che questa volta il 27 enne chiuso e si è rivolto alla Polfer, trasportava nello zainetto, dimenticato dopo esser sceso alla stazione Tiburtina, un'ingente quantità di sostanze stupefacenti, tra cui mezzo chilo di marijuana e un centinaio di pasticche di Rivotril.

Il giovane è stato denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti. 

Carlo Mazzone è uno dei dieci migliori docenti al mondo


 Il professore di informatica Carlo Mazzone, di Ceppaloni (Benevento), è tra i dieci migliori docenti al mondo. Il 3 Dicembre proverà ad aggiudicarsi il Global Teacher Prize 2020: in palio c'è anche un milione di dollari che il vincitore potrà utilizzare per realizzare progetti per i propri studenti.

Tra i dieci migliori docenti al mondo c'è il campano Carlo Mazzone, 55 anni di Ceppaloni, in provincia di Benevento.  Il prof. insegna nell'Istituto Tecnico Industriale "G. B. Bosco Lucarelli" di Benevento e sfiderà altri nove suoi colleghi provenienti da tutto il pianeta per aggiudicarsi il Global Teacher Prize 2020, che vincerà non solo la gloria ma anche un milione di dollari cash da utilizzare in progetti per la scuola.

Il progetto, giunto alla 6° edizione, ha visto ai nastri di partenza ben 12 mila insegnanti di 140 diversi Paesi da ogni angolo del globo. Il nome del vincitore sarà svelato con una cerimonia via internet il 3 Dicembre via streaming  dal Museo di Storia Naturale di Londra.


giovedì 1 ottobre 2020

Desert control: la startup norvegese che coltiva angurie nel deserto


 Con un mix di acqua e argilla una startup norvegese si propone di produrre prodotti agricoli nel deserto con una riduzione dell'uso di acqua del 50%.

La Desert Control è una startup norvegese che sogna di trasformare il deserto in un grande orto. E ci sta riuscendo. A Marzo un team di esperti è andato a Dubai per piantare i primi semi di angurie e zucchine in un'area molto arida.

Dopo cinque mesi la sabbia ha lasciato spazio alle foglie rigogliose di frutta e verdura. Il tutto è reso possibile dalla tecnologia liquid nanoclay, la nanoargilla liquida, sviluppata dalla Desert Control.

È un particolare composto di acqua e argilla che penetra nel terreno e contribuisce a renderlo più fertile. Si mescolano le due sostanze, creando un mix che va  spruzzato sul suolo e avvolge perfettamente ogni granello di sabbia e gli permette di trattenere acqua e sostanze nutritive. 

Poiché, da un lato le proprietà fertilizzanti dell'argilla arricchiscono il terreno altrimenti molto povero di nutrienti, dall'altro la sua consistenza liquida permette di utilizzare l'innovativo mix con qualsiasi metodo d'irrigazione. 

In effetti, con questo metodo si riduce il consumo di acqua di oltre il 50% e non è un risultato da poco, in un paese come gli Emirati dove viene importato oltre il 90% del cibo.

"Non mi pento di niente". Risponde così l'assesore che ha gettato in strada le coperte dei senzatetto


 Angela Carengia, l'assessore alle Politiche Sociali di Como, ha fatto molto discutere per un suo gesto. Ha gettato via di dosso le coperte a dei senzatetto.

Ci vuole molto coraggio ed un cuore di ghiaccio per fare gesti simili e non tornare sui propri passi. Questo è quello che ha dimostrato Angela Carengia, assessore alle Politiche Sociali di Como, che una sera si è recata sotto i portici di San Francesco, e lì ha "denudato" di coperte, di quel poco di riparo dal freddo che avevano tutti i senzatetto che usualmente ivi dormono. 

Un gesto che sconvolge e fa discutere. Ma lei, non mostra nessun cedimento o pentimento, alle critiche anzi, con una certa sfacciataggine, ridponde: " Non mi pento di niente".

Intanto, ha tolto delle coperte della Caritas e non del Comune, a dei poveri sfortunati che già dormono all'aperto; magari invece di andare a fare angherie a quei poveretti sotto i portici avrebbe potuto impiegare le sue energie per trovare loro una sistemazione più dignitosa.