A Miss Italia sfilerà una modella che ha perso una gamba a causa di un incidente. Per la prima volta una disabilità al concorso.
"Mi arrampico, vado sott'acqua, faccio canoa e windsurf: questa è la mia normalità. Amo la vita. La disabilità non mi ferma". Così parla Chiara Bondi, 18 anni il 1° Settembre che tra le sue tante attività, mai avrebbe pensato di poter sfilare a Miss Italia, sopra i suoi tacchi alti.
Invece, lei un concentrato di positività e vitalità, è una delle finaliste del concorso. A destare curiosità è il fatto che la giovane ha una protesi alla gamba sinistra a causa dell'amputazione in seguito ad un incidente stradale di cui è stata vittima il 6 Luglio 2013 mentre era in motorino.
Un episodio bruttissimo che avrebbe minato chiunque, invece, Chiara ha reagito, è una studentessa iscritta al Liceo Classico e quando può lavora anche come barista stagionale a Tarquinia, la sua città. Poi ha trovato anche la forza di partecipare a Miss Italia. Ha scritto a Patrizia Mirigliani che commenta: "In lei ho visto un simbolo importante di speranza e rinascita". Così la patron può promuovere al Concorso "una bellezza senza confini" e che ha una disabilità è in questo caso, sinonimo di una femminilità ferita e riscattata.
Miss Italia offre a Chiara la possibilità di trasmettere il suo coraggio, presentandolo ad un pubblico molto ampio e mostrando tramite un'esperienza personale, come si possa vivere la disabilità in maniera normale, impegnandosi nello sport, in una storia d'amore o in un concorso di bellezza.
La stessa ragazza asserisce di voler partecipare al Concorso non per vincere, ma per dare un messaggio ai giovani affinché sappiano difendere la propria vita, dandole ogni volta una nuova opportunità.
La vita a volte ci mette davanti a degli episodi tristissimi, ma la forza e il coraggio di farla trionfare o far trionfare noi stessi, deve essere più grande del torto subito.
Notizie curiose, psicologia, cultura, arte ed attualità,articoli interessanti e mai pesanti.
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martedì 31 luglio 2018
L'estate più online di sempre
Questa del 2018 è l'estate delle vacanze più connesse di sempre. Dalle prenotazioni alle recensioni sui ristoranti, agli alloggi fino alla scelta delle mete, sono oltre 19 milioni le persone che le organizzano, fotografano, postano sul web.
Un'indagine Coldiretti/Ixè svela che l'estate 2018 è quella delle vacanze connesse. Tutto passa per il web. Dalle prenotazioni, alla scelta della meta, dalla recensione dei locali fino agli alloggi, tutto si svolge online. Addirittura, la ricerca parla si oltre 19 milioni di persone che hanno preferito la rete e i suoi servizi, questo comporta un profondo cambiamento nelle abitudini degli italiani, che ora sono quindi, più predisposti a cambiare mete e programmi.
La Coldiretti sottolinea che per gli oltre 38,5 italiani in vacanza, la vera protagonista è la rete, usata per poter condividere e nella scelta delle destinazioni, degli alloggi, dei ristoranti e per le serate di svago con il boom dei siti specializzati. Internet è entrato nelle abitudini vacanziere degli italiani che per il 32% hanno prenotato da soli sui siti web delle strutture recettive, mentre il 17% si è affidato a siti specializzati lasciandosi guidare anche dai giudizi degli altri ospiti. Tra i tradizionalisti il 16% contatta telefonicamente le strutture, il 23% preferisce non prenotare e appena il 12% si rivolge a tour operator o agenzie.
Quello delle "vacanze connesse" è un indice di come sia cambiato il comportamento degli italiani che ora è più mirato alla ricerca della qualità e del risparmio.
Infatti, è stato stimato che oltre 1/3 del budget delle vacanze viene destinato alla tavola (delle vacanze), per consumare post in ristoranti, pizzerie, trattorie, agriturismi, cibo da strada e specialità enogastronomiche. Un valore che supera abbondantemente quello per l'alloggio, d'altronde il saper mangiare, o meglio il mangiare cose buone è la vera particolarità delle vacanze nostrane. Aumentano, Coldiretti aggiunge anche che in correlazione, souvenir alimentari ai quali più di quattro italiani su 18 (42%) non rinunciano al rientro dalla vacanza.
Le vacanze connesse aprono un nuovo spaccato della società italiana e mostrano un pubblico vacanziero connesso sì, ma anche per fini utili, quello della ricerca ossessiva per la qualità anche se a prezzi abbordabili.
Un'indagine Coldiretti/Ixè svela che l'estate 2018 è quella delle vacanze connesse. Tutto passa per il web. Dalle prenotazioni, alla scelta della meta, dalla recensione dei locali fino agli alloggi, tutto si svolge online. Addirittura, la ricerca parla si oltre 19 milioni di persone che hanno preferito la rete e i suoi servizi, questo comporta un profondo cambiamento nelle abitudini degli italiani, che ora sono quindi, più predisposti a cambiare mete e programmi.
La Coldiretti sottolinea che per gli oltre 38,5 italiani in vacanza, la vera protagonista è la rete, usata per poter condividere e nella scelta delle destinazioni, degli alloggi, dei ristoranti e per le serate di svago con il boom dei siti specializzati. Internet è entrato nelle abitudini vacanziere degli italiani che per il 32% hanno prenotato da soli sui siti web delle strutture recettive, mentre il 17% si è affidato a siti specializzati lasciandosi guidare anche dai giudizi degli altri ospiti. Tra i tradizionalisti il 16% contatta telefonicamente le strutture, il 23% preferisce non prenotare e appena il 12% si rivolge a tour operator o agenzie.
Quello delle "vacanze connesse" è un indice di come sia cambiato il comportamento degli italiani che ora è più mirato alla ricerca della qualità e del risparmio.
Infatti, è stato stimato che oltre 1/3 del budget delle vacanze viene destinato alla tavola (delle vacanze), per consumare post in ristoranti, pizzerie, trattorie, agriturismi, cibo da strada e specialità enogastronomiche. Un valore che supera abbondantemente quello per l'alloggio, d'altronde il saper mangiare, o meglio il mangiare cose buone è la vera particolarità delle vacanze nostrane. Aumentano, Coldiretti aggiunge anche che in correlazione, souvenir alimentari ai quali più di quattro italiani su 18 (42%) non rinunciano al rientro dalla vacanza.
Le vacanze connesse aprono un nuovo spaccato della società italiana e mostrano un pubblico vacanziero connesso sì, ma anche per fini utili, quello della ricerca ossessiva per la qualità anche se a prezzi abbordabili.
lunedì 30 luglio 2018
Comune a guida leghista si mobilita per non far rimpatriare un immigrato
In provincia di Mantova, un paesino a guida leghista blocca il rimpatrio di un loro "concittadino" immigrato grazie alla raccolta firme.
A Castelbelforte, un paesino del mantovano, l'intera comunità si è mobilitata per non far rimpatriare un senegalese che dal 2013 è parte attiva ed amata della cittadella. L'uomo sarebbe dovuto rientrare nel suo Paese d'origine il 31 Luglio, perché privo del permesso di soggiorno. Un bel gesto e prova d'affetto per gli altri concittadini italiani, se si considera che il paese è guidato da un'amministrazione leghista.
L'avvocato, che sta seguendo la vicenda, Nunzia Zeida Vitale, dichiara: "Le 500 firme finora raccolte dai concittadini e presentate al Prefetto di Mantova hanno avuto l'effetto sperato. Depositeremo ufficialmente in Questura la domanda per il rilascio del permesso di soggiorno e Marcel potrà rimanere in Italia almeno per un altro anno e mezzo mentre l'iter andrà avanti. Nel frattempo, dopo 60 giorni dal ricevimento della domanda da parte della Questura, lui potrà essere regolarmente assunto e ha già molte offerte di lavoro da parte di persone di Castelbelforte che lo conoscono bene e non vedono l'ora di dargli una possibilità. Siamo tutti molto soddisfatti".
E come non affezionarsi a Fassar Marcel Nodiaye, il senegalese in questione, che tanto si sta adoperando per la comunità. Lui non solo è una presenza fissa in parrocchia, ma collabora con la Caritas e altre associazioni di volontariato, nelle sagre di paese e in tutti i momenti più importanti della vita della comunità.
Per lui era già stata programmata anche una festa per il 29 Luglio, per salutarlo prima della partenza, invece è stata rimandata e sarà l'occasione per dargli l'ottima notizia. È particolarmente felice della notizia e anche il primo cittadino di Castelbelforte, Massimiliano Gozzani che lo considera un proprio fratello.
L'integrazione, quella vera è possibile e d'esempio e può portare un po' di colore non solo in un paesino del mantovano, ma ridipingere di tante sfumature positive tutto il clima sociale italiano.
A Castelbelforte, un paesino del mantovano, l'intera comunità si è mobilitata per non far rimpatriare un senegalese che dal 2013 è parte attiva ed amata della cittadella. L'uomo sarebbe dovuto rientrare nel suo Paese d'origine il 31 Luglio, perché privo del permesso di soggiorno. Un bel gesto e prova d'affetto per gli altri concittadini italiani, se si considera che il paese è guidato da un'amministrazione leghista.
L'avvocato, che sta seguendo la vicenda, Nunzia Zeida Vitale, dichiara: "Le 500 firme finora raccolte dai concittadini e presentate al Prefetto di Mantova hanno avuto l'effetto sperato. Depositeremo ufficialmente in Questura la domanda per il rilascio del permesso di soggiorno e Marcel potrà rimanere in Italia almeno per un altro anno e mezzo mentre l'iter andrà avanti. Nel frattempo, dopo 60 giorni dal ricevimento della domanda da parte della Questura, lui potrà essere regolarmente assunto e ha già molte offerte di lavoro da parte di persone di Castelbelforte che lo conoscono bene e non vedono l'ora di dargli una possibilità. Siamo tutti molto soddisfatti".
E come non affezionarsi a Fassar Marcel Nodiaye, il senegalese in questione, che tanto si sta adoperando per la comunità. Lui non solo è una presenza fissa in parrocchia, ma collabora con la Caritas e altre associazioni di volontariato, nelle sagre di paese e in tutti i momenti più importanti della vita della comunità.
Per lui era già stata programmata anche una festa per il 29 Luglio, per salutarlo prima della partenza, invece è stata rimandata e sarà l'occasione per dargli l'ottima notizia. È particolarmente felice della notizia e anche il primo cittadino di Castelbelforte, Massimiliano Gozzani che lo considera un proprio fratello.
L'integrazione, quella vera è possibile e d'esempio e può portare un po' di colore non solo in un paesino del mantovano, ma ridipingere di tante sfumature positive tutto il clima sociale italiano.
Sorprende moglie con il prete, finisce a botte
Risolto alla "vecchia maniera" la "contesa amorosa" di due uomini. Nessuna denuncia, ma il curato è stato allontanato.
Ex marito, in quanto separato, scopre la storia d'amore fra sua moglie e madre dei suoi due figli ed il sacerdote quarantenne coetaneo di lei.
L'uomo ancora geloso aveva seguito la consorte fino a dentro il parcheggio di un centro commerciale alla periferia di Cremona. Quindi, ha avuto il coraggio di affrontarla mentre era in macchina a scambiarsi effusioni con il prelato. A quel punto, è scoccato il duello tra i due contendenti. È scoppiata una rissa, se le sono date di "santa ragione".
Alla fine, sono intervenuti i Carabinieri ed è scattato l'allontanamento del prete dalla sua parrocchia nel Piacentino. Anche per l'ex marito della donna è stato emesso un provvedimento disciplinare previsto dalla legge 36 del 2009 a tutela delle potenziali vittime che segnalano episodi di persecuzione che delineano il reato di stalking.
Infatti, da tempo l'uomo tormentava l'ex moglie. La seguiva e la tempestava di telefonate. A suo avviso per capire se aveva intrecciato una nuova relazione con qualcuno.
Per questo, la donna aveva anche segnalato il comportamento dell'uomo alle Forze dell'Ordine. Non aveva sporto denuncia, ma la sua segnalazione aveva fatto scattare un ammonimento affinché smettesse.
È una vicenda assurda, un uomo che in preda alla gelosia si sente tradito da una persona, che di fatto, non le appartiene più, ed il prete sorpreso in teneri atteggiamenti con una donna, che cerca di difendere la sua "amata" a suon di botte. Infatti è stato il religioso a sferrare il primo pugno e l'ex marito, ferito, ha chiamato il 112.
Insomma, per entrambi gli uomini sono stati presi "provvedimenti disciplinari", resta la brutta figura che hanno fatto entrambi, ed il pessimo esempio di come, uno per un motivo e uno per l'altro, hanno dato.
Ex marito, in quanto separato, scopre la storia d'amore fra sua moglie e madre dei suoi due figli ed il sacerdote quarantenne coetaneo di lei.
L'uomo ancora geloso aveva seguito la consorte fino a dentro il parcheggio di un centro commerciale alla periferia di Cremona. Quindi, ha avuto il coraggio di affrontarla mentre era in macchina a scambiarsi effusioni con il prelato. A quel punto, è scoccato il duello tra i due contendenti. È scoppiata una rissa, se le sono date di "santa ragione".
Alla fine, sono intervenuti i Carabinieri ed è scattato l'allontanamento del prete dalla sua parrocchia nel Piacentino. Anche per l'ex marito della donna è stato emesso un provvedimento disciplinare previsto dalla legge 36 del 2009 a tutela delle potenziali vittime che segnalano episodi di persecuzione che delineano il reato di stalking.
Infatti, da tempo l'uomo tormentava l'ex moglie. La seguiva e la tempestava di telefonate. A suo avviso per capire se aveva intrecciato una nuova relazione con qualcuno.
Per questo, la donna aveva anche segnalato il comportamento dell'uomo alle Forze dell'Ordine. Non aveva sporto denuncia, ma la sua segnalazione aveva fatto scattare un ammonimento affinché smettesse.
È una vicenda assurda, un uomo che in preda alla gelosia si sente tradito da una persona, che di fatto, non le appartiene più, ed il prete sorpreso in teneri atteggiamenti con una donna, che cerca di difendere la sua "amata" a suon di botte. Infatti è stato il religioso a sferrare il primo pugno e l'ex marito, ferito, ha chiamato il 112.
Insomma, per entrambi gli uomini sono stati presi "provvedimenti disciplinari", resta la brutta figura che hanno fatto entrambi, ed il pessimo esempio di come, uno per un motivo e uno per l'altro, hanno dato.
mercoledì 25 luglio 2018
La pistola realizzabile con una stampante 3D disponibile su internet
È già online il progetto per una pistola realizzabile con una stampante 3D. Negli Stati Uniti è accordo tra gli attivisti per il diritto ad armarsi e il governo.
Con un velo di amarezza ammetto che non mi stupisce il fatto che un progetto simile abbia trovato subito consenso negli Stati Uniti. Dal 1° Agosto sarà disponibile online il progetto per la realizzazione di una pistola, con il semplice uso di una comunissima stampante 3D.
La notizia è stata lanciata in anteprima dalla Cnn, lo rivela inoltre un accordo fra gli attivisti per il diritto ad armarsi e il governo in carica. Si chiude così una lunga disputa cominciata anni addietro quando Caty Wilson pubblicò, nel 2013, i piani per "The Liberator": vera pistola realizzata con stampante 3D.
L'arma che ne uscirà fuori, sarà a colpo singolo, realizzata quasi completamente in plastica Abs (lo stesso materiale dei mattoncini Lego). Le parti metalliche presenti saranno il percussore e un pezzo di metallo incluso per conformarsi alla legge sulle armi da fuoco, poiché se non ci fosse, la pistola sarebbe invisibile per i sistemi di sicurezza basati sui metal detector.
All'inizio, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva imposto a Wilson e al suo gruppo no profit Defence Distributed di chiudere i piani sostenendo che potevano violare i regolamenti internazionali sul traffico di armi (Itar), che regolano l'esportazione di materiali, servizi e dati tecnici di difesa.
Ora il progetto è stato approvato, è online e facilmente scaricabile da tutti. Per una volta, con Liberator, negli States sono riusciti a scontentare tutti; in primis le aziende produttrici di armi, poi tutti quelli che sono contrari alla facilità con cui lì si possono comprare, e tutto questo, a distanza, grazie ad un click.
Con un velo di amarezza ammetto che non mi stupisce il fatto che un progetto simile abbia trovato subito consenso negli Stati Uniti. Dal 1° Agosto sarà disponibile online il progetto per la realizzazione di una pistola, con il semplice uso di una comunissima stampante 3D.
La notizia è stata lanciata in anteprima dalla Cnn, lo rivela inoltre un accordo fra gli attivisti per il diritto ad armarsi e il governo in carica. Si chiude così una lunga disputa cominciata anni addietro quando Caty Wilson pubblicò, nel 2013, i piani per "The Liberator": vera pistola realizzata con stampante 3D.
L'arma che ne uscirà fuori, sarà a colpo singolo, realizzata quasi completamente in plastica Abs (lo stesso materiale dei mattoncini Lego). Le parti metalliche presenti saranno il percussore e un pezzo di metallo incluso per conformarsi alla legge sulle armi da fuoco, poiché se non ci fosse, la pistola sarebbe invisibile per i sistemi di sicurezza basati sui metal detector.
All'inizio, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva imposto a Wilson e al suo gruppo no profit Defence Distributed di chiudere i piani sostenendo che potevano violare i regolamenti internazionali sul traffico di armi (Itar), che regolano l'esportazione di materiali, servizi e dati tecnici di difesa.
Ora il progetto è stato approvato, è online e facilmente scaricabile da tutti. Per una volta, con Liberator, negli States sono riusciti a scontentare tutti; in primis le aziende produttrici di armi, poi tutti quelli che sono contrari alla facilità con cui lì si possono comprare, e tutto questo, a distanza, grazie ad un click.
Peppo: il gatto che ha viaggiato dalla Toscana a Venezia nel paraurti di un'auto
Il gatto Peppo ha viaggiato nascosto a bordo di una Lancia noleggiata da due francesi. Decisivo è stato l'intervento di una addetta dell'Europacar e un post del rifugio Mamma Rosa.
Si vede che "Peppo", il micio che per anni non usciva dalle mura domestiche, ha deciso di farsi un giro con il suo vicino, Rio, che per ironia della sorte porta il nome di una macchina. Il padrone del micio, un simpatico 70enne, racconta: "Sono usciti verso le 15.30, ma mentre Rio è tornato, Peppo no, sparito. Noi abbiamo settant'anni, abbiamo figli e nipoti, ma loro vengono il fine settimana, con Peppo passavamo le giornate, ha deciso lui che eravamo la sua famiglia".
Così mentre a Firenze un'intera famiglia stava nel panico poiché non trovava il proprio amatissimo gatto e lo davano per morto sotto un'auto o smarrito per sempre, a tre ore e mezzo di distanza, all'aeroporto di Tessera, un'addetta dell'Europacar ha sentito dei miagolii insistenti provenire da un'auto appena riconsegnata da un turista francese che l'aveva noleggiata a Firenze e parcheggiata vicino alla casa del micio, dove si trovavano gli appartamenti vacanza.
Si è capito che Peppo aveva fatto una lunga traversata in condizioni disperate, praticamente ha percorso tutta l'autostrada sotto il sole all'interno del paraurti d'auto. Il gatto è stato ritrovato grazie alla responsabile d'ufficio Michela che ha fatto smontare il paraurti della Lancia Ypsilon, permettendo di portare in salvo il temerario micio, che era molto spaventato e con qualche ustione. Katia invece, si è attivata sui social fino a quando il post è stato postato su Facebook e condiviso dalla pagina del Rifugio Mamma Rosa di Mireno di Mira ed ha impegnato la ricerca.
Alla fine, c'è stato il lieto rientro a casa per il micio a cui sarà sicuramente passata la voglia di fare altri giretti.
Si vede che "Peppo", il micio che per anni non usciva dalle mura domestiche, ha deciso di farsi un giro con il suo vicino, Rio, che per ironia della sorte porta il nome di una macchina. Il padrone del micio, un simpatico 70enne, racconta: "Sono usciti verso le 15.30, ma mentre Rio è tornato, Peppo no, sparito. Noi abbiamo settant'anni, abbiamo figli e nipoti, ma loro vengono il fine settimana, con Peppo passavamo le giornate, ha deciso lui che eravamo la sua famiglia".
Così mentre a Firenze un'intera famiglia stava nel panico poiché non trovava il proprio amatissimo gatto e lo davano per morto sotto un'auto o smarrito per sempre, a tre ore e mezzo di distanza, all'aeroporto di Tessera, un'addetta dell'Europacar ha sentito dei miagolii insistenti provenire da un'auto appena riconsegnata da un turista francese che l'aveva noleggiata a Firenze e parcheggiata vicino alla casa del micio, dove si trovavano gli appartamenti vacanza.
Si è capito che Peppo aveva fatto una lunga traversata in condizioni disperate, praticamente ha percorso tutta l'autostrada sotto il sole all'interno del paraurti d'auto. Il gatto è stato ritrovato grazie alla responsabile d'ufficio Michela che ha fatto smontare il paraurti della Lancia Ypsilon, permettendo di portare in salvo il temerario micio, che era molto spaventato e con qualche ustione. Katia invece, si è attivata sui social fino a quando il post è stato postato su Facebook e condiviso dalla pagina del Rifugio Mamma Rosa di Mireno di Mira ed ha impegnato la ricerca.
Alla fine, c'è stato il lieto rientro a casa per il micio a cui sarà sicuramente passata la voglia di fare altri giretti.
martedì 24 luglio 2018
Svelato il mistero del sarcofago nero
È stato scoperchiato il famoso sarcofago nero d'Alessandria d'Egitto che da 2000 anni custodisce misteri e alimenta leggende.
"Non siamo stati colpiti da alcuna maledizione" riporta Mustafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio delle Antichità d'Egitto, ma in realtà aprire il misterioso sarcofago di granito nero, comunque non ha riportato gli effetti sperati.
Quando poco tempo fa, nei pressi di Alessandria d'Egitto fu ritrovato questo sarcofago straordinariamente inviolato e risalente a 2000 anni fa, nacquero una serie di aspettative e misteri intorno a questa sensazionale scoperta. Invece, quando il sarcofago è stato aperto, quello che hanno trovato dentro i ricercatori non è stato per niente un bello spettacolo.
Nella tomba, al posto dei tanto sperati gioielli d'oro e antichi monili, sono state ritrovate invece tre mummie in avanzato stato di decomposizione. Inoltre, per gli esperti non si tratterebbe di una sepoltura reale, ma di tre ufficiali dell'esercito egiziano.
La tomba risale al periodo Tolemaico (ellenistico) ed è una delle pochissime tombe che non sono state depredate dai tombaroli, quindi dal momento del ritrovamento, si era sempre sperato che quel sarcofago appartenesse o ad una famiglia reale tolemaica o romana e che potesse contenere anche qualche ricco cimelio che potesse parlare ancora meglio di quel periodo. Invece, anche il Segretario non nasconde un velo di delusione.
Nessuno di quei tre corpi appartiene a qualche importante esponente nobiliare. Sebbene il ritrovamento rimane comunque importantissimo per gli studiosi, perché le ossa dei tre militari e i relativi resti biologici possono dare una miriade d'informazioni nella vita di un egiziano di 2000 anni fa, e in particolare di quella dei militari. In particolare uno dei tre crani mostra un'evidente ferita da freccia, segno di una morte violenta.
Gli scheletri e il sarcofago in granito verranno trasferiti al Museo Nazionale di Alessandria per essere attentamente studiati e poi mostrati ai visitatori.
Questa scoperta insegna che, non sempre un contenitore, una cornice importante sono al quanto meritevoli del contenuto e poi, ma se gli espertissimi tombaroli l'avevano lasciato intonso, qualcosa avrà voluto dire.
"Non siamo stati colpiti da alcuna maledizione" riporta Mustafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio delle Antichità d'Egitto, ma in realtà aprire il misterioso sarcofago di granito nero, comunque non ha riportato gli effetti sperati.
Quando poco tempo fa, nei pressi di Alessandria d'Egitto fu ritrovato questo sarcofago straordinariamente inviolato e risalente a 2000 anni fa, nacquero una serie di aspettative e misteri intorno a questa sensazionale scoperta. Invece, quando il sarcofago è stato aperto, quello che hanno trovato dentro i ricercatori non è stato per niente un bello spettacolo.
Nella tomba, al posto dei tanto sperati gioielli d'oro e antichi monili, sono state ritrovate invece tre mummie in avanzato stato di decomposizione. Inoltre, per gli esperti non si tratterebbe di una sepoltura reale, ma di tre ufficiali dell'esercito egiziano.
La tomba risale al periodo Tolemaico (ellenistico) ed è una delle pochissime tombe che non sono state depredate dai tombaroli, quindi dal momento del ritrovamento, si era sempre sperato che quel sarcofago appartenesse o ad una famiglia reale tolemaica o romana e che potesse contenere anche qualche ricco cimelio che potesse parlare ancora meglio di quel periodo. Invece, anche il Segretario non nasconde un velo di delusione.
Nessuno di quei tre corpi appartiene a qualche importante esponente nobiliare. Sebbene il ritrovamento rimane comunque importantissimo per gli studiosi, perché le ossa dei tre militari e i relativi resti biologici possono dare una miriade d'informazioni nella vita di un egiziano di 2000 anni fa, e in particolare di quella dei militari. In particolare uno dei tre crani mostra un'evidente ferita da freccia, segno di una morte violenta.
Gli scheletri e il sarcofago in granito verranno trasferiti al Museo Nazionale di Alessandria per essere attentamente studiati e poi mostrati ai visitatori.
Questa scoperta insegna che, non sempre un contenitore, una cornice importante sono al quanto meritevoli del contenuto e poi, ma se gli espertissimi tombaroli l'avevano lasciato intonso, qualcosa avrà voluto dire.
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