Pubblicità

giovedì 5 novembre 2020

Anche le donne afghane avranno il loro nome sui documenti


 Dopo anni di lotta per il riconoscimento della propria identità, finalmente le donne afghane avranno il loro nome scritto sui documenti d'identità.

Nel lontano 1996, quando i talebani conquistarano l'Afganistan limitarono quasi totalmente i diritti umani per le donne, che si ritrovarono a non poter più guidare, frequentare la scuola e persero addirittura il diritto del proprio nome sui documenti.

Mentre nel mondo occidentale, per noi donne sono tutti "diritti" ovvi, scontati e naturali, lì, purtroppo no. Le donne  dovevano contare unicamente su un individuo di sesso maschile non solo per il proprio sostentamento. Individuo che diventata anche padrone della loro identità, infatti, sui documenti al posto del loro nome appariva appariva la scritta "figlia di..", "moglie di..".

Una classificazione davvero avvilente, diretta proprio a privare la donna di qualsiasi diritto d'essere. Poi con la caduta del regime talebano nel 2011 è cominciato un lento processo di riconquista.

Battaglia dopo battaglia, passo dopo passo, le donne si sono riappropriate dei diritti umani a cui hanno diritto. In particolare, dopo tre anni di lotte e movimentazioni collettive unite sotto l'hashtag #whereismyname (Dov'è il mio nome?) guidate dalle attiviste per i diritti delle donne Tahmina Arian e Laleh Osmay finalmente le cose sono cambiate e le donne possono avere il loro nome scritto sui documenti.

mercoledì 4 novembre 2020

"Ordinate da Mcdonald's, Domino's Pizza, KFC, Subway e Pizza Hut..!" Burger King lancia un appello per aiutare l'intero settore del fast food



 Nel Regno Unito è partita una bella campagna "pubblicitaria" lanciata dalla catena Burger King che si schiera a favore di tutto il settore del fast food ed invita i clienti a spendere  anche nelle altre aziende."I ristoranti impiegando migliaia di lavoratori hanno bisogno del vostro aiuto in questo periodo di crisi".

Burger King invita i clienti ad ordinare da Mcdonald's e anche altre famose catene del fast food. L'obiettivo è quello di salvare i posti di tutti i lavoratori del settore del fast food e della ristorazione più in generale.

L'appello cade in concomitanza con il lockdown dovuto alla pandemia da Covid 19. L'appello recita così: "Ordinate da Mcdonald's. Non avremmo mai pensato di chiedervelo. Come non avremmo mai pensato di incoraggiarvi a ordinare da Kfc, Subway, Domino's Pizza, Pizza Hut, Five Guys, Greggs, Taco Bell, Papa John's Leon, o altri ristoranti indipendenti,  troppo numerosi per essere menzionati qui. In breve, da qualunque delle nostre sorelle della catena del food (fast e non fast)".

Questo l'accorato appello del Burger King per affrontare l'imminente lockdown,  che nel Regno Unito scatterà domani 5 Novembre. 

Il settore della ristorazione da migliaia di posti di lavoro a tante persone ed è quello più colpito dai nuovi decreti. Per questo, un appello di solidarietà alla solidarietà non può che non accogliere plauso.

Le persone intelligenti preferiscono stare da sole


 Un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Psychology sulla teoria della felicità, ritiene che le persone con un quoziente intellettivo alto, amano stare da sole.

Secondo i ricercatori Kanawaza e Li, autori dello studio intitolato: "Country roads, take me home...to my friends": How intelligence, populations density, and friendship affect  modern happiness" e pubblicato sul British Journal of Psychology, l'evoluzione avrebbe portato alcuni individui ad essere più socievoli degli altri mentre le persone più intelligenti tendono ad essere meno felici quando si trovano a socializzare.

"Più un individuo è intelligente, minore è il livello di soddisfazione della vita in caso di frequenti socializzazioni con amici". Nello studio, i ricercatori hanno analizzato le risposte di 15.000 partecipanti fra i 18 e i 28 anni attraverso un sondaggio nazionale.

Secondo i dati raccolti, in generale, la felicità risulta essere indirettamente proporzionale alla densità di popolazione di un ambiente e direttamente proporzionale al numero di interazioni sociali con amici stretti. Diversamente per le persone intelligenti.

Sembrerebbe infatti che le persone con un quoziente intellettivo alto siano meno felici quando sono costrette a socializzare con i loro amici, poiché secondo la loro teoria della savana, le persone intelligenti per vivere possono contare anche solo su loro stesse, non necessitano di forzate relazioni per essere felici o per ottenere ciò che vogliono nella vita, mentre atavicamente gli uomini per sopravvivere, nella savana per esempio, avevano bisogno di un branco, un gruppo qualunque esso fosse.

martedì 3 novembre 2020

Nel veleno delle api un'arma per combattere il tumore al seno


 Uno studio australiano ha individuato nel veleno delle api una possibile arma contro forme anche aggressive di tumore.

Uno studio australiano condotto dai ricercatori dell'Harry Parkins Institute of Medical Research di Perthe pubblicato su Nature Precision Oncology, ha dimostrato il successo nei topi del veleno delle api contro le forme aggressive di tumore.

La ricerca ha dimostrato che l'utilizzo del veleno delle api ha ucciso il 100% dei tumori al seno  tripli-negativi e delle cellule cancerose nei topi entro 60 minuti dalla sua somministrazione pur avendo effetti minimi sulle cellule normali.

Il merito è della "melittina" sostanza presente nel "veleno" che è in grado di uccidere rapidamente le cellule tumorali aggressive e difficili da trattare.

Inoltre, l'utilizzo della melittina combinata con farmaci di chemioterapia esistenti come per esempio Docetaxel, un farmaco chemioterapico ad azione antimiotica,si è dimostrato estremamente efficace nel ridurre lo sviluppo del cancro nei topi.

Nella ricerca, gli studiosi hanno estratto il veleno delle api e ne hanno riprodotto sinteticamente la melittina e hanno verificato che anche la versione sintetica fornisce la maggioranza dell'efficacia contro la malattia.

Lo studio è solo agli inizi, ma i risultati sembrano davvero incoraggianti.

"Pane, libri e fantasia" a Egro insieme al pane si possono ricevere anche storie e libri da leggere


 La caparbietà di sei amiche ha dato vita ad uno spazio di condivisione di cibo e cultura.

Egro è una piccola frazione di Cesara, in Piemonte. Come tanti borghi si sta svuotando.  Così per cercare di rianimare il paesello, sei amiche si sono inventate l'iniziativa culturale che unisce il cibo e la lettura.

Anna, Barbara, Marina, Ornella, Patrizia e Valeria hanno creato una piccola biblioteca nei locali comunali adibiti ora a spazio in cui il fornaio del comune di Cesara ogni mattina lascia il pane per gli abitanti di Egro.

L'iniziativa della biblioteca insieme al "fornaio" è partita nella prima metà di Settembre e da a tutti gli abitanti la possibilità di ritirare gratuitamente libri da leggere mentre si va a comprare il pane.

I libri si possono prendere gratuitamente,  riportare e scambiare con altri volumi quando si termina di leggerli. L'ex spazio comunale che un tempo ospitava le scuole elementari,  è diventato uno spazio di condivisione in cui i bambini possono giocare.

Ad Egro, oltre il pane si spaccia anche cibo per la mente.

lunedì 2 novembre 2020

Dia de Los Muertos. In Messico con la Festa dei Morti si festeggia la vita


 In Messico, in questi giorni, si festeggia il celebre Dia de Los Muertos, la Commemorazione dei Defunti che però celebra la vita.

I festeggiamenti durano più o meno dal 28 Ottobre al 2 Novembre e sono ravvivati da teschi zuccherati dai colori sgargianti, fiori chiamati chempasuchil, pagnotte decorate a tema, altari ricchi di elementi simbolici, sfilate di scheletri divertenti.

In Messico, la Commemorazione dei Defunti è vista come una desta dai colori vivaci e variopinti,  poiché la morte viene vista come qualcosa di inevitabile e i defunti anziché far paura mettono allegria.

Sebbene la Commemorazione  dei Defunti cristiana cade il 2 Novembre ed è accettata da tutto il mondo cattolico, il Dia de Los Muertos messicano ha origini più lontane, risale all'influenza dei popoli Maya ed Aztechi, che adoravano la vita dei loro antenati ritenendo che l'ordine cosmico si basasse su un continuo alternarsi di morte e vita. 

Quindi, per ricordare i defunti che solo in questo periodo dell'anno possono raggiungere i parenti vivi, i messicani cospargono le lapidi di decorazioni e fiori, realizzando dei coloratissimi altari, "altar de muertos", che vengono preparati in modo scrupoloso. Immancabili sono le foto dei defunti , senza le quali non possono arrivare fino alla Terra dei vivi.

Poi ci sono, i loro piatti preferiti e il dolce tipico della festa detto "Pan de muertos", cosparso di zucchero e simile alle ossa  di un teschio,  candele, fiori ed infine i "calaveras", teschi zuccherati a volte personalizzati con il proprio nome inciso e regalati come portafortuna, rettangoli di carta ritagliati di vari colori, un bicchierino d'acqua per dissetare i defunti e sale, simbolo di protezione. 

Così il 2 Novembre non è un giorno triste ma il giorno in cui i defunti ritornano sulla Terra.

La giornata del crisantemo. Perché per la Commemorazione dei Defunti si sceglie questo fiore


 In Italia il crisantemo è considerato il fiore dei morti e quindi  stravenduto per la Commemorazione del  2 Novembre.

Il crisantemo è una pianta che appartiene alla famiglia delle Asteraceae o Compositee, originaria dell'Europa, Asia ed Africa. Ne esistono circa 200 specie che variano per fioritura e ciclo vitale.

In Italia è visto come il "fiore dei morti", mentre in tutti gli altri Paesi del mondo, è conosciuto come la "margherita dai 16 petali" e viene regalato in occasione di gioia e convivialità.

Il buon senso non da una spiegazione precisa del perché sia diventato il fiore dei morti anzi, la spiegazione è nella sua stagionalità,  ossia il crisantemo fiorisce a Novembre, proprio in concomitanza con le celebrazioni della festa del Giorno dei Morti.

Correlazione che tra l'altro, non esiste nelle altre culture dove addirittura, come in Corea e Cina è visto come il fiore dei festeggiamenti. Solo in Italia, il "fiore dell'oro" è associato ad eventi tristi.

 Una spiegazione più romantica arriva da una antica leggenda, secondo cui, in un piccolo villaggio viveva una bambina che vegliava in lacrime la mamma moribonda. Uno spirito impietosito, vedendo la bambina tanto disperata le comparve vicino e le porse una margherita, dicendole di darla alla Morte perché gli spiriti avevano concesso a lei e a sua madre di continuare a restare insieme per tanti giorni quanti erano i petali del fiore.

Quando lo spirito scomparve, la bambina con molta cura e delicatezza, iniziò a ridurre i petali in striscioline sottilissime senza farli staccare e quando giunse la morte, che era già stata avvertita dallo spirito della concessione fatta alla fanciulla, vide il fiore dall'infinito numero di petali.

Decise di non portar via la donna e che anzi anche  lei le avrebbe fatto un dono: concedere a lei e alla  sua mamma di passare tanti anni quanti erano i petali del fiore e detto ciò se ne andò. 

Per questo, d'allora, il crisantemo viene usato come il fiore da portare ai defunti.