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giovedì 12 luglio 2018

Il caldo eccessivo lede alle facoltà cognitive e alla fertilità

Lo rivelano due ricerche distinte condotte dall'Università di Harvard e quella della California.

Con il caldo sarebbe meglio fermare ogni attività. Chiudere tutto e riposarsi. Naturalmente i ritmi frenetici che la vita moderna impone, lo vieta. Però è stato appurato che il caldo riduce le capacità cognitive degli studenti e la fertilità. 

Lo sostiene una ricerca dell'Università di Harvard pubblicata sulla rivista scientifica "Plose Medicine". Lo studio è stato condotto su 44 studenti ospiti degli alloggi universitari. Metà di loro avevano l'aria condizionata in camera, l'altra metà no. Il test è stato condotto dal 9 al 20 Luglio 2016, durante un'ondata eccezionale di calore. Gli studenti che vivevano in alloggi senza aria condizionata hanno dato risultati peggiori nei test cognitivi dal 4,1% al 13,4%.

L'altro studio relativo all'impatto del caldo sulle persone arriva dai ricercatori dell'Ucla, Università della California. La ricerca dei demografi, pubblicata sulla rivista "Demography" sostiene che il riscaldamento globale fa fare meno bambini. Nove mesi dopo le ondate di calore, i ricercatori hanno riscontrato una diminuzione delle nascite nei territori degli Stati Uniti dove si sono verificate.

Per gli studiosi, il fenomeno è dovuto al fatto che il caldo riduce la fertilità maschile, nonostante non riduca l'attività sessuale.

L'analisi delli studio riporta: "Abbiamo stimato gli effetti degli shock di temperatura sui tassi di nascita negli Stati Uniti fra il 1931 e il 2010. Abbiamo riscontrato che i giorni con una temperatura media o sopra gli 80° Fahrenheit (26,6° Celsius) causano un notevole declino dei tassi di nascita dagli 8 ai 10 mesi successivi.  Presentiamo anche nuove prove che il clima caldo più probabilmente danneggia la fertilità attraverso la salute riproduttiva, mentre non danneggia l'attività sessuale. Prove storiche indicano che l'aria condizionata può essete usata per compensare sostanzialmente i casi sulla fertilità delle alte temperature".

Insomma con il caldo dobbiamo continuare a fare tutto ciò che è nelle nostre abitudini e nei nostri doveri...ma senza aspettarci grandi risultati.

Compra dal rigattiere un violino che vale una fortuna, ma è rubato e lo restituisce

Un operaio fiorentino compra un violino. Scopre che era stato rubato al proprietario mentre era in ospedale e lo restituisce. Lo strumento era stato battuto per 250 mila dollari. Giuseppe: "Chi poteva immaginare valesse tanto..."

Giuseppe giovane operaio 29enne di Empoli aveva tra le mani una fortuna, ma l'ha "rifiutata per onestà". Suo malgrado e completamente ignaro della cosa, aveva ritrovato un prezioso violino del 1970 attribuito a Lorenzo Storioni, considerato uno dei maestri della liuteria cremonese del diciottesimo secolo.

Il violino era stato acquistato l'anno scorso presso una casa d'aste americana da un musicista milanese, al quale era stato rubato tra il 17 e il 18 Dicembre scorsi, mentre era ricoverato all'ospedale Careggi di Firenze.

Dello strumento musicale si erano quindi perse le tracce, finché non è ricomparso su una bancarella di una fiera di Arezzo lo scorso Maggio. È qui che Giuseppe, l'operaio, girovagando tra i rigattieri, l'ha notato e comprato.

Nel giro di una settimana, l'ha fatto valutare da una rinomata liutaia di Firenze
 Qui la scoperta: "Appena ho saputo che poteva essere rubato ho avvertito i Carabinieri. Giro spesso per mercatini e fiere, compro di tutto, è un hobby che ho da sempre. Mi hanno insegnato che ogni cosa ha un valore, ma non avrei mai immaginato che quel violino valesse tanto. Lo strumento battuto all'asta nel 2017 ha toccato i 250 mila dollari prima di scomparire. Di certo più del mio stipendio".

Il giovane ci scherza sopra, ma davvero quello strumento che per un caso puramente fortuito gli era capitato tra le mani, vale tantissimo, molto di più del suo guadagno annuo, considerando che la sua busta paga si aggira tra i 1000 e i 1500 euro mensili.

È stato molto onesto. Nelle scorse settimane, la Procura di Firenze, dopo aver convalidato il sequestro, ha disposto che lo strumento venisse restituito al proprietario.

È incredibile come meravigliosi esempi di atti d'onestà arrivino da persone che magari più di altri avrebbero potuto approfittarne...e invece...

E poi, ma quand'è che anche a me capiti di fare un affarone del genere, comprare un oggettino da un rigattiere e scoprire che poi vale una fortuna?!

mercoledì 11 luglio 2018

Tradimento con l'ex del migliore amico

L'amore e l'amicizia sono i sentimenti più importanti. E quando ad essere tradita è proprio l'amicizia tra due pari, è ancora più difficile perdonare.

Storie di triangoli lui, lei, l'altro, sono vecchie come il mondo. Il tradimento è una scienza inesatta, che può colpire chiunque, anche chi sulla carta sembra possa esserne più immune, ed esiste da sempre. Ma quando avviene tra due amici fa ancora più male. Per esempio, pensiamo ad un ragazzo che si vede con l'ex del suo migliore amico. Si apre un mare di discussioni.

Le statistiche dicono che i tradimenti si consumano principalmente sul luogo di lavoro e poi nell'ambito delle amicizie. In questo caso possono scattare due meccanismi. Il primo è una specie di disimpegno morale nei confronti dell'amico, per cui l'attrazione sessuale diventa più forte dei valori di onestà e rispetto tipici dell'amicizia. Sebbene, ci siano persone che considerano passione e amicizia in maniera disinteressata e il soddisfacimento di uno non è per forza incompatibile con l'altro. L'altro meccanismo, è dovuto alla consapevolezza che l'oggetto del desiderio è sentimentalmente legato (o lo è stato) ad una terza persona vicina e questo rende la cosa più eccitante. Insomma tramite una scappatella uno mette in pratica i sentimenti di competizione/ammirazione che nutre per il suo (povero ed ignaro) amico.

Le statistiche informano che le amicizie tradite soprattutto quelle più consolidate ed indissolubili, a causa di fugaci rapporti sessuali, sono quelle su cui maggiormente si riserba il segreto. Il 90% degli amici disonesti e traditori non confessano la debolezza vissuta né all'amico né al proprio partner se c'è, magari continuano ad andarci pure ancora insieme in vacanza. Questo naturalmente richiede un'attitudine particolare di coraggio e autocontrollo nel continuare a fare il falso amico. Amesso che nel caso di un ragazzo che menta così spudoratamente al suo migliore amico, si possa considerare amicizia.

Anche se tra due persone la storia è finita, e da tempo, è giusto che l'ex e l'attuale miglior amico si frequentino? Non sarebbe più corretto se l'amico informasse il suo attuale miglior amico della cosa? E se il lui in questione che già ha conosciuto la tipa in quanto ragazza del suo amico, e sa bene, che nulla potrebbe essere  che una semplice scappatella,  non fa una "bastardata" ancora peggiore all'amico?

L'amicizia è uno dei due sentimenti più puri, perché è quello che ci riporta all'infanzia, quando oltre al rapporto con i genitori, uno comincia a relazionarsi ed affezionarsi ad altri; disinteressatamente e per uguaglianza di interessi. Non c'erano né calcoli, né secondi fini ma lealtà e sincerità verso l'altro. Quindi se si arriva a tradire questo sentimento...

Martina muore a 19 anni. Le compagne sostengono per lei l'esame di maturità

Ha commosso tutti la triste vicenda di Martina Natale, giovane ragazza affetta da tumore per cui si erano mobilitati scrivendo anche lettere sentintissime, i genitori e vari artisti del mondo dello spettacolo, come Tiziano Ferro. Le sue ex compagne di classe hanno preso per lei il diploma di maturità.

Quella di Martina è una storia dolorosa ma bella, straordinaria come l'amicizia e la solidarietà delle sue compagne di classe.

Martina non c'è più, è morta il 12 Giugno scorso. Per due anni aveva lottato con tenacia e coraggio contro quel male incurabile. Nel frattempo, ha sempre continuato ad andare a scuola, a studiare. Le sue amiche, compagne di classe l'hanno sempre aiutata, fino allo scorso Aprile, quando le sue condizioni non le hanno più permesso di frequentare le lezioni.

Poi, sono arrivati gli scrutini  ed è sopraggiunta anche la morte.  Ma le sue compagne di classe, le allieve della V B del Liceo Manzoni di Latina, non si sono arrese e le hanno fatto un regalo: hanno sostenuto per lei l'esame di maturità, che, in effetti, la ragazza aveva già preparato, presentando una tesina sul teatro, da sempre sua grande passione.

La prova d'esame si è tenuta ieri. Le amiche hanno discusso la tesina alla presenza della dirigente scolastica e della famiglia di Martina.

Il Miur ha acconsentito per la formula del diploma post mortem. Ora anche lei, ha la sua tanto meritata e sudata "maturità". Le è stata consegnata proprio ieri, ai suoi parenti: "A Martina, che ha dimostrato capacità eccezionali, è stata esempio di coraggio e determinazione, per l'affetto che ha lasciato in tutti coloro che l'hanno conosciuta".

Più passa il tempo e più mi rendo conto che la morte cancella la presenza fisica delle persone; ma di alcune davvero ne rimane vivo tutto, l'esempio, i ricordi, le idee, l'affetto. Così anche i sentimenti, soprattutto l'amicizia, che quand'è vera sopravvive a tutto, ed è più forte di tutto, anche della morte.

martedì 10 luglio 2018

Finge rapina perché si sente sola. I poliziotti le offrono la colazione

Un'anziana signora di 92 anni ha chiamato la Polizia di Stato asserendo di essere stata vittima di furto in casa. Arrivate sul posto, le Forze dell'Ordine hanno costatato che non c'era alcun segno di furto, scasso o quant'altro...così la donna ha confessato di aver inventato la rapina perché vive sola e aveva bisogno di compagnia.

Cosa si deve inventare uno al giorno d'oggi per aver un po' di compagnia? Una 92enne napoletana, prigioniera come tanti anziani e non solo della solitudine, ieri ha chiamato la Polizia dichiarando di aver subito una rapina in casa.

Arrivati al domicilio, nel quartiere del centro storico di Napoli, San Carlo all'Arena, si sono resi conto una volta entrati nell'appartamento dell'anziana che però, era tutto in ordine, nulla faceva presagire ad un furto, e non mancava niente, anzi c'era anche del denaro contante sul tavolo della cucina.

Con calma allora, gli agenti hanno tranquillizzato la signora, rassicurandola che nell'appartamento non mancava nulla. A quel punto, la donna ha confessato: ha detto ai poliziotti che li aveva chiamati poiché vivendo da sola aveva bisogno di compagnia. 

Insomma, una storia di solitudine più che di malaffare. Gli agenti, hanno così dapprima accompagnato la signora a fare colazione al bar; poi l'hanno affidata al prete della parrocchia del quartiere per non farla stare sola e garantendole cure ed affetto anche per il futuro.

Sicuramente al Commissariato San Carlo all'Arena della Polizia, grazie alla fantasiosa anziana è arrivata una "richiesta" alquanto insolita, ma niente in confronto alla giornata sicuramente diversa grazie anche  al suo espediente, che la signora ha vissuto.

Dalla Questura fanno sapere: "Il sorriso ed i ringraziamenti che la signora ha donato ai poliziotti che sono intervenuti, sono stati, di sicuro, un incentivo per riprendere il servizio di prevenzione e di repressione dei reati".

Il finale della vicenda è bello, lieto, peccato che rimangal o stato di solitudine e spesso abbandono emotivo in cui, purtroppo, oggi giorno, versano tanti anziani.

Da sposati si sta meglio!

Lo stato civile influenza la salute. Secondo un recente studio gli sposati sono più in salute dei single.

Il matrimonio, o una relazione di coppia stabile, altro che essere la "tomba dell'amore", in realtà è la fortuna della buona salute. 

Lo rivela un recente studio pubblicato sulla rivista Annals of Behavioral Medicine. E' stato appurato che uno stile di vita irregolare come può essere quella di un single, adottato dopo un divorzio o la fine di una relazione, aumenta il rischio di morte prematura.

Lo studio in linea con altri precedenti, evidenzia come una vita di coppia serena sia di aiuto alla salute. In effetti la fine di un matrimonio, può innescare una serie di situazioni psicologiche ed economiche che possono intaccare il benessere globale della persona. Di contro, un'unione felice forte della certezza di poter contare su un compagno in grado di spronare a fare meglio, attento a limitare i vizi e le condotte sbagliate può contribuire a prevenire e superare situazioni potenzialmente patologiche.

Antonio Maturo, docente di Sociologia della Salute presso l'Università di Bologna e la Brown University negli States, spiega: "Molte ricerche mostrano come il matrimonio faccia bene alla salute. Il motivo principale di questa influenza è l'azione stabilizzatrice di un rapporto di lunga durata. Avere una certa regolarità rispetto a sonno e dieta è di per sé una pratica salutare, così come lo è la sessualità regolare. La possibilità di dialogare con costanza con qualcuno, inoltre, è un fattore di protezione contro la depressione ed è noto quanto una persona triste o depressa sia incline a trascurarsi. Le evidenze scientifiche a disposizione mostrano pure che se uno dei partner adotta comportamenti virtuosi, per esempio smette di fumare, l'altro ne risulta facilmente contagiato. La cosa più importante, però, è il supporto pratico che un partner può fornire: sia nelle emergenze sia nella vita quotidiana".

Inoltre, è stato osservato che dopo un divorzio, sia gli uomini che le donne tendono a cadere in uno stato di sedentarietà, poiché non si ha voglia di uscire o relazionarsi con la cerchia di amici e conoscenti che si frequantava in coppia e la chiusura iniziale, può diventare un'abitudine consolidata.

Da sposati, quindi, si sta meglio! Lo studio forse ha solo dimenticato di aggiungere, che non è il matrimonio in sé a fare bene, ma l'amore. È quello che fa davvero bene alla salute, se fosse assente, sempre meglio soli che male accompagnati...il fegato si che ne gioverebbe.

lunedì 9 luglio 2018

Il relitto della Haven e la fatalità dei sub scomparsi

Ormai la chiamano la maledizione della Haven, il relitto della petroliera al largo di Arenzano, ha ieri mietuto un'altra vittima.

È difficile non credere a certe leggende, quando, complessivamente, dal 2015 ad oggi, le persone colte da malore e salvate durante le immersioni sul relitto della petroliera, sono state 7, mentre i morti sono stati 6. Il 5 Aprile 2015 era morto uno svizzero di 35 anni. Il 16 Maggio dello stesso anno a perdere la vita erano stati due olandesi di 46 e 53 anni. Il 16 Ottobre del 2015 fu fatale l'immersione di un tedesco di 60 anni. Il 13 Maggio del 2017 era morta una guida svizzera e il 26 Ottobre dello stesso anno toccò ad un lombardo di 52 anni che stava nuotando per recuperare una pinna prima di immergersi.

Invece, risale a ieri, l'ultimo caso in ordine cronologico del ritrovamento di una sub piemontese di 50 anni, dispersa durante la risalita del sito di immersione dal sito di immersione sul relitto della Haven. Si tratta di Ornella Bellagarda, il cui corpo esanime è stato ritrovato a 80 metri di profondità dal Rov, il robottino subacqueo per le ricerche, sempre in quel di Arenzano, vicino Genova.

Le operazioni di ricerca sono iniziate nel primo pomeriggio, ad opera della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco, e solo grazie al Rov del Corpo dei Vigili del Fuoco di Milano, è stata individuata la salma della sub.

Ora sono in corso accertamenti di polizia giudiziaria sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Genova. È stato aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti e il pm che coordina le indagini della Capitaneria di Porto, ha disposto il sequestro dell'attrezzatura con cui la donna si era calata in acqua.

Toccherà ora alla legge far luce su questa tragica morte. Rimarrà il mistero e l'alone di sciagura che circondano il relitto di questa nave: la Haven (Amoco Milford Haven) che l'11 Aprile 1991 naufrago' nel Golfo di Genova, provocando la morte di 5 membri dell'equipaggio e causando allora, la perdita di migliaia di tonnellate di petrolio, e negli anni ha risucchiato come a proteggere i suoi segreti tutti i sub che hanno cercato di scandagliare i suoi fondali.