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mercoledì 19 maggio 2021

La Treccani toglie "cagna" tra i sinonimi di "donna"


 Fino a ieri, chi cercava "donna" sul dizionario Treccani trovava parole come "vacca", " sgualdrina ", " battona", per un totale di trenta espressioni offensive o volgari. Cento attiviste hanno inviato una lettera aperta chiedendo un cambiamento, ma l'enciclopedia si era sempre difesa dietro al dovere di registrare tutte le espressioni, anche quelle misogeni. 

Quanto in Italia siamo ancora lontani dalla parità di genere ma anche dal semplice e basilare rispetto per le donne lo indica il fatto che su un dizionario della lingua italiana, il Treccani, fino a pochi giorni fa il sostantivo "donna" era accompagnato da sinonimi volgari e offensivi, il più "educato" era "cagna".

Solo da poco, dopo una lunga battaglia condotta da attiviste, scrittrici e personalità politiche, la Treccani ha aggiornato la voce " donna", eliminando tutte le accezioni negative del termine. 

Infatti prima chi cercava "donna" sul famoso dizionario trovava tra i termini dispregiativi o volgari parole come "cagna", ma anche" vacca", "sgualdrina", " battona" ecc.

Invece ora sul libro al lemma come espressioni correlate si trovano:"buona donna, donna da marciapiede o di malaffare o di strada o di vita o di facili costumi"; che rimandano alla voce prostituta,  seguita poi da "donna di casa" d infine, "donna di legge" o "donna di lettere". Come a dire che è cambiata la forma ma non il contenuto. 

Eppure le 100 attiviste che hanno sollevato la discussione con una lettera aperta al dizionario in cui si sottolineava che il linguaggio plasma e definisce la società e quindi il sessismo incluso. No, pensando ad una donna la prima parola che ne segue non è buona donna. 

Non deve essere così! Ma fino a quando, invece, sullo stesso dizionario al lemma "uomo", segue " uomo di chiesa " o "uomo di scienza", siamo davvero lontani dal comprenderlo. 

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