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martedì 18 maggio 2021

Muore in un incidente stradale verranno risarcite sia la moglie che l'amante


 A Torino la "fidanzata della vittima" è riuscita a dimostrare l'esistenza di un legame forte con il marito della donna. Anche con lei l'uomo condivideva un progetto di vita comune, esattamente come con la legittima consorte. 

Prima della morte dell'uomo in un incidente stradale mentre era in viaggio per lavoro nel cuneese nell'autunno del 2020, le due donne non si erano mai incontrate. Una vive città, l'altra fuori; ma per anni hanno avuto un profondo legame affettivo con lo stesso uomo: una ne era la moglie l'altra, l'amante. 

Dopo l'improvviso decesso dell'uomo, l'altra donna si è fatta avanti per reclamare il risarcimento. Perché come spiega l'avvocato della stessa, Gino Arnone, la donna non era un'amante occasionale, bensì una vera e propria "compagna alternativa", con la quale da lungo tempo intratteneva un rapporto senza preoccuparsi di farsi vedere insieme e addirittura convivendo per molti giorni della settimana. 

L'uomo aveva una doppia vita, ma in entrambe metteva il medesimo entusiasmo tanto che, secondo l'avvocato, " Nessuno avrebbe potuto negare la legittimazione ad agire" da parte di lei, che si è qualificata come "fidanzata della vittima".

Di fatto, è stato ricostruito in base alla testimonianza della donna, marito e amante vivevano insieme tre giorni su sette (ovviamente nei restanti quattro, l'uomo si dedicava all'altra famiglia, quella ufficiale). 

L'amante è riuscita a dimostrare che anche lei con quell'uomo aveva " un'aspettativa di vita insieme", con tanto di progetti per il futuro, esattamente come per la consorte legittima, con la medesima intensità di affetto e persino la convivenza. 

Quindi la compagnia assicurativa ha riconosciuto gli stessi diritti della moglie dell'uomo alla donna con cui ha avuto una seconda relazione. Alla fine, risulta che l'unica vera vittima della vicenda è la moglie. Ignara di essere tradita e derubata dei suoi averi. 

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