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mercoledì 31 luglio 2019
Birra, caffè e marijuana sono alcuni dei premi riservati a chi raccoglie plastica e mozziconi
Sono molte le spiagge, in tutto il mondo, dove si sperimentano "trovate originali" per invogliare le persone a ripulire l'ambiente da plastica e filtri di sigarette.
La nuova tendenza, è partita dalla Giamaica, dove in spiaggia, se ripulisci il bagnasciuga dalla plastica riempiendo un secchio, in cambio ti regalano marijuana. Mentre in Spagna, e presto anche in Italia, il regalo offerto è una birra, premio per aver raccolto un bel po' di mozziconi.
Per ora, nello stivale, in alcune spiagge, se consegni spazzatura avrai diritto ad in caffè. Questo perché un po' in tutto il mondo, ci si sta mobilitando per arginare il problema della plastica e dell'altra immondizia che sporca ed inquina sia spiagge che mari. Quindi si stanno sperimentando nuovi incentivi creativi per cercare di porre rimedio alla maleducazione e all'abbandono di alcuni dei rifiuti più pericolosi per l'ambiente.
L'idea è partita da un ragazzo tedesco Marian Erbach (33 anni), che in Giamaica, stanco di vedere le spiagge della zona di Port Antoine ricoperte da rifiuti di plastica, ha deciso di invogliare gli ospiti (e non solo) del vicino ostello German-Hostel, di offrire cannabis in cambio di rifiuti di plastica.
Per ogni secchio di spazzatura consegnato viene offerto un "free spliff", uno spinello gratuito. L'idea per quanto bizzarra, sta facendo proseliti e sono sempre di più i luoghi che adottano incentivi per invogliare le persone a ripulire le spiagge. L'idea di base è buona, magari pure l'idea di variare un po' il premio.
Mamma australopiteco curava molto i suoi figli, li allattava anche per un anno
Una nuova ricerca svela che i piccoli di A. Africanus venivano allattati per cieca 12 mesi e anche dopo, se il cibo scarseggiava. La scoperta, in parte italiana, permette di far luce sull'evoluzione delle cure parentali e delle usanze del nostro lontano parente.
Una ricerca pubblicata su Nature, rivela che le mamme di A. Africanus allattavano i figli per circa un anno, in maniera simile ai parenti del genere Homo. E riprendevano a farlo dopo l'anno se magari il cibo scarseggiava.
Ciò permette di aggiungere un tassello alla comprensione della natura e dell'evoluzione delle cure parentali all'interno del nostro albero genealogico. Lo studio è riuscito a ricostruire il comportamento delle mamme di A. Africanus ed è stato guidato dall'antropologo fisico Stefano Benazzi, dell'Università di Bologna.
Ci sono riusciti analizzando la distribuzione di alcuni elementi chimici nei denti fossili di questa specie. I denti, infatti, sono una risorsa preziosa per leggere nel passato.
In essi, si possono leggere le linee di crescita annuali durante la mineralizzazione e alcuni elementi presenti in traccia nei denti sono molto legati all'alimentazione.
Di fatto è possibile leggere le diverse fasi di sviluppo di un individuo negli strati di dentina e smalto. Ed è con un'analisi di questo tipo, compiuta sui resti di A. Africanus risalenti ad un periodo compreso tra 2,6 e 2,1 milioni di anni fa, che i ricercatori sono riusciti a farsi l'idea di quale fosse l'alimentazione dei loro piccoli.
L'allattamento era la chiave della sopravvivenza. Le mamme allattavano la loro prole ininterrottamente per circa 6-9 mesi dopo che cominciava il periodo di svezzamento con l'integrazione di diversi cibi, via via ad aumentare fino all'anno di età.
E se c'era un periodo di magra, continuavano ad allattarli anche oltre. Un lungo periodo di allattamento incideva anche sulla fecondità e ciò potrebbe essere una delle cause dell'estinzione di questa specie, oltre la dipendenza da un'ambiente variabile o poco florida.
martedì 30 luglio 2019
Tatuaggi come display diagnostici: cambiano colore in base al tipo di malattia
In Germania sono stati brevettati dei particolari tatuaggi "intelligenti" che cambiano colore in risposta al variare della concentrazione di glucosio, albumina e pH. Parametri fondamentali per monitorare alcune malattie croniche, come il diabete.
Non tutti i tatuaggi fanno male! Anzi, un team di ricercatori dell'Università di Monaco, in Germania, hanno appena messo a punto dei disegni indelebili davvero intelligenti. Si tratta di tatuaggi capaci di cambiare colore in risposta alle variazioni nel nostro corpo delle concentrazioni di tre specifici parametri: glucosio, albumina e pH.
Per il momento, i nuovi tatuaggi sono stati testati su alcuni campioni di tessuto dei maiali, ma si auspica di passare ben presto alle sperimentazioni sugli esseri umani, per consentire in futuro a pazienti e medici di monitorare in tempo reale alcune malattie croniche, come diabete, patologie cardiache e renali.
La ricerca è stata guidata dall'ingegnere chimico Ali Yetisen, che ha sviluppato dei sensori colorimetrici intrattabili in grado di misurare le concentrazioni di tre biomarcatori nel liquido interstiziale, ossia la soluzione acquosa che si trova tra le cellule dei tessuti.
"I sensori fungono da display diagnostici in grado di cambiare colorazione in risposta ai cambiamenti delle concentrazioni di pH, glucosio ed albumina". Spiegano i ricercatori.
Come esempio, per il sensore dell'albumina è stato scelto il colore giallo, che diventa verde man mano che le concentrazioni di albumina aumentano.
Finora i tatuaggi servivano ad incidere sulla pelle dei momenti o degli amori particolarmente importanti nella vita di ognuno, oggi, invece, possono raccontare anche le condizioni di salute.
Tunisino viene multato per aver riparato il marciapiede, i vicini si mobilitano per una colletta
A Rovigo, un 45enne viene sanzionato con una multa di 900 euro per aver sistemato il marciapiede davanti la casa.
Succede che Lofti Torkhani, un 45enne rodigino, ma di origini tunisine, stanco di tutte le buche presenti sul marciapiede, in vicolo Adamello, al civico 3, dove abita, decide di risolvere il problema, munendosi di secchiello, cemento e qualche mattonella.
Dopo qualche ora di lavoro la strada è aggiustata, senza alcun costo per il Comune. Eppure a causa di questa solerzia, l'uomo viene multato. La Polizia locale gli contesta la violazione del Codice.
La multa è di 622 euro se non viene saldata entro 60 giorni altrimenti può aumentare fino a 885 euro. Inoltre il volenteroso residente deve ripristinare il luogo com'era.
Una bella cifra per Lofti che è l'unico a lavorare in famiglia, fa l'operaio in una fabbrica di resine da 15 anni.
La storia gira su internet e il post pubblicato su Facebook arriva agli occhi di Stefania Marconi, 54enne, dipendente delle Ferrovie che vive a Verona, che subito si mobilita per aiutare il tunisino.
Dopo avergli mandato un messaggio in privato, lancia la campagna pubblica: "Colletta per pagare la multa a Lofti", con cui cerca fondi per aiutarlo a saldare il "debito economico" con le casse del Comune.
Per ora la campagna procede, si devono racimolare 900 euro e in soccorso dell'uomo è sceso in campo anche il giornalista Alessandro Nilon di Radio24, che ha chiesto al sindaco di Rovigo affinché trovi il modo di cancellare il provvedimento.
lunedì 29 luglio 2019
Il vino rosso è il segreto per affrontare Marte
La bevanda contiene resveratrolo, un antiossidante che protegge i muscoli degli astronauti.
Il vino rosso nasconde il segreto per difendere i muscoli degli astronauti che dovranno affrontare le lunghe missioni su Marte.
Si tratta del resveratrolo, una sostanza nota per le sue proprietà antiossidanti; che ha dimostrato di proteggere massa e forza muscolare in esperimenti esposti ad una gravità debole come quella marziana.
Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Physiology dal gruppo dell'Università americana di Harvard, coordinato da Marie Mortreux.
Un viaggio verso Marte richiede circa 6 mesi, durante i quali i muscoli e le ossa degli astronauti sono così provati che non riescono neanche a stare in piedi e devono essere estratti di peso dalla capsula spaziale.
Quindi per operare in piena sicurezza per le prossime missioni sono state escogitate adeguate strategie di mitigazione. Una delle quali può essere una dieta corretta, contenente dosi di resveratrolo, poiché ha mostrato buoni risultati sui topi, promuovendo la crescita muscolare attraverso un aumento della sensibilità all'insulina, e pensiamo che una piccola dose quotidiana possa essere utile anche per gli astronauti.
"Oltre il possibile": l'associazione di medici che trascorrono le vacanze operando i bimbi
Bell'iniziativa pensata da Marcello Carona, 63 anni, medico palermitano che da 8 anni, passa il Natale in Africa per operare i bimbi bisognosi.
E poi ci sono le belle persone! Quelle che con il loro operato ti fanno ricredere nell'umanità. Come si potrebbe altrimenti definire, il chirurgo palermitano, Marcello Carona (63enne), che da circa 8 anni passa le sue vacanze natalizie in Africa. Ci rimane per tre settimane ad aiutare tanti piccoli pazienti con problemi di salute.
È stato lui, con un altro piccolo gruppetto di medici: il chirurgo plastico Raffaele Vitale, l'otorino Maurizio Di Mazzo, le anestesiste Angela Scandurra, Salina Matronga e Anna Guiddo; ad aver fondato l'organizzazione internazionale "Oltre il possibile", con sede a Palermo per offrire un sostegno medico a chi non ha nulla.
Il dott. Carona spiega così la sua scelta: "Noi siamo là per dare ma riceviamo molto di più. Riconoscenza ed amore". Poi spiega come fa a metter su delle vere e proprie sale operatorie, con le cose portate con sé da Palermo.
"Sistemiamo i lettini all'interno di questi dispensari dove le suore missionarie prestano le prime cure ai bambini che soffrono. Ci occupiamo di malformazioni congenite cranio-facciali e degli esiti di ustioni nei bambini, ma spesso operiamo anche gli adulti. Poi diamo nozioni fondamentali ai volontari che operano in questi contesti: come ci si lava in sala operatoria, quali sono le prime cose da fare per provare a salvare una vita".
E il dott. Carona sa cosa significa salvare una vita, poiché con il suo operato, ed il suo esempio ne sta salvando parecchie.
venerdì 26 luglio 2019
L'amaro che fa bene
Scarola, cicoria, rucola, cavoletti di Bruxelles, carciofi e radicchio sono un esempio di verdure "amare". Verdure che fanno benissimo al nostro organismo in quanto migliorano la digestione, sono una buona fonte di vitamine, proteggono il fegato, disintossicano e regolano l'appetito.
Così amare da dover essere amate! Poiché meno dolce è il loro sapore e più elevato è il numero di benefici che apportano alla nostra salute. Per questo si stanno riscoprendo e valorizzando tutti quegli ingredienti più naturali e biologici che rientrano nella categoria delle verdure amare.
Su questa scia, la palatologa Niki Sequit ha elaborato la mappa palatare "Ama l'amaro" con cui cerca di ispirare i consumatori, bartender e chef, affinché prendano in considerazione gli ingredienti più amari e le innumerevoli possibilità di abbinarli in modo creativo.
Basti pensare che verdure come la scarola, radicchio, cicoria, rucola, cavoletti di Bruxelles e carciofi migliorano la digestione, sono una buona fonte di vitamine, proteggono il fegato, disintossicano e regolano l'appetito.
Tali proprietà sono state di recente ribadite da uno studio pubblicato sulla rivista Nutriants, partito da una ricerca sulla famiglia delle Crucifere. Esse presentano la capacità di ridurre le conseguenze dannose dello stress ossidativo dando alle cellule le armi molecolari con cui combattere un'eccessiva produzione di radicali liberi.
E proprio la caratteristica principale di questi ortaggi l'indolo-3-corbinolo ed il solforafano, responsabili sia dell'odore sprigionato durante la cottura sia del caratteristico sapore piccantino (broccoli e cavoli); sono delle sostanze considerate efficaci contro il cancro di diversi organi.
Magari potrà sembrare strano, ma gli studi dimostrano che le verdure amare sono d'amare.
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