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giovedì 8 gennaio 2026

"Super Mario" prende il nome da Mario Segale, l' uomo che affittò un negozio alla Nintendo


 Scoperta l' origine del nome del mitico "Mario", uno dei personaggi più famosi della storia dei videogiochi. È un tributo al  proprietario di un garage affittato alla Nintendo.

"Super Mario" è uno dei personaggi più amati e più indovinati dei videogiochi, ma sapete a chi deve il suo nome? In principio, il suo creatore Shigeru Miyamato lo aveva chiamato "Mr Video", e nel 1981 fece la sua prima apparizione nel game Donkey Kong, come un personaggio senza nome.

Successivamente nei manuali inglesi fu indicato come "Jumpman". Infine, quando il videogioco arrivò negli Stati Uniti, serviva un nome più adatto ed è qui che avviene la svolta, più che fortunata!

Il signor Mario Segale era un imprenditore immobiliare di Tukwila, nello stato di Washington, che affittò un magazzino alla Nintendo. Una versione della storia narra che poco tempo dopo, Il signor Segale si presento' in azienda per sollecitare l' affitto non pagato e dopo aver concesso una proroga, gli sviluppatori del gioco decisero di omaggiarlo chiamando il personaggio "Mario", in suo onore.

Tuttavia, Don Jones, ex responsabile del magazzino Nintendo negli USA, dichiarò che in realtà , Segale non incontrò mai di persona il team e che il nome fu scelto come battuta interna tra colleghi. Comunque, a prescindere da come siano andati realmente i fatti, Mario Segale è ormai entrato nella leggenda del gaming. E lui stesso, anni orsono, nel 1993, dichiarò scherzando alla redazione del Seattle Times:" Diciamo che sto ancora aspettando i miei assegni per i diritti".

Il signor Segale è scomparso nel 2018, ma il suo nome,  e il suo alter ego con gli iconici baffi e a salopette di jeans vivrà per sempre nei cuori di tutti gli appassionati di videogiochi.

l'Olanda chiude le carceri per mancanza di detenuti, successo del modello che preferisce la riabilitazione e l'istruzione alle pene lunghe


 Dal 2009 ad oggi, in Olanda hanno chiuso definitivamente i battenti circa 19 carceri e le celle vuote diventano il simbolo di un successo sociale.

L' Olanda ha chiuso numerose carceri negli ultimi anni a causa della diminuzione del numero di detenuti, grazie a un approccio penitenziario che privilegia la riabilitazione, la prevenzione e l' uso di misure alternative come il monitoraggio elettronico, con l' obiettivo di ridurre la criminalità e reintegrare i trasgressori nella società, trasformando le strutture vuote anche in centri di accoglienza per rifugiati.

Così il successo del sistema olandese ha portato a : calo significato dei detenuti. Il numero dei prigionieri è diminuito di oltre il 40% in circa 20 anni, portando alla chiusura di oltre 20 istituti penitenziario. 

Centralità sulla riabilitazione che comprende: investimenti in programmi di supporto, istruzione e reinserimento sociale che riducono la recidiva e aumentano la sicurezza pubblica.

Monitoraggio elettronico. L' uso di cavigliere elettroniche permette ai condannati per reati minori di scontare la pena fuori dal carcere, lavorando e mantenendo legami sociali.

Conversioni delle carceri. Le prigioni vuote vengono riutilizzate come centri per richiedenti asilo, centri di accoglienza, o altre strutture.

L'approccio olandese contrasta con il sovraffollamento carcerario di molti altri Paesi, dimostrando come un sistema focalizzato sulla riabilitazione possa essere efficace nel ridurre la criminalità.

mercoledì 7 gennaio 2026

La metà degli under 35 in Italia guadagna meno di 1500€ netti e 1 giovane su 4 non è autosufficiente


 In Italia essere giovani non significa automaticamente essere indipendenti. La metà degli under 35 guadagna meno di 1500 euro netti al mese e per molti non basta per costruire autonomia e stabilità.

Nel Bel Paese restare in casa dei genitori non è una scelta dettata dall' essere mammoni  o pigri, ma anzi è un obbligo economico. Da una recente analisi è emerso che in Italia un giovane su quattro non è economicamente autosufficiente e tra le donne la situazione è ancora più difficile con oltre la metà sotto questa soglia di reddito.

In questo contesto, il risparmio assume un significato centrale. I redditi restano bassi mentre il costo della vita continua a crescere, ma per i giovani, mettere da parte qualcosa è visto come una necessità più che una scelta. Nonostante le difficoltà, una larga maggioranza considera il risparmio importante e riesce comunque a destinare una parte del proprio reddito a questo obiettivo.

Il limite però è nelle cifre e negli strumenti utilizzati. Le somme accumulate sono  spesso ridotte e rimangono ferme senza produrre valore nel tempo. Molti giovani lasciano i risparmi su conti correnti, mentre solo una minoranza utilizza strumenti di investimento o previdenza, rinviando ancora una volta la possibilità di una sicurezza futura.

La Tunisia produce più olio d'oliva dell' Italia e presto diventerà il secondo Paese produttore mondiale


 Nella stagione 2025-26 l Tunisia è destinata a superare l' Italia nella produzione di olio d'oliva, diventando il secondo produttore mondiale dopo la Spagna.

Brutte notizie per la produzione olearia italiana. Secondo le più recenti stime internazionali, nella stagione 2025- 2026 la Tunisia è destinata a superare l'Italia nella produzione di olio d'oliva, diventando il secondo produttore mondiale dopo la Spagna. È un sorpasso storico importante non solo per la nostra economia, ma che evidenzia come stiano cambiando gli equilibri storici del Mediterraneo sotto la spinta della crisi climatico e delle nuove dinamiche di mercato.

Per decenni la leadership produttiva è stata europea, ma oggi le condizioni ambientali e i costi stanno favorendo sempre più i Paesi del Nord Africa. In particolare, negli ultimi anni la Tunisia ha beneficiato di piogge più regolari e di impatto meno estremo delle ondate di calore rispetto alla Spagna, Italia e Grecia.

  Questo ha favorito la fioritura degli ulivi e aumentato le rese. Allo stesso tempo, la forte riduzione dei raccolti europei ha contribuito a fare salire i prezzi globali all'olio d'oliva su livelli molto elevati. Prezzi più alti hanno reso conveniente intensificare la raccolta e investire nella produzione, amplificando gli effetti positivi di un'annata climatica favorevole. 

In questo scenario l'Italia resta una presenza centrale del mercato, ma con un ruolo diverso rispetto al passato. La produzione nazionale è in calo, soprattutto nel Mezzogiorno, e non è più sufficiente a coprire il fabbisogno interno dell' Industria e per questo il nostro Paese importa grandi quantità di olio dall' estero, in particolare dalla Tunisia.