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lunedì 9 luglio 2018

Parità di salari: è legge

In Islanda è entrata in vigore la norma che punta ad azzerare entro il 2020 le differenze di stipendio per uomini e donne.

In Italia siamo lontani anni luce, ma si sa i più grandi cambiamenti arrivano grazie ai cambiamenti di mentalità. Gli islandesi stanno più avanti, in termini di parità, ed è scattata la legge che obbliga la parità di stipendi, è la più severa al mondo ed impone ad istituzioni pubbliche e private, aziende, banche e a qualsiasi imprenditore, considerato tale se datore di lavoro con più di 25 dipendenti, di assicurare pari retribuzione alle donne e a pari qualifica con gli uomini.

Il nuovo decreto legislativo prevede multe fino a 50mila corone islandesi (pari a circa 450 euro) per ogni episodio di violazione dell'obbligo di parità retributiva a pari qualifica. Il merito dell'emanazione va soprattutto a Katrin Jakobs Dattir, guida della grande coalizione che governa il Paese. Con questa legge si cerca di arginare la grande disparità esistente soprattutto nei salti di carriera, dove resta pesante il predominio maschile economico. Invece, il salto retributivo dovrebbe essere una conquista ed un vantaggio innegabile per entrambi i sessi.

La nuova legge avrà un'applicazione graduale, così, le grandi istituzioni e aziende avranno tempo fino al 2020, mentre quelle più piccole fino al 2025.

Con questo nuovo decreto le differenze retributive sono scese da punte del 37% ad una nuova media del 10-12%. Un'altra "piccola vittoria", che dopo anni di proteste, pressing, grandi manifestazioni di piazza e scioperi indetti dalle più influenti correnti femministe, già 100 aziende avevano provveduto a correggere gli squilibri retributivi.

Nonostante questo, anche in Islanda, il muro delle disparità è ancora alto, anche lì, gli uomini sembrano più favoriti per la carriera ma ogni piccolo passo è già un passo e le donne hanno pazienza, tanta pazienza.

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