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giovedì 2 aprile 2020

L'uomo di Neanderthal aveva un menù mari e monti

Dai molluschi ai cervi, l'uomo di Neanderthal presentava un'alimentazione molto variegata. Lo ha scoperto una ricerca che parla italiano.

L'uomo di Neanderthal era un buon gustaio. La sua alimentazione era molto varia e comprendeva anche cibi di mare. Mangiava pure cozze, vongole, granchi, orate, foche, proprio come facevano i loro contemporanei Sapiens dell'Africa mer3, che avevano un ricco menù misto mari e monti. 

Lo rivela uno studio condotto da Joao Zilhao dell'Università di Barcellona e da Diego Angelucci, dell'Università di Trento, che ha ricostruito il menù grazie ai reperti rinvenuti in una grotta vicino Lisbona.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science. Questa scoperta aggiunge forza al sostegno delle capacità intellettive di questi uomini considerati fino a pochi anni fa rozzi e primitivi, confermando invece che possedevano un buon sviluppo tecnologico e avevano familiarità con il mare e le coste. 

La matrice della scoperta è la grotta di Figueira Brava, frequentata da gruppi di neandertaliani nel periodo compreso tra 106 mila e 86 mila anni fa. 

Il prof Angelucci spiega :"Lo scavo ha permesso di recuperare resti relativi all'occupazione della grotta da parte dei neanderyaliani: strumenti in pietra scheggiato, resti di pasto, residui dell'uso del fuoco." E sono stati proprio i resti dei pasti ad aver attirato maggiormente  l'attenzione e aver fatto molto più chiarezza sulle abitudini alimentari di questi nostri avi.

Poiché, il consumo abituale di alimenti di origine marinara ha giocato un ruolo determinante nello sviluppo delle capacità cognitive dei nostri antenati Sapiens.

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