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sabato 10 giugno 2017
Adotta un blocco delle mura di Paestum!
Gabriel Zuchtriegel direttore del complesso archeologico lancia un'iniziativa per raccogliere fondi.
Da sempre, il miglior investimento nonché sogno proibito di ogni italiano è quello di puntare sul mattone. E ora che Paestum da in adozione le mura, quale occasione migliore per investire su un blocco di "mattoni" che abbia davvero un valore, se non altro culturale? Sì, perché a Paestum si avvia il progetto di raccolta fondi per la manutenzione del circuito murario del parco archeologico cilentano, uno dei meglio conservati in Italia. Con solo 50,00 € annuali,infatti, da ora in poi è possibile diventare "cittadino di Paestum" : che vuol dire contribuire alla difesa del patrimonio, ma anche godere di benefici particolari, tra i quali l'ingresso libero per un anno negli scavi e nell'adiacente Museo. Lo scopo è quello di creare una comunità internazionale che si affianchi al lavoro quotidiano di occuparsi del sito, di proteggerlo, nel senso metaforico, ma anche concretamente. Come già detto e come ben sa chi ha visitato questi luoghi della cittadina salernitana, il parco archeologico è uno dei meglio mantenuti in Italia e le sue mura hanno una lunghezza di più di 4 km, annoverandosi così tra le cinta murarie fra le più conservate intatte. Per questo, solo la manutenzione di esse ha un costo annuale di circa 120.000 €. Adottando un tratto di mura e assumendosi i costi della manutenzione si può quindi contribuire in maniera significativa alla qualità dell'offerta culturale di Paestum e dare magari anche visibilità ad un'azienda. I primi a cogliere l'importanza del progetto lanciato dal direttore Gabriel Zuchtriegel, sono stati Regine Schach von Wittenau e Uwe Schultze di Amburgo. Loro sono i primi due "genitori adottivi" ad aver preso in carico un blocco delle mura di Paestum. Sicuramente, tanti altri seguiranno il buon esempio. Poi, grazie alla legge Art Bonus drl Ministero dei Beni Culturali, per l'iniziativa si prevedono pure sgravi fiscali fino al 65%. Fare l' offerta e diventare '"cittadino di Paestum" è facile, basta inviare un bonifico ai codici Iban che si trovano sul sito ufficiale, scrivere nella causale "Adotta un blocco delle mura" e chi ha effettuato il bonifico potrà ritirare la card "Cittadino di Paestum". Quanti visitando un sito archeologico hanno pensato a cosa si provasse ad essere possessore o abitare in quel luogo? Beh.....ora a Paestum si potrà fare.
venerdì 9 giugno 2017
50 anni di "Cent'anni di solitudine"
Ha varcato mezzo secolo di storia il capolavoro di Gabo che cambiò la storia della letteratura del Novecento.
A Bogota', nel 1967, la casa editrice sudamericana di Buenos Aires concluse la stampa della prima edizione di Cent'anni di solitudine, il romanzo con cui Gabriel Garcia Marquez ha poi preso il Premio Nobel. Le prime copie arrivarono in libreria il 6 Giugno, giorno in cui iniziò la Guerra dei Sei Giorni in Medio Oriente. Per questo, all'epoca pochi lettori prestarono attenzione a quella che sarebbe diventata tra le opere più significative della letteratura del secolo scorso. L'opera narra le vicende delle varie generazioni della famiglia Buendia, il cui capostipite José Arcadio fonda alla fine del XIX secolo la città di Macondo. La storia è narrata con uno stile elaborato e personale, ricco di prolessi che anticipano drammaticamente gli avvenimenti ancora da narrare, secondo le influenze della rivista cubana Vanguardia e del Modernismo. Lo stile del romanzo fu però accostato al movimento del Realismo magico e segnò un momento cruciale nell'evoluzione delle lettere sudamericane che spopolò durante gli anni '60 e '70. Durante il IV Congresso Internazionale della Lingua Spagnola, tenutosi a Cartagena nel Marzo del 2007, è stato votato come seconda opera più importante mai scritta in lingua spagnola solo dopo Don Chisciotte de la Manca. Cent'anni di solitudine è un'interpretazione metaforica della storia colombiana, dalla fondazione allo Stato di allora e riporta diversi miti e leggende attraverso la storia della famiglia Buendia, le cui discendenze si inseriscono nella vita del Paese e permettono di raccontare, con l'uso dello specchio deformato della maschera linguistica gli eventi storici della Colombia. Dal lento inserimento sulla via del progresso, con l'arrivo della ferrovia, del cinema e dell'automobile, la Guerra dei Mille Giorni (1899-1902), l'egemonia economica della United Fruit Company, la "Compagnia bananiera nel libro", nella logica della dottrina Monroe, e la conseguente sanguinosa repressione dello sciopero come politica di relazioni fra governo e classe lavoratrice. Ma lo stile è un po' quello della favola, il narratore si sofferma nelle vicende dei personaggi principali spesso in maniera rapida. La morte e la vita si susseguono velocemente. Il romanzo si conclude con la consapevolezza dell'ultimo della stirpe dell'incapacità di evolversi. Infatti il senso del romanzo mostra la tragedia dell'uomo che nonostante passi la sua vita a cercare di cambiarla, alla fine torna sempre allo stesso punto di partenza. La solitudine presente nel titolo infatti rispecchia proprio la condizione desolante dell'animo umano. Alla fine, Macondo sarà ridotta ad un cumolo di macerie a causa di un uragano, diventando una piccola città. La famiglia Buendia piena di speranze e sogni si trova alla fine da sola nelle sue illusioni. Questo romanzo rispecchia molto la figura e il pensiero del Gabo che da sempre era stato ossessionato dalla costruzione di una storia familiare, tant'è che questo romanzo è il risultato di una lunga lavorazione cominciata da giovane. È un'opera comunque appassionante, che parla di una realtà forse triste riflesso dell'anima dell'autore.
Divieto di sedersi a gambe larghe sui mezzi pubblici
In Spagna è stato adottato il provvedimento "manspreading" che vieta agli uomini di sedersi a gambe larghe.
La petizione è nata online dove il gruppo di attiviste " Muyeres en luncha" ha lanciato il messaggio:"Non lasciare che gli uomini invadano il tuo spazio:né in metro né nella vita". Ed è subito chiaro il monito dal punto di vista fisico si rivolge pure a quello sociale. La questione viaggia sul morale. Sui mezzi pubblici di Madrid si dovrà viaggiare a gambe chiuse o seduti in modo corretto, da non poter invadere i sedili altrui. Così la Emt, il servizio pubblico di Madrid ha introdotto nei pannelli formativi dei bus un'icona, abbastanza chiara, dove si vede una bella croce rossa accanto ad un uomo "stravaccato" sul sedile. La decisoone è stata presa dalla giunta comunale che ha accolto la richiesta del gruppo di attiviste "Donne in lotte e Madri stressate" che hanno raccolto firme contro "l'invasione maschilista dello spazio", il "manspreading". Il termine deriva dall'inglese e non facilmente traducibile in italiano, ma indica quella cattiva abitudine di comportarsi che esiste da sempre e un po' in tutti i Paesi. E alle origini di questo cattivo costume non ci sarebbe solo una carenza di educazione ma anche una questione di genere. Le donne fin da piccole sono state abituate a sedersi con le gambe chiuse, agli uomini invece è stata trasmessa l'idea di gerarchia e territorialità che li fa sentire legittimati ad occupare lo spazio altrui come se fosse loro. E partendo pure da questo assunto nella lettera di petizione mandata all'amministrazione del comune spagnolo, si legge:" Mettere un cartello può essere un punto di partenza per sensibilizzare le persone a iniziare dagli spazi comuni". Così il fatto che il Comune non abbia integrato il nuovo simbolo smche nella segnaletica del metrò non è stata pienamente accettata e quindi la campagna delle "Donne in lotta" continua anche su Twitter a suon di cinguettii al vetriolo con l'hastag: #madridsinmanspreading, Madrid senza uomini che aprono troppo le gambe. Mentre gli uomini rispondono postando foto di donne che in metro o in bus si rilassano sdraiate su più sedili o invadono quelli vuoti con borse e buste. La campagna di queste signore può essere un valido invito al decoro e all'educazione cittadina, in generale. Speriamo che gli uomini sappiano cogliere e non si scada troppo nel contrario.
giovedì 8 giugno 2017
Negli Usa, Amazon fa gli sconti a chi ha redditi bassi
Il gigante dell'e-commerce offrirà tariffe agevolate per le persone idonee per ricevere una qualche forma di aiuto sociale governativo.
Forse è una mossa soprattutto economica mirata a contrastare gli sconti di Wallmart ma ben venga quest'iniziativa di Amazon che si indirizza ai clienti meno abbienti,e negli Usa ridurrà quasi del 50% l'abbonamento al pacchetto Prime, consegna gratuita e servizio video con film e telefilm per i redditi più bassi. Il colosso fondato da Jeff Bezos punta ad espandere la sua clientela e aumentare la spesa online sulla sua piattaforma di e-commerce puntando a diventare sempre più conveniente anche per la fascia di popolazione che meno si può permettere troppe spese. La manovra è di ridurre praticamente alla metà l'abbonamento a Prime, per tutte quelle persone che negli Stati Uniti risultano idonee per ricevere una qualche forma di aiuto sociale governativo. La scelta commerciale permette di avere consegne sempre gratuite, più veloci, di accedere ad altre promozioni sui prodotti casalinghi, oltre che l'accesso ai servizi di intrattenimento in streaming. Una mossa studiata per rendere Amazon sempre più appetibile per chi ha minore capacità di spesa, in vista poi dell'arrivo dell'estate quando comincerà ad accettare direttamente i buoni spesa per gli acquisti di beni di consumo sulla sua piattaforma. Una sferzata nei confronti delle grandi catene di supermercati e grandi magazzini. Per primo Wallmart, che negli ultimi tempi ha messo in atto una concorrenza accesissima anche sui canalidi vendita online. E che sta sfidando Amazon anche sul fronte tecnologico, considerato che sta testando, per ora a Oklahoma City, dei chioschi automatici in cui le persone possono ritirare la spesa ordinata e pagata online. Un simile negozio è stato aperto solo poche settimane fa da Amazon a Seattle. La battaglia tra colossi passa pure per le offerte a ribasso per vendere i prodotti. La storia che tra i due litiganti, il terzo gode, sarà comunque positiva per chi potrà acquistare a meno.
Marco, il pastore marchigiano che vive nella yurta
Dopo il terremoto devastante del Centro Italia ha scelto di vivere in una tenda per non abbandonare i suoi animali.
Si chiama Marco Scolastici, un uomo di 28 anni che dopo aver studiato Economia all'Università di Roma e trascorso gran parte dell'adolescenza nella piana laziale di Tarquinia, ha deciso di ritornare alle origini. Si è trasferito a Visso ai piedi dei monti Sibillini e lì produce formaggio. A lui, la giuria del premio "Mario Rigoni Stern" ha assegnato un riconoscimento speciale, inaugurando una sezione non letteraria denominata " I guardiani dell'Arca" . In effetti, questo ragazzo, il premio se l'è meritato tutto. Dopo il sisma (di quasi un anno fa) che ha praticamente raso al suolo l'intera cittadina e pure la sua fattoria, lui non è scappato e per restare aggrappato ai pascoli di famiglia e al suo allevamento di pecore e asinelli sulla linea di faglia appenninica, ha scelto di rivivere l'antica tradizione dei popoli nomadi di migliaia di anni fa dell'Asia Centrale con animali e sementi. Lui ha portato e vive in una yurta mongola, una tenda per nomadi a 80 chilometri da Amatrice. Un'idea coraggiosa di resistere al Globale, alla burocrazia, all'abbandono delle periferie al terremoto. Un esempio di rinascita, leggero e forte, dopo la grande fuga che ha desertificato il cuore dell'Italia. Marco grazie alla yurta ha superato l'inverno sotto metri di neve, è riuscito a non mollare le greggi, a non interrompere una produzione ventennale di pecorino biologico, profumato di elicriso e mentuccia, maturato sotto terra. Una scelta controcorrente e un segnale forte che giustamente gli è valso il riconoscimento per il mondo appenninico dalle Alpi. Perché Marco, ma anche tanti altri, è uno di quelli che non si arrende e lotta per il suo territorio. Il guardiano dell'arca ha attraversato molti momenti davvero duri come quando a Novembre sono stati fermi un mese, poi è sopraggiunta la solidarietà natalizia che gli ha permesso di vendere molto formaggio. In questo periodo, ha conosciuto anche un cliente milanese che gli ha dato l'idea della tenda. Un'idea che finora si è rivelata vitale poiché, la ricostruzione non riparte e i campeggi di emergenza sono stati chiusi da una burocrazia troppo ferraginosa. Un ostacolo per una terra e una popolazione come quella del Centro Italia e come dimostra Marco, davvero ingegnosa e operosa. Un territorio bellissimo ed accogliente, fatto di persone che non vogliono altro che riaffermarsi dalle loro gloriose radici.
mercoledì 7 giugno 2017
Peppe Vessicchio cura la sua vigna con Mozart
Lo storico direttore d'orchestra coccola i filari a suon di note musicali.
A Bricco degli Angeli in cima alla suggestiva collina di Santo Stefano Roero come cura anti-parassiti dei vigneti viene usata la musica. L'intuizione è partita da Peppe Vessicchio, maestro per antonomasia del Festival di Sanremo. Lui, con il suo metodo si sta occupando di una vecchia e ormai quasi decaduta vigna, recentemente acquistata dalla produttrice e pionera Ornella Coreggia. Qui, da un anno e mezzo Vessichio sta sperimentando il metodo Fre-Man, un modo d'intervenire per aiutare e rigenerare l'equilibrio armonico dell'ambiente e degli organismi viventi. L'assunto di base è che:"La musica genera positive reazioni chimico-fisiche". Nel vigneto sono state poste circa una decina di casse per diffondere musica armonico-naturale, le opere di Mozart sono le più indicate, ma anche altre frequenze sonore per stimolare nelle piante processi di natura chimico-fisica. Il maestro di musica, già autore de il libro "La musica fa crescere i pomodori", dove appunto raccoglie altre di queste intuizioni, spiega:" Se le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando Mozart, è ormai testato e comprovato che tutti gli organismi reagiscono positivamente quando gli armonici si combinano in modo naturale". Nel Novembre 2015 si rivolse al direttore d'orchestra napoletano la possidente Ornella Correggia e di quell'incontro rivela:" Ricordo ancora l'emozione nell'ascoltare Peppe Vessicchio mentre mi descriveva il suo percorso musicale, nel cogliere la sua grande sensibilità e la sua vocazione verso una musica che possa curare anche le piante". Fino ad allora il maestro assieme a Michele Carone e Andrea Rizzoli aveva sperimentato la tecnica sulle piante grasse, sui pomodori del Salento e sui tannini del vino. Quella della filiera del Bricco degli Angeli è stata l'esperienza che gli ha permesso di superarsi, ha potuto trasmettere al suolo alcune frequenze sonore con apparecchiature brevettate. Sebbene l'anno scorso la vendemmia è stata pressoché nulla, i fautori sono ottimisti in quanto sono certi che ci vorranno almeno 3 anni per vedere i primi risultati. Nel frattempo si continua ad usare Mozart tra i filari per tenere lontano oidio e peronospora dalle viti di Nebbiolo e la tecnica verrà utilizzata anche per il grano duro per la pasta, per l'olio d'oliva e per la produzione di latte. L'obiettivo finale sarebbe poi trasferire il benessere della musica armonico-naturale anche sull'uomo. Una tecnica innovativa che potrebbe essere ancora più valida se si ascoltasse di più anche la musicalità della natura.
I 400 ingranaggi dell' "orologio" pubertà
Scoperti quasi 400 ingranaggi nell'età della pubertà e se troppo veloce aumenta il rischio di alcuni tumori.
Ci siamo passati tutti e tutti prima o poi ci passeranno attraverso quel complesso meccanismo molecolare che influenza la tempestica della maturazione sessuale nei maschi e nelle femmine. Sono stati individuati per l'esattezza 389 geni, grazie al più dettagliato studio genetico, mai condotto su questa particolare e delicata fase della crescita che segna il passaggio alla vita adulta. I geni scoperti sono di un numero quattro volte maggiore a quello che si era ritenuto finora. Una scoperta interessante tanto da coinvolgere la rivista Nature Genetics, su cui sono state pubblicate le conclusioni tratte dal Consorzio Internazionale ReproGen guidato dall'Università di Cambridge. Notizie ancora più importanti perché con questo studio si apre l'ipotesi del collegamento diretto tra pubertà precoce e l'aumento del rischio di sviluppare nell'età adulta delle forme di tumore come: quello della prostata, della mammella, dell'endometrio e dell'ovaio che sono sensibili agli ormoni sessuali. "Studi precedenti avevano suggerito che la tempistica della pubertà fosse in qualche modo associata al rischio di insorgenza di malattie a decenni di distanza, ma finora non si era capito se fossero delle osservazioni circostanziali, ad esempio secondarie ad altri fattori come il peso corporeo", argomenta il ricercatore John Perry. "Il nostro studio invece identifica un nesso causale diretto tra pubertà precoce e aumento del rischio di cancro, che potrebbe essere spiegato dai livelli di ormoni sessuali più alti nel corso della vita". Si è giunti a questa conclusione dopo aver esaminato le varianti genetiche presenti nel Dna di oltre 329 mila donne: dalle analisi sono emersi 389 segnali genetici indipendenti associati all'età della pubertà, confermati poi anche da osservazioni su altre 39 mila donne. Molte di queste varianti genetiche hanno dimostrato di condizionare pure il cambiamento di voce che segna la pubertà dei maschi. Inoltre, la ricerca ha permesso di identificare due rare varianti genetiche che abbassano l'età della pubertà solo se vengono ereditate dal padre. Una ricerca molto interessante che offre nuovi spunti di riflessione sull'argomento pubertà, in primis spesso messo in secondo piano e ancora poco toccato dalla letteratura scientifica e poi, sull'interessante e tutta da studiare, connessione tra pubertà precoce e l'insorgenza dei tumori.
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