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martedì 3 aprile 2018

Cowboy in via d'estinzione

Negli Usa tramonta il mito del Far West che tanto aveva ispirato anche il cinema degli anni '50. I pascoli pubblici sono sempre più abbondanti e diventano parchi naturali. Solidarietà dal mondo politico agli allevatori.

Molto ci colpa John Wayne che attraverso la realtà romanzata dei suoi film, ci aveva fatto conoscere e poi innamorare del selvaggio West. Da lui in poi si è creato nell'immaginario collettivo il mito del Far West e tutti abbiamo pensato all'America, con occhi incantati, alla terra dei ranch sconfinati, delle grandi mandrie al pascolo e dei temerari e appassionati cowboy che le custodivano.

Invece, i cowboy (americani) sono in via d'estinzione e gli States con un lavoro di sinergia tra forze economiche, politiche e culturali cercano di trovare una soluzione ad una realtà che è una componente essenziale dell'identità statunitense.

Lì, il mito dei grandi allevamenti cominciò dopo la Guerra Civile, quando il prezzo della carne saliva quasi come l'oro e quindi si spinsero verso la frontiera del Far West per dedicarsi alla crescita del bestiame. Il sistema sviluppato negli anni anni si era basato su una porzione limitata di terra venduta ai privati, per costruire il loro ranch, e una molto più ampia rimasta nelle mani del governo federale, che la concedeva agli allevatori per pascolare. Questo modello però è attualmente in crisi poiché viene tolta terra ai cowboy che si vedono quindi costretti a dover cambiare mestiere. Il fenomeno è sostanzialmente un danno, denunciato soprattutto dagli ambientalisti perché aiuta a preservare il futuro degli spazi ancora incontaminati del Paese. A favore dei cowboy si schiera anche l'amministrazione Trump, un po' perché ne abbraccia la cultura, un po' perché la battaglia avviene in Stati tradizionalmente repubblicani. Di fatto lo scontro politico e culturale è in atto.

Per dare un'idea, la maggior delle terre pubbliche si trova nelle regioni degli Usa a Ovest di Texas, Oklahoma, Kansas, Nebraska, South e North Dakota. Il governo federale è proprietario del 79,6% del Nevada, contro solo l'1% del Texas. Gli allevatori pagano spiccioli per pascolare sulle terre pubbliche, circa un dollaro e mezzo a capo per m, contro i 20 dollari richiesti in quella privata, e così sopravvivono sussidiati dallo Stato. I loro spazi però, si stanno riducendo, perché aumentano sia le multe e le limitazioni per evitare devastazioni dei terreni, sia perché aumentano gli spazi destinati a diventare parchi e riserve per scopi turistici. Insomma la questione è soprattutto economica e tutt'altro che in via di risoluzione.

Certo, mal si sposa lo stile di vita naturale e selvaggio dei cowboy con gli obiettivi politici volti al facile e cospicuo guadagno di una certa politica.

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