Pubblicità

venerdì 13 aprile 2018

TiBre: l'autostrada più piccola, inutile e costosa dell'Italia

Si trova in Pianura Padana l'autostrada più piccola ed inutile dell'Italia, 9 chilometri sospesi. Finiti anche i soldi per terminarla.

Nel bel mezzo della Pianura Padana, vicino al casello di Parma Ovest da qualche mese si sta lavorando alacremente per costruire una nuova autostrada: la TiBre, la Tirreno Brennero. L'altisonante nome però non corrisponde ad altrettanta provata utilità.

La TiBre avrebbe dovuto collegare il porto di La Spezia all'autostrada del Brennero prolungando la Camionale della Cisa. Ma già si sa che il collegamento da Parma Ovest a Nogarale Rocca, vicino Varese, non potrà essere portato a termine per mancanza di fondi. Infatti, della TiBre verranno realizzati soltanto 9 chilometri  che portano al paese di San Quirico Trecasoli. Quest'autostrada si aggiudica così il primato di essere la più breve e tra le meno funzionali autostrade italiane.

Eppure, è dagli anni '70 che si pensa e si lavora alla realizzazione della Tibre. Così ora, per andare da Spezia all'Auto Brennero si è sempre passati per l'A1 e lo snodo di Modena, allungando il tragitto di una ventina di minuti.

Tutto comincia a smuoversi nel 2006 quando, con il governo Berlusconi si concede una gara pubblica alla società Autocisa, della famiglia Govia e una proroga di 34 anni della concessione di gestione dell'autostrada Parma-La Spezia. Bruxelles protesta, minaccia infrazione alle regole e presunte sanzioni.

L'Italia quindi deve firmare un accordo con l'Unione Europea: praticamente Autocisa avrebbe finanziato la realizzazione della TiBre, acquisendo così il diretto al rinnovo automatico della concessione per la Parma-La Spezia.

Nel 2010 il Cipe approva il progetto ma solo per i primi 10 chilometri della tratta e tutto per la modica somma di 513 milioni, di cui 40 milioni di euro per chilometro li mette Autocisa. Che però ottiene il permesso di aumentare i pedaggi della Parma-La Spezia del 7,5% annuo dal 2011 al 2018.

Alla fine la Govia ci guadagna e le spese ricadono sugli utenti della Camionale Cisa. Lo Stato non ci sta rimettendo tanto se non la "follia" di aver accordato un progetto del genere.

Nessun commento:

Posta un commento