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martedì 24 aprile 2018

In Italia, uno su due è vittima di bullismo

Nel Belpaese il fenomeno del bullismo è diffusissimo. Le stime parlano di oltre il 55% dei giovani, è stato oggetto di prepotenze con una cadenza annua mentre il 20,9% ha subito vessazioni con cadenza mensile.

È un dato insindacabile, quotidianamente la cronaca riporta i tristi episodi di bullismo che si verificano soprattutto nelle nostre scuole. Da un'indagine Istat emerge che circa il 52,7% dei giovani, circa 1 su 2 è stato preso di mira almeno una volta dai bulli. Indicando come bullismo, quell'insieme di vessazioni, offese, minacce, atteggiamenti aggressivi e maldicenze che può spingersi fino alla violenza e che riguarda soprattutto gli ambienti scolastici e giovanili.

Le vittime hanno un'età compresa fra gli 11 e i 17 anni, ma per lo più sono ragazzi giovanissimi (tra gli 11-13 anni) e residenti al Nord. Inoltre le statistiche, parlano anche di 9,1% che ha subito atti di bullismo con cadenza settimanale.

Per le ragazze bersaglio del bullismo, si parla di cyberbullismo. Cioè le giovani subiscono vessazioni continue ogni qualvolta si collegano al web o dispongono di un cellulare poiché gli insulti, ricatti e sbeffeggi passano e partono proprio dalla rete.

Invece, per i maschietti 1 su 2 è stato vessato. Anche con episodi sporadici. Il 57% delle vittime risiede al Nord, poco meno, il 50% al Sud. In generale, il rischio di bullismo diminuisce con l'aumento dell'età: il 22,5% degli 11-13 enni è vittima di vessazioni continue, rispetto al 17,9% dei 14-17 enni. I più giovani sono anche i più esposti al cyberbullismo. Mentre sul dato generale incide anche la zona di residenza: in aree molto disagiate si registra la quota più elevata di vittime (23,3%) di prepotenze assidue.

Le prepotenze più comuni consistono in offese con brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%), derisione per l'aspetto fisico, il modo di parlare (6,3%) o diffamazione (5,1%), esclusione per le proprie opinioni (4,7%). Aggressioni con spintoni, botte, calci e pugni almeno nel 3,9% dei casi.

È emerso, che nel fenomeno incidono anche la solitudine, poiché spesso chi è stato vittima di bullismo si sente solo e/o abbandonato, o meglio non aiutato dagli amici o dal tipo di studio, dove i liceali sono in testa.

Le vittime di bullismo, non hanno nulla di sbagliato. Sono i bulli che attuano un comportamento delinquente, l'unica cosa davvero importante è quello di non chiudersi, parlare con i professori o i genitori ed avere il coraggio di denunciare.

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