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martedì 19 novembre 2019

I neonati parlano nella lingua madre


Uno studio rivela che ogni neonato ha il suo pianto che imita quella che diventerà la sua lingua madre.

Ogni bambino ha il suo pianto, che non è quello che solo la mamma e il papà possono riconoscere tra tanti, ma ogni neonato ha il suo pianto che imita la sonorità della sua lingua madre, ne "riproduce' la nazionalità.

Per esempio, i piccoli che nascono da una mamma che parla mandarino tendono a produrre melodie di pianto più complesse, mentre i neonati svedesi, la cui lingua madre ha quello che viene chiamato un "accento acuto", producono vagiti più legati al singhiozzare.

Lo dimostra uno studio condotto dalla dottoressa Kathleen Wermke del centro per i disturbi che precedono il linguaggio e legati allo sviluppo, della Wuzburg University. Già nel 2009 la dott.ssa Wermke ha condotto uno studio che mostra che i neonati francesi e tedeschi producono "melodie nettamente diverse", riflettendo le lingue che hanno sentito in utero: i bimbi tedeschi più pianti che tendono a variare rapidamente da un tono più alto ad uno più basso, imitando l'intonazione della lingua madre; e così i bimbi francesi,  con l'intonazione verso l'alto.

Sentono che da subito i bambini possono imparare qualsiasi linguaggio na sono già influenzati dalla loro lingua madre. Invece,  negli anni sono stati raccolti circa mezzo milione di registrazioni di bimbi provenienti da  vari Paesi , dal Camerun alla Cina e ora i risultati sono comprovati.

Entro il 3° trimestre, un feto può sentire il ritmo e la melodia della voce della madre,  nota come "prosodia". Poiché le parole sono ovattate da tessuti e liquido amniotico, la prosodia diventa la caratteristica distintiva del linguaggio.

Dopo la nascita i piccoli imitano molti suoi diversi,  ma sono modellati dalla prosodia che diventa una guida ai vari suoni. Quindi sta ai genitori ascoltare, trascorrere tempo con il loro bambino,  cantare, coccolarlo.

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