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martedì 10 novembre 2020

Stop all'estrazione mineraria in Zimbabwe


 Nel Paese africano arriva il decreto per proteggere i parchi nazionali e i suoi abitanti. Sarà vietata l'estrazione mineraria nelle riserve.

Lo Zimbabwe si riappropria della propria identità e lo fa partendo dal preservare il suo bene più grande: l'ambiente. Praticamente, qualche giorno fa, le autorità delle riserve avevano notato all'interno del Parco Nazionale di Hwonga un'attività di estrazione da parte di due aziende cinesi, Afrochine Energy e Zimbabwe Zhangxin Coal Mining Group.

Indagando si scopre che il Presidente dello Stato in persona, aveva rilasciato due "licenze speciali" per portare avanti la ricerca di carbone nel parco, attualmente la più grande riserva del Paese al cui interno vivono più di 80 mila elefanti e molte altre specie protette come leoni, leopardi, rinoceronti e bufali.

L'estrazione avrebbe sicuramente causato ingenti danni all'ambiente, alla flora e fauna locali, tanto da far mettere in modo la richiesta degli attivisti per l'ambiente e le varie associazioni ambientaliste a tutti coloro che tengono al proprio territorio e alla sua salvaguardia.

Così le pressioni degli attivisti, capitanati dalla Zimbabwe Environmental Law Association hanno portato in tribunale la decisione, presentando una richiesta urgente al giudizio dell'Alta Corte di Giustizia di Horare, che si è espressa a favore della salvaguardia dell'ambiente, stabilendo il divieto di estrazione mineraria all'interno di tutti i parchi naturali dello Stato, che sicuramente avrebbe causato "danni permanenti ed irreparabili " all'ecosistema.

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