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sabato 14 ottobre 2017

Il cervello dei Neanderthal non era poi così "primitivo"

Si è sviluppato in modo simile a quello dell'uomo moderno, ma più lentamente.

Rivalutato il cervello dei Neanderthal. Il loro cranio e il loro cervello si sono sviluppati in modo molto simile a quanto avvenuto nell'uomo moderno, con un ritmo di crescita più lungo ed uniforme di quanto si ritenesse. Cade quindi un altro pregiudizio. E le capacità degli antichi cugini dell'uomo moderno ancora una volta vengono rivalutate.

La ricerca ha ricevuto il plauso della rivusta Science ed è stata condotta nel Dipartimento di Paleobiologia del Consiglio Superiore delle Ricerche Spagnole (CSIC), dal gruppo coordinato da Antonio Pasos. Gli studiosi si sono concentrati sullo scheletro di un bambino Neanderthal vissuto 49 mila anni fa, trovato in Spagna e ribattezzato El Sidron J1, dal nome del sito nel quale è stato trovato.

L'analisi dei denti, perfettamente conservati come parte dello scheletro, ha permesso di scoprire che al momento della morte il bambino aveva circa 7 anni, mentre quella delle ossa indica che alcune di esse non avevano raggiunto il grado di maturazione che nell'uomo moderno raggiungono nell'età compresa fra i 4 e i 6 anni.

I ricercatori hanno quindi preso in esame il cranio del bambino, scoprendo che le sue dimensioni corrispondevano a quelle di uno sviluppo del cervello pari all'87,5%, rispetto a quelle di un Neanderthal adulto. Invece, nell'uomo moderno, il cervello dei bambini della stessa età di El Sidron J1 è pari al 95% del cervello di un adulto.

La scoperta è sensazionale per il mondo scientifico e storico. Rivoluziona l'immagine dei Neanderthal che ci avevano presentato le ricerche condotte nel passato e che avevano portato a stabilire che il grande cervello di quell'antica popolazione fosse il risultato di un processo di crescita particolarmente rapido. L'analisi di El Sidron J1 smentisce decisamente questa ipotesi e nello stesso tempo ci permette di considerare in modo nuovo la nostra storia biologica.

Insomma, le due specie crescevano seguendo un ritmo diverso, ma entrambe regolavano il loro sviluppo in modo da adattarsi alle diverse caratteristiche dell'ambiente in cui vivevano.

Forse, gli studiosi del passato avevano tracciato un quadro dell'uomo di Neanderthal troppo frettolosamente, allora in ogni modo l'antica specie fa pervenire nuove tracce di sé, affinché li si possa comprenderli meglio.

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