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venerdì 13 ottobre 2017

Lacrime per produrre elettricità

Strano ma vero. Il merito va a una proteina contenuta anche nella saliva, latte e uova.

La prima cosa che t'insegnano è che le lacrime non vanno mai trattenute, perché fosse anche solo per sfogarsi, piangere fa bene. Oggi si scopre che le lacrime possono essere anche una fonte di elettricità: contengono infatti una particolare proteina che, solidificata sotto forma di cristallo, riesce a convertire l'energia meccanica in energia elettrica, proprio come fa il più noto materiale piezoelettrico, il quarzo.

Questa proteina è presente anche nella saliva, nel latte e nell'albume d'uovo. La scoperta di questa molecola biologica, illumina nuove strade e impensate applicazioni, si potrà usare per controllare il rilascio di farmaci nell'organismo o per produrre speciali rivestimenti elettroattivi che proteggono le protesi dalle infezioni.

Il merito di questa nuova intuizione va ad uno studio pubblicato su Applied Physics Letters dall'Università irlandese di Limerick. Tofail Syed, coordinatore del team di ricerca, spiega: "I cristalli sono lo standard di riferimento per misurare la piezoelettricità dei materiali non biologici, usati ad esempio nei sonar e sugli apparecchi a ultrasuoni per immagini. Il nostro gruppo ha dimostrato che lo stesso approccio può essere usato per verificare questo effetto anche in biologia. Si tratta di una novità, dal momento che finora si è provato a capire la piezoelettricità in biologia usando complesse strutture gerarchiche come tessuti, cellule e polipeptidi, invece che indagare i più semplici mattoni fondamentali".

Osservare le cose da un punto di vista diverso, ha portato i ricercatori irlandesi a studiare il lisozoma, una proteina molto comune che accelerano particolari reazioni biologiche agendo da enzima.

Tewfik Soulimene, co-autore dello studio, precisa: "La struttura dei cristalli lisozoma è nota in alta definizione fin dal 1965. Infatti è stata la seconda struttura proteica e la prima struttura enzimatica ad essere risolta, ma noi siamo stati i primi a usare questi cristalli per ottenere le prove della loro piezoelettricità".

I libri di Fisica ricordano che le più grandi scoperte, sono avvenute per caso. Chissà qual è stata la scintilla, o meglio la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha portato gli scienziati a tentar di produrre energia dalle lacrime.

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