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domenica 1 ottobre 2017

Mezzo secolo di viaggi senza biglietto

In Svizzera. Un uomo ormai pensiato, ha viaggiato per 50 anni, senza mai pagare. Si ravvede ma le Ferrovie lo graziano.

Quantomeno il signore in questione ha avuto una gran fortuna. Non è mai stato scoperto, eppure per mezzo secolo, ha preso il treno con il biglietto acquistato nel 1967, poi più volte timbrato. Giunto alla pensione, forse preso dai rimorsi, scrive all'Ente per saldare il dovuto.

Qualche giorno fa, alla direzione dei trasporti della rete ferroviaria Berna-Saletta è giunta una lettera di autodenuncia da parte di un utente anonimo.

"Sono tormentato dai sensi di colpa e vorrei rimediare al danno che vi ho causato", ha scritto l'anziano, da poco pensionato che ha confessato di aver utilizzato i treni di quel tragitto, per 50 anni, esibendo sempre il medesimo biglietto, acquistato nel 1967 e più volte timbrato. Lui si dice rammaricato e disposto a pagare quanto indebitamente sottratto all'ente ferroviario.

Secondo un breve calcolo, su quella tratta, nota come treno dei pendolari, per 37 minuti di viaggio in seconda classe, con un abbonamento a metà prezzo, il biglietto viene a costare intorno ai 16 euro. Quindi, se il pensionato reo confesso che ha davvero gozzovigliato sui treni, volesse davvero restituire il maltorto dovrebbe sborsare una cifra più che consistente.

L'ente ferroviario, invece, ha deciso di graziarlo. Ma non perché mosso da uno spirito umanitario, ma per una semplice questione contabile. "I libri contabili del 1967 ormai sono chiusi da un bel po' di tempo", ha riportato, al portale 20 Minuten, Casper Losche, portavoce dell'azienda. Il quale ha però aggiunto: "Non ci era mai capitato nulla del genere, siamo davvero commossi", facendo quindi un "plauso" alla ritrovata onestà del viaggiatore abusivo.

Davvero un episodio particolare in una Nazione, come quella della Svizzera dove c'è un alto tasso di moralità e i "furbi" sono tenuti a distanza. Di conseguenza comportarsi in modo amorale, non secondo la leggi civili vigenti, può provocare in un individuo un tormento interiore. È pur vero che al viaggiatore abusivo ormai pentito, è andata davvero bene, prima quando ha viaggiato per anni a sbafo e (usufruendone parecchio), poi perché forse era prevedibile che l'ente ferroviario, dopo tutti questi anni non gli avrebbe chiesto di pagare i biglietti ormai "strusciati".

D'altronde per l'azienda non deve essere stato nemmeno facile ammettere e far sapere che qualcuno è riuscito a raggirare sistematicamente e per tutto quel tempo il loro sistema di controllo.




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