Pubblicità

venerdì 1 giugno 2018

In Tribunale Ivan: il poeta dei murales a Milano

Ivan Tresoldi il poeta dei murales finisce in Tribunale. Ora i giudici dovranno stabilire se è un'artista o un imbrattatore.

"Quando mi hanno cancellato la poesia più famosa gli abitanti della Dorsena mi hanno scritto. Io sono un poeta, come lo siamo tutti qui dentro". Così si "difende" in aula di Tribunale Ivan Tresoldi, conosciuto ai più con il suo nome d'arte "Ivan".

Lui, il poeta dei murales è sotto processo per le sue poesie scritte sui muri di Milano e difeso davanti ai giudici dall'avvocato Angela Ferrante.

Nel milanese è amatissimo e conosciuto, le sue poesie sono famosissime tra gli abitanti del capoluogo lombardo, che con piacere leggono i suoi versi sparsi su palazzi, sottopassaggi, ripe e cantieri, dal centro alle periferie.

La legge dovrà decidere invece se la sua è arte o atti vandalici, per questo Ivan siede sul banco degli imputati per imbrattamento e da lì cerca di rivendicare la sua attività artistica, che per lui è soprattutto una forma di riappropriazione dello spazio pubblico e di dialogo con la città.

Da lì, Ivan si fa sentire: "Quando l'hanno cancellata mi hanno scritto, gli abitanti amareggiati per la "pulitura dei palazzi" che li avrebbe deturpati".

Perché per il pubblico quella di Ivan è arte, egli ha esposto nei musei, dallo spazio Oberdan alla Triennale di Milano, ha guidato laboratori artistici con gli studenti dell'Università Bicocca ("Il sapere non s'accresce se non condiviso") è una delle poesie comparse su uno dei muri dell'ateneo.

L'artista spiega che ogni scritta è legata ad un luogo e a un significato, per esempio: "Ci sono vite che capitano e vite da capitano" è una frase presa in prestito dai tifosi interisti per l'addio a Zanetti e trascritta a nord dello stadio San Siro.

La sua presenza in aula è stata anche l'occasione per spiegare la sua poetica: "L'esistenza di una società è fatta anche da scritte sui muri, come avviene anche in quest'aula, dove leggiamo "La legge è uguale per tutti".

Ora tocca ai giudici scegliere se raccogliere la denuncia di alcune guardie ecologiche volontarie, infastidite da murales adornati dalle sue poesie, o ringraziarlo per aver cosparso i vecchi muri delle città con messaggi di poesie.

Nessun commento:

Posta un commento