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sabato 6 maggio 2017

Paura a tavola per le fake news sui cibi

Un tempo i gusti alimentari erano pilotati dalle svariate mode del momento, oggi 3 italiani su 4 (circa il 66%) sono preoccupati dell' impatto sulla salute di quello che mangiano e indirizzati ad un consumo o meno di un prodotto, anche per effetto delle "Fake news" sulle caratteristiche dei cibo che si moltiplicano in rete e spingono a comportamenti insensati e pericolosi. Il quadro non molto confortante è stato redatto dall' indagine Coldiretti/Ixe' e verrà presentato in occasione della campagna #stopfakeatavola promosso dalla Coldiretti e dall' Osservatorio sulla Criminalità nell' agricoltura e agroalimentare nell' ambito fel corso di formazione organizzato in collaborazione con la Scuola Superiore della Magistratura. Secondo i dati:"Il web si configura sempre più come porto franco delle bufale alimentari, con un preoccupante effetto valanga in una situazione in cui il 53% degli italiani lo ha utilizzato almeno qualche volta furante l' anno per raccogliere informazioni sulla qualità dei prodotti alimentari. Il 25% degli italiani partecipa a community/blog/chat in internet centrate sul cibo, proprie o di altri, che influenzano le scelte di acquisto in modo non sempre corretto e veritiero". La scorretta informazione dell' alimentare ha un peso più rilevante che negli altri settori , perché va poi ad influenzare la salute. Quindi, si dovrebbe fare molta attenzione e premiare chi cerca di smascherare gli imbrogli. Internet, però non va criminalizzata, perché è chiaro che il suo uso può svolgere anche un ruolo di controllo importante in un sistema in cui, l' informazione alimentare rischia di essere influenzata soprattutto dalle grandi multinazionali grazie alla disponibilità di risorse pubblicitarie investite. Tra le false credenze più in voga, c'è quella che riguarda le presunte proprietà brucia grassi dell' ananas, dovuto alla bromelina, contenuta però nel gambo dell' ananas, che nessuno mangia e che comunque favorirebbe la digestione delle proteine e non lo smaltimento di calorie e grasso. Oppure la falsa credenza secondo cui il latte sia dannoso in quanto alimento destinato all' accrescimento. Oppure, le banane sono reputate come ricche di potassio, invece al vertice della graduatoria ci sono gli spinaci, seguiti dalla rucola e cavolini crudi, mentre le banane sono al 9° posto. E altro alimento spesso bistrattato è la carne, in realtà è bene sottolineare che non esiste nessuno studio che provi che mangiare la carne sia dannoso per la salute. Anzi, al contrario i vantaggi di una dieta completa che la include sono scientificamente indiscussi. Infine, il kamut, spesso esaltato come antica varietà di cerali con proprietà esclusive, non è altro che un marchio commerciale privato, registrato negli Usa, con cui viene venduto il grano della varietà Khorasan, varietà coltivata anche in Italia con caratteristiche che possono essere ritrovate anche nel farro e nella varietà di grano duro italiano come Senatore Cappelli. Quindi, si diceva una volta, bisognerebbe guardare ciò che si mangia, cioè davvero vedete prima di comprare e mangiare e non fidarsi del sentito dire, o letto in rete; da chi sa chi e per quali scopi " economici" che ci sono dietro.

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